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Come scegliere la macchina fotografica da viaggio

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1 Aprile 2020
  • macchina fotografica da viaggio subacquea

Una questione senza fine e che ha sempre aperto dibattiti interminabili è: “Qual è la macchina fotografica migliore?”. Davanti a questo dilemma esistenziale il mondo si divide in tre categorie:

  1. I religiosi: quelli cioè che hanno una marca (ed a volte anche un modello specifico) come unico credo, e non mettono in dubbio la loro scelta perché per loro è un dogma.
  2. I compulsivi: quelli che cambiano macchina fotografica ad ogni nuova review perché ne è uscita nuova che ha una funzione in più (di cui non conoscono l’utilità e probabilmente non gli serve a molto, ma non fa niente).
  3. I realisti: quelli che cercano di scegliere una macchina adatta ai loro bisogni, capacità e risultati.

Visto che per le prime due non c’è molto da fare, cercheremo di aiutare la terza a identificare le migliori fotocamere in modo più oggettivo possibile senza farsi prendere la mano e svuotare il portafoglio inutilmente. Anche perché la vera risposta a questa domanda è: DIPENDE!

Vediamo quali sono i fattori fondamentali da prendere in considerazione per l’acquisto di una macchina fotografica:

La dimensione e il peso: meglio una macchina reflex, una mirrorless, una fotocamera compatta o un cellulare?

Spesso si cade nel credo comune (diffuso un po’ ovunque nella nostra cultura) che “chi ce l’ha più grossa” vince! Ebbene no! Che siate un professionista o un dilettante, tutte queste scelte possono essere più che valide. Mi spiego meglio: spesso è vero che le macchine più grandi hanno una qualità migliore e possono realizzare immagini che difficilmente potremmo realizzare con macchine più piccole, ma hanno anche enormi svantaggi. Il primo fra tutti è il peso, seguito a ruota dalla dimensione, e non ultimo il prezzo. Ora non sto qui a spiegarvi perché il prezzo sia uno svantaggio, perchè immagino ci arriviate da soli! Per quel che riguarda il peso, se avete già viaggiato un po’ riuscite ad immaginarlo: portarsi dietro in uno zaino, una sacca o una tracolla 10-15 Kg di materiale sembra un sacrificio fattibile ma diventa spesso una croce. Potremmo dire in questo caso che:

La migliore macchina fotografica è quella che avrete con voi!

Il succo è: valutate voi quanto peso e spazio sarete realisticamente disposti a portarvi dietro di continuo, per tutto il viaggio, per riuscire a portare a casa delle belle immagini. Considerate non soltanto il peso e il volume del corpo macchina, ma anche quello di tutti gli accessori del caso (ottiche, batterie, filtri, ecc.). Non c’è niente di peggio che avere una magnifica reflex con un’ottica professionale che rimane in hotel perché pesa troppo, senza considerare che avrete sempre anche il problema di dove lasciarla “in sicurezza”, visto che probabilmente costa anche un occhio della testa.

Per quel che riguarda la dimensione c’è anche un altro svantaggio particolarmente penalizzante in viaggio: la discrezione. Avete mai provato a rubare un ritratto per strada con un’ottica lunga 30 cm puntata sulla vostra preda? Diciamo che nel migliore dei casi vi siete fatti notare, nel peggiore avete passato un brutto quarto d’ora, ma in ogni caso avrete molto probabilmente perso l’attimo, e non avrete portato casa la foto che avevate in mente.

Solitamente la voglia di caricarvi la schiena con materiale fotografico è proporzionale al vostro livello, perché ogni volta che sarete stanchi, vi domanderete se ne valeva la pena e magari rivedendo le vostre foto vi accorgerete che in fondo non sono poi così migliorate rispetto a quando le facevate con un telefonino.

Più in concreto, una mirrorless come la Fuji o la Sony può essere comparate ad una reflex con un peso minore, e ha una qualità comunque professionale. Alcune compatte come la Canon PowerShot serie G e le Fujifilm X-A7, sono ancora più piccole e leggere ma con caratteristiche tecniche di tutto rispetto.

dimensioni e peso a confronto

La dimensione del sensore (il famoso CCD)

Nel mondo della fotografia, la dimensione del sensore in realtà è ancora più importante della dimensione della macchina fotografica. I sensori più comuni sono:

  • i sensori detti Full Frame (pieno formato), cioè che hanno lo stesso formato delle macchine analogiche a rullini (24×36 mm).
  • I sensori APS-C (15×24 mm ca.)
  • I sensori detti micro quattro terzi (Four thirds o 4/3) di 13×17.3 mm

In questo caso è vero che più è grande il sensore, migliore sarà probabilmente il risultato. Soprattutto per un aspetto che vedremo più in basso, il tanto ricercato effetto “sfocato”.
Non fatevi quindi ingannare, perché esistono delle reflex che usano dei sensori Full Frame: (solitamente le top di gamma) come la Canon EOS 1D, 5D e 6D (in linea di massima le serie D con una cifra sola) oppure le Nikon D6, D850 o D780 (le Serie D con 1 o 3 cifre), ma la maggior parte delle altre reflex usa sensori APS-C o 4/3.

Anche nel caso delle Mirrorless esistono quelle pieno formato: la famosa Sony A7, A9 (Serie A con una sola cifra), le Nikon serie Z e le Canon EOS serie R. Fuji ha invece fatto una scelta diversa, non fa nessuna mirrorless full frame, ma ha preferito fare la serie GFX con un sensore ancora più grande (detto medio formato, grande 33×44 mm). La maggior parte delle altre mirrorless hanno sensori APS-C o più piccoli. Le compatte hanno sensori al massimo quattro terzi, ma molto spesso ancora più piccoli ed è quindi un aspetto su cui non possono essere messe sullo stesso piano delle “sorelle maggiori”. Potrete immaginare da soli che i cellulari usano sensori ancora più piccoli delle compatte (nell’ordine di qualche millimetro).

Perché la dimensione del CCD è così importante? E perché più megapixel non bastano?

In linea generale ignorare la dimensione del CCD e fare solo un paragone di quantità di megapixel è forse la cosa più sbagliata che si possa fare (anche se ahimè è la più comune). I migliori risultati si ottengono con “il giusto numero di megapixel per la dimensione del sensore”. Avere cioè un sensore minuscolo con una quantità enorme di megapixel può dare peggiori risultati di un grande CCD con meno pixel. Oltre al fatto che un grande sensore per questioni puramente ottiche vi permetterà di ottenere un migliore “effetto sfocato” di cui parleremo successivamente.

Come prova inconfutabile della questione vi basti sapere che la maggior parte delle fotografie che ammirate stupefatti sono state scattate con sensori grandi e con un numero di megapixel a volte sorprendentemente basso (anche meno di 20 megapixel). Al contrario ho potuto apprezzare delle vere “croste”, senza alcun interesse fotografico, scattate ad altissima risoluzione!

Ottiche intercambiabili o ottica fissa?

Se scegliete una reflex o una mirrorless avrete anche questa l’annosa questione. In linea di massima mi sento di consigliarvi macchine ad ottica intercambiabile. Per un semplice motivo: se inizialmente prendete una sola ottica, potrete sempre evolvere e cambiarla con un’ottica di migliore qualità quando ne sentirete il bisogno. Potrete provare ad affiancare alla prima ottica altre ottiche, potrete anche provare degli adattatori e montare delle ottiche di altre marche o modelli sul vostro corpo macchina.

Nel caso in cui sappiate già che tipo di fotografi siete, che genere di foto fate, probabilmente non starete leggendo questo post e avrete già scelto una compatta ad ottica fissa come la magnifica Fuji X100V o la stilossisima Leica Q. Per farvi un parallelo con il film di Luc Besson del mercenario Léon, queste macchine sono l’equivalente del coltello.. Bisogna conoscere l’arte dell’avvicinamento e bisogna saperle maneggiare bene. Per iniziare vi consiglio “armi” più flessibili che possano essere usate anche a distanza! Ciò non toglie che avendo budget, spazio e voglia, potrete sempre usare una compatta a ottica fissa come seconda macchina fotografica del vostro viaggio.

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© Anne Pannecke

Zoom o prime lenses? Quale lunghezza focale scegliere?

Per qualsiasi macchina fotografiche dovrete scegliere se prendere uno zoom (fisso o intercambiabile) o quelle che in gergo si chiamano le “prime lenses”, o ottiche fisse. Al di là di tutte le “pippe mentali” legate alla qualità delle ottiche questa scelta definirà in realtà:

  • La vostra reattività: se avete visto qualcosa di bello, ma dovete cambiare ottica potreste passare più tempo a cambiare ottiche che a fare fotografie, a meno che non siate il più veloce pistolero del west.
  • La capacità di adattarvi ad un ambiente ostile: per cambiare ottica avete bisogno di due mani, spesso di un piano d’appoggio e di un ambiente pulito (perché è in questi momenti che il famoso pelo va a posarsi con leggiadria sul vostro ccd segnando così tutte le vostre prossime foto fino alla prossima pulizia pasquale).
  • Il vostro raggio di azione: se avete solo un tele-obiettivo sarà difficile fare foto di gruppo o paesaggi, idem se avete solo un grandangolo la zebra che avete finalmente scovato occuperà una manciata di pixel sul vostro immenso CCD o sarà del tutto invisibile.

Detto questo, possiamo affermare che l’ottica da viaggio per eccellenza è uno zoom. I compromessi migliori tra qualità e flessibilità universalmente riconosciuti  (spesso forniti nei kit corpo + lente) è lo zoom 24-70 mm (vedi paragrafo sulla lunghezza focale) o il 24-105 mm.

A questa ottica si può scegliere di accoppiare un altro zoom grandangolare (come il 12-24mm ad esempio) e/ o teleobiettivo (il più comune è sicuramente il 70-200mm).

Oppure, a seconda delle esigenze, può avere senso anche avere un solo zoom e due ottiche fisse per completare il kit (un grandangolo e un tele). 

La lunghezza focale

Se non riuscite a capire quando vi parlo di mm parlando di una lente è perché non siete pratici di quella che si chiama “lunghezza focale”. In due parole è questo numero (espresso in millimetri) che definisce quanto “vi avvicinerete al soggetto” o quanto “riuscirete a fare entrare” nella vostra foto. Adesso probabilmente vi uscirà il sangue dal naso..ma se volete approfondire:

  • In generale si dice che il corrispettivo dell’occhio umano è un 50 mm (per le full frame) e ca un 35 mm per le APS (per facilità continuerò usando solo il riferimento full frame, per dedurne l’equivalente APS dividete per 1.6).
  • Le ottiche tra i 12 mm e 24 mm si chiamano supergrandangolari, sono particolarmente adatti in interni, paesaggi o scene d’azione (per capirci sono spesso le ottiche montate sulle action camera come la GoPro).
  • Dal 24 a 35 mm o più sono considerate grandangolari, sono ottiche adatte alla street photography e a “raccontare un’azione in un contesto”.
  • Il 50 mm, se siete stati attenti, già lo conoscete, é probabilmente la lunghezza focale con cui (seppur in modo molto limitato) si potrebbe fare quasi tutto.
  • Tra il 50 mm fino a ca. 135mm parleremo di teleobiettivi, particolarmente adatti ai ritratti, ad azioni a media distanza e spesso (in versione macro) per fotografia naturalistica e oggetti.
  • Oltre i 135 mm fino agli estremi 500 mm si parla di super teleobiettivi, indispensabili per safari o azioni a distanza in generale. 
zoom vs prime lenses

In quali casi scegliere invece delle ottiche fisse

Se pensate che sto “schifando” le ottiche fisse siete fuori strada. Le ottiche fisse sono in assoluto le migliori al livello puramente ottico. Solo che, per essere flessibili, vi obbligano a portarvi più ottiche (quindi più peso) e vi obbligano a cambiare ottica regolarmente (aspetti molto svantaggiosi in viaggio). I professionisti ovviano a questo problema portando ancora più peso e portando cioè una o addirittura due altre macchine fotografiche al collo, pronte con un’altra ottica, ma questo è già duro da sopportare per una mezza giornata, figuriamoci per un viaggio.

Se, ad esempio, usate un cellulare state scegliendo un’ottica fissa, e i cellulari che hanno  due ottiche come gli iPhone 11 o tre ottiche come gli iPhone 11 Pro non fanno altro che imitare il metodo dei fotografi professionisti, ma su piccolissima scala e con tutt’altra portabilità.

Già vi sento pensare: “ma io sull’iPhone posso zoomare!” ma quello é un trucchetto digitale, in realtà state solo ritagliando l’immagine (detto anche zoom digitale).

La qualità delle ottiche

Una volta capito quale ottiche fanno al caso vostro, fate sempre attenzione alla sua “apertura”, cioè al valore riportato dopo la F. Per capirci troverete ad esempio dei 24-70mm F 2.8 altri F 4 oppure F 3.5-4.5, cosa vuole dire? Più il valore é basso e più l’ottica è di qualità e luminosa, (cosa che vi permetterà di ottenere il famoso “effetto sfocato”). Più è alto e più è scadente. Questo valore é particolarmente importante se scegliete una macchina con un’ottica fissa perché non potrete più cambiarla. Quindi F 2.8 é più luminoso di F 4 e se dopo F ci sono due numeri sono relativi al massimo e al minimo della lunghezza focale degli zoom. Per darvi dei riferimenti:

  1. Le ottiche fisse possono ottenere luminosità migliori degli zoom e possono scendere anche sotto a F 2.
  2. Un teleobiettivo o un grandangolo sono per forza meno luminosi del normale
  3. A volte, per piccole differenze di F, avrete grandi differenze di prezzo: un 50 mm F 1.2 può costare facilmente più di 1000€, mentre un 50 mm F 1.4 può costare sui 400€ e la versione F1.8 anche sui 200€. Valutate voi se e quanto vale la pena affrontare un costo del genere (e un rischio del genere portandolo a zonzo) rispetto alla differenza che potrete avere nei risultati.
  4. Più il vostro CCD é piccolo più avrete bisogno di un F basso per ottenere lo stesso effetto sfocato di un Full Frame. Tra Full Frame e APS se la possono giocare tra ottiche più o meno valide, al di sotto del APS la differenza non é più compensabile.
  5. Per foto in ambienti poco luminosi l’apertura é importante e vi permette di cavarvela. Al contrario in pieno sole in esterno questo fattore é meno importante.

Il famoso e altrettanto ricercato “effetto sfocato”. Come si ottiene?

Veniamo ora al famoso “effetto sfocato”: spesso le foto con un soggetto a fuoco bello nitido e un ambiente fuori fuoco hanno immediatamente un sapore professionale e fanno tutt’altro effetto. Questo é innegabile, e sono percepite come foto più “professionali” probabilmente perché si ottengono con:

  • Un sensore grande: APS, Full frame o ancora più grande
  • Con ottiche con una grande apertura (F molto basso), solitamente costose
  • Con teleobiettivi o super teleobiettivi, meno comuni delle ottiche standard

Ci sono però dei piccoli “escamotage” che vi possono permettere di ottenere un effetto simile anche con mezzi meno performanti:

  • Scattare con il diaframma più aperto disponibile
  • Usare l’ottica più tele tra quelle che avete
  • Avvicinarsi al soggetto e creare una differenza maggiore di distanza con lo sfondo
  • Usare l’effettazzo artificiale tipo quello di “ritratto” degli iPhone
a sinistra la foto con l’effetto “ritratto” dell’iphone e a destra la foto originale

E quindi? Quale macchina fotografica fa più al caso mio?

Cerchiamo innanzitutto di definire il bisogno, il perché cioè sentite di dover comprare una nuova macchina fotografica. A volte, la soluzione potrebbe essere più vicina ed economica di quel che si pensi. Ma vediamo i casi più tipici:

  • Voglio imparare a fare fotografie

Spesso in questo caso si sente la necessità di una macchina fotografica con dei controlli manuali o almeno più controllo in assoluto. La risposta potrebbe anche non essere una nuova macchina fotografica, se volete imparare a capire come funzionano tempi, diaframmi, iso ecc.. Potete probabilmente installare semplicemente un App che vi permette di usare la macchina fotografica del vostro telefono in manuale e potete fare tutti gli esperimenti del caso senza spendere granché. Se invece volete andare più lontano (e non solo capire meglio la teoria), ma provare ad avere anche migliori risultati probabilmente una reflex potrebbe essere una buona soluzione (anche abbastanza economica). Potreste partire con un sensore APS e uno zoom 24-70 mm; se fosse troppo grande e avete un po’ più di budget potrete orientarvi su una mirrorless (sempre APS o micro 4/3) a ottiche intercambiabili. 

  • Voglio migliorare la qualità delle mie fotografie (un aspetto più professionale)

Se non siete proprio alle prime armi, avete già fatto esperienza con una reflex o equivalente, potrebbe valer la pena passare ad una full frame (pensate anche al mercato dell’usato) o a delle ottiche con una migliore apertura: magari uno zoom F 2.8 o un prime classico (35 mm, 50 mm o 85 mm) con un’apertura minore di F 2.

  • Voglio avere uno zoom più ampio (più grandangolo o più teleobiettivo)

Se avete una macchina ad ottiche intercambiabili potete 1) cambiare l’ottica che avete con uno zoom che ha una lunghezza focale più ampia, oppure 2) potete affiancare al vostro zoom attuale un’altra ottica più grandangolare o teleobiettivo.

  • Voglio riuscire a scattare in situazioni in cui ora non posso (troppo buio, troppo rischioso, troppo faticoso)

In questo caso bisogna capire meglio quali sono i limiti attuali e trovare una macchina che vi apra nuove strade. Se si tratta di situazioni troppo buie, potreste passare da uno zoom a un’ottica fissa più luminosa. Oppure ad una macchina con un CCD più grande e una migliore resa con alti ISO. O in casi più particolari, affiancare alla vostra macchina una seconda macchina più economica (che potrete rischiare di danneggiare se le cose vanno male), o una compatta o mirrorless più resistente agli urti, agli spruzzi o addirittura a prova di caduta e impermeabile.

macchina fotografica da viaggio subacquea

Come scelgo il mio kit da viaggio?

Personalmente avendo a disposizione diverse macchine fotografiche (come avrete capito sono un fotografo professionista), posso scegliere la macchina che ritengo più adatta al viaggio immaginando le situazioni in cui mi troverò:

  • Se farò molto trekking e camminate, o sarò portato a non lasciare mai il mio materiale incustodito la mia scelta cadrà su una mirrorless (spessissimo uso una Fuji XT-2 che monta un sensore APS) con uno zoom 16-55mm F2.8 ( che equivale a un 24-70mm) al quale potrei eventualmente accompagnare un grandangolare fisso 12mm Carl Zeiss Touit F 2.8), se penso di dover fare anche belle foto di interni e architetture. Nel caso in cui il viaggio necessitasse di un teleobiettivo mi porto un’ottica che mi piace particolarmente della Canon, che adatto sulla Fuji: un 70-200 mm F 2.8 (che diventa in pratica un 115-300 mm ca.). Questa combinazione è pesante e ingombrante quindi valuto sempre con molta cura.
  • Se invece reputo i miei punti di appoggio affidabili o penso che mi troverò in situazioni veramente uniche, da cui portare a casa foto particolarmente belle, scelgo più il set della reflex full frame: ad oggi una Canon 5D Mark III ( eh si non sono un compulsivo ) con un 24-70mm F 2.8, un 12-24mm e il 70-200 F 2.8 di cui sopra.
  • Nei viaggi al mare o sulla neve o dove passerò molto tempo in acqua aggiungo al set principale una compattina che adoro: l’Olympus TG-6 che, oltre a montare un equivalente del 25-100mm F 2.0-4.9, è impermeabile fino a 15 mt di profondità ed è antishock.
  • In tutti questi casi ovviamente mi accompagna un iPhone 7 plus che monta due ottiche: l’equivalente di un 28mm e un 56 mm con F1.8 e 2.8.  Grazie alla “visione stereoscopica” ha la modalità “ritratto” che simula una corta profondità di campo tipica dei grandi sensori.

Al di là di tutte queste valutazioni ricordate che non sono le macchine fotografiche a fare belle foto ma come ha detto Ansel Adams: “The single most important component of a camera is the twelve inches behind it” (tradotta “la componente più importante di una macchina fotografica sono i 30 cm dietro di lei”). 

“The single most important component of a camera is the twelve inches behind it”

Ansel Adams
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Fotografo e fratello di Valentina
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Sono innanzi tutto il fratello di Valentina, e da buon Borghi i viaggi non mi sono mai mancati. Fin da piccolo ho sviluppato interesse per il lato visivo delle cose, il che mi ha portato a diventare fotografo professionista. Da qualche tempo si è aggiunto anche mio figlio e mi ha permesso di avere un altro sguardo sul mondo dei viaggi.

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