BeBorghi | Cosa vedere in Indonesia: 15 luoghi da non perdere

Cosa vedere in Indonesia: 15 luoghi da non perdere

Scritto da  on 
29 Agosto 2022
  • Prambanan - Indonesia

L’Indonesia è un paese immenso e molto variegato, dove è possibile vedere un’infinità di cose interessanti e fare tantissime esperienze. Ridurre tutto a 15 luoghi è chiaramente una forzatura, ma credo (e spero) possa esservi d’aiuto nella pianificazione del vostro viaggio, almeno ad orientarvi. Come vi ho già raccontato nell’articolo sull’organizzazione di un viaggio fai da te in Indonesia, la pianificazione richiede molto studio pre-partenza ed è lungi da me la pretesa di scrivere un articolo esaustivo. Qui troverete molti luoghi che ho visitato io stessa e che vi consiglio, insieme ad altri che non ho potuto visitare per questioni di tempo (e denaro), ma che spero di vedere prima o poi. 

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Ubud - Bali

Cosa vedere in Indonesia: 15 luoghi da non perdere

1. Yogyakarta (Java)

Quasi tutti entrano in Indonesia dall’Aeroporto Internazionale di Jakarta, capitale dell’isola di Java, ma nessuno ci rimane più di qualche ora perchè è una megalopoli da 10 milionii di abitanti che offre davvero poco per i turisti. La capitale artistica/intellettuale di Java è infatti Yogyakarta, una città a statuto speciale (governata tuttora da un sultano) dove le tradizioni sono ben radicate. Il centro città si sviluppa all’interno del Kraton, l’area storica dove si trova il palazzo del sultano (che vi sconsiglio di vedere, non ne vale la pena) e il Taman Sari (il “palazzo del piacere” del sultano, con alcove e piscine, che invece merita). Intorno a questi edifici c’è un dedalo di vicoli dove gli artigiani producono i famosi batik e le marionette in pelle per gli spettacoli tradizionali. I prodotti li trovate poi anche su Malioboro, la via dello shopping. Yogyakarta rappresenta inoltre la base perfetta per visitare i templi più famosi dell’Indonesia: Prambanan e Borobudur. 

Yogyakarta - Indonesia
Yogyakarta - Indonesia

2. Prambanan (Java)

Tra le cose da vedere in Indonesia non possono mancare i magnifici templi di Prambanan, non a caso inseriti tra i Patrimoni dell’Umanità UNESCO. I templi si trovano 17 km a est di Yogyakarta e sono tra i più belli del Sud-est asiatico (insieme ad Angkor Wat e Bagan per quanto mi riguarda). Nel sito si trovano i resti di circa 244 templi costruiti tra l’VIII e il X secolo d.C. con uno stile architettonico molto particolare, perchè unisce elementi induisti e buddisti. In quel periodo infatti l’isola era governata da una dinastia buddista a sud e da una induista a nord, e queste dinastie si fusero poi grazie ad un matrimonio. Il corpo centrale del sito archeologico è veramente impressionante, con un recinto che racchiude 8 templi principali e altri minori. L’area è abbastanza grande e il mio consiglio è quello di prendere una guida sul posto per poterlo apprezzare al meglio. Per l’ingresso al sito esiste un  biglietto cumulativo Prambanan+Borobudur che costa 630.000 rupie (circa 42 euro). 

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Prambanan - Indonesia
Prambanan - Indonesia

3. Borobudur (Java)

Partendo sempre da Yogyakarta si raggiunge il tempio di Borobudur, un’altra tappa imperdibile di ogni viaggio in Indonesia, anch’esso Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Costruito tra l’VIII e il IX d.C. con 2 milioni di blocchi di pietra vulcanica, il Borobudur rappresenta il tempio buddista più grande del mondo. Venne concepito come una visione buddista del cosmo e visto dall’alto ricorda un immenso mandala tantrico tridimensionale. Le 6 terrazze sono decorate con circa 1460 pannelli decorativi, ma è la piattaforma superiore che lascia a bocca aperta. Qui si trovano 432 statue del Buddha seduto e altre 72 immagini: la vista da da qui è semplicemente sublime, e all’alba o al tramonto lo è ancora di più. Il tempio ha però diversi problemi di stabilità e in questo momento (estate 2022) non è permessa la salita sulle terrazze fino ad ulteriori accertamenti. 

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Borobudur - Java
Borobudur - Java

4. Vulcano Bromo (Java) 

L’Indonesia è anche il paese perfetto da visitare per chi ama i vulcani (come la sottoscritta, ma ormai lo sapete!). Ce ne sono centinaia, praticamente tutti attivi e, in diversi casi, anche parecchio pericolosi. Uno dei più scenografici è sicuramente il Gunung Bromo (2392 mt), che è uno dei 3 vulcani emersi dall’antica caldera del Tengger, un cratere da 10 km di diametro. Le escursioni classiche prevedono la partenza dall’hotel in jeep 4×4 intorno alle 3:30 al costo di 600.000 rupie (per 1 jeep) e 220.000 rupie per l’ingresso (a persona). In un’ora circa si raggiunge il picco di una montagna di fronte da cui si può ammirare l’alba sul Bromo e sulla caldera (bisogna coprirsi per bene). Il paesaggio è semplicemente surreale, quasi onirico. L’unica nota negativa è che dovrete condividere quest’esperienza con con centinaia di persone! Dopo il sorgere del sole le jeep scendono poi dentro la caldera, nel Mare di Sabbia, fino alle pendici del vulcano. Una passeggiata (con una scalinata finale di 253 gradini) vi porta poi sul bordo del cratere, dove potrete vedere e sentire le sue viscere fumanti. Il Bromo è una delle 3 montagne più sacre per gli hindu in Indonesia e c’è un tempio alla sua base. 

NOTA: se raggiungete il Bromo in bus/pulmino, per spezzare il lungo viaggio si può fare una sosta alle cascate Madakaripura. Il biglietto (200.000 rupie) include un tratto in motorino e una camminata di 30’ dentro la gola con una guida. Sotto le ultime 2 cascate si può fare il bagno, ma di fatto vi laverete comunque anche solo per arrivarci. 

Vulcano Bromo - Indonesia
Bromo - Java

5. Vulcano Ijen (Java)

Se mi chiedeste cosa mi è piaciuto di più del viaggio in Indonesia il primo posto probabilmente spetterebbe a lui. Ebbene sì, il vulcano Ijen entra di diritto nella mia top 3 delle cose da vedere in Indonesia. Il suo cono vulcanico (2368 mt) è uno dei 3 che si trova sull’Ijen Plateau, insieme al Gunung Merapi (2800 mt) e del Raung (3332 mt). La cosa più bella dell’altipiano è il lago sulfureo color turchese che si può vedere raggiungendo il bordo del cratere. Come per il Bromo, anche qui le escursioni prevedono la salita in notturna per vedere l’alba. Il sentiero fino al primo punto panoramico è lungo 3 km ed è bello ripido; lo si percorre in circa 1h, da lì poi impiegherete almeno altri 30’ per raggiungere il bordo del cratere da cui ho visto una delle albe più belle della mia vita. Prima di salire ricordatevi di coprirvi per bene perchè in quota c’è molto vento e fa parecchio freddo. Volendo, dal primo punto panoramico si può scendere nel cratere per vedere le famose fiamme blu. Io vi sconsiglio di farlo per diversi motivi: 1) la discesa è ufficialmente vietata e pericolosa (anche se tutte le guide ti portano); 2) pur noleggiando una maschera antigas le esalazione di zolfo sono molto forti e spesso le persone si sentono male; 3) il sentiero è scivoloso e c’è rischio di caduta massi; 4) le fiamme blu vengono provocate dai minatori, altrimenti non le vedreste. 

alba sullo Ijen- Java
Ijen - Indonesia

6. Danau Bratan (Bali)

Ci spostiamo ora a Bali, di gran lunga l’isola più gettonata e turistica dell’Indonesia. Nonostante mi abbia un pò deluso, ho deciso di inserirla comunque tra le cose da vedere in Indonesia. Alcune zone dell’isola, tipo quella intorno al lago Danau Bratan, mi sono piaciute molto. È una zona montuosa che si trova nel nord di Bali ed è caratterizzata da un clima più fresco (e umido). Tra le cose da vedere in questa zona ve ne segnalo tre in particolare: il Pura Ulun Danu Bratan, il giardino botanico di Bali e le cascate gemelle di Banyumala. Il Pura Ulun Danu Bratan è un importante tempio hindu-buddista che risale al 1600; dedicato alla dea delle acque, sorge su un gruppo di isolotti sul lago Danau Bratan. È stato dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO ed è meta di pellegrinaggio. Lì vicino c’è poi il bel giardino botanico di Bali, con il Giardino Panca Yadnya dedicato alle piante che venivano usate nelle antiche cerimonie hindu. Le cascate gemelle di Banyumala si trovano invece vicino Munduk (tutta la zona è piena di cascate) e si raggiungono con un bel sentiero di 15’ che taglia una vegetazione super rigogliosa. Ci si può fare il bagno, ma ricordatevi di portare le scarpette da scoglio (chiuse possibilmente, ci sono le sanguisughe). 

Pura Ulun Danu Bratan
 cascate gemelle di Banyumala - Bali

7. Le risaie di Jatiluwih (Bali)

A Bali si trova anche un altro patrimonio UNESCO che vale la pena vedere, ovvero i terrazzamenti di Jatiluwih. Qui viene coltivato il riso da secoli, con un metodo di agricoltura tradizionale, che è considerato parte integrante della cultura balinese. Di risaie ne vedrete tante in giro per Bali, ma quelle a perdita d’occhio di Jatiluwih sono di gran lunga le più belle. Pagando un biglietto d’ingresso di 40.000 rupie (meno di 30 euro) è possibile camminare tra le risaie seguendo diversi sentieri. In zona ci sono anche diversi ristoranti dove si può mangiare sulle terrazze con vista sulle risaie. 

risaie di Jatiluwih (Bali)
Ristorante con vista sulle risaie di Jatiluwih - Bali

8. Ubud (Bali)

Se cercate le atmosfere balinesi alla “Mangia, prega, ama” dovete venire a Ubud, indubbiamente la cittadina più carina di Bali (nonostante sia diventata super turistica). Ubud è la città dove vivono molti stranieri, tanti nomadi digitali e tanti che ruotano intorno al mondo dello yoga e della mindfulness. Oltre ai templi e ai palazzi tradizionali qui troverete anche tanti ristoranti, locali e negozi alla moda, oltre che bellissime Spa. La prima cosa da vedere a Ubud è la famosa Monkey Forest, un bel parco occupato da una fitta giungla e abitato da diversi branchi di macachi. Questi ultimi possono diventare pericolosi se non si rispettano le regole che troverete scritte ovunque: non le sottovalutate! Sempre a Ubud vi consiglio sicuramente anche il Pura Taman Saraswati, un tempio hindu con un bel laghetto pieno di fiori di loto, il Palazzo di Ubud (dove risiede tuttora la famiglia reale) e la Campuhan Ridge Walk, una camminata panoramica che parte dal centro e prosegue sulle colline circostanti. Circa 15 km a nord di Ubud si trova inoltre il Pura Tirta Temple, un tempio dedicato a Vishnu al cui interno è possibile fare un percorso di purificazione. Quest ultimo prevedel’immersione in 3 diverse vasche con una sequenza ben precisa. Ogni sorgente protegge qualcosa di particolare: occhi, sogni, fortuna, etc. Nonostante l’affollamento l’ho trovato un luogo decisamente affascinante.  

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Monkey forest - Ubud
Pura Tirta Temple - Ubud

9. Penisola di Bukit (Bali)

La penisola di Bukit si trova a sud di Bali, ed è tra le zone più gettonate e trafficate dell’isola (il traffico è davvero un problema enorme qui!). Qui ci sono le località balneari e le spiagge più famose per surfisti e non. Se devo dirla tutta mi aspettavo molto di più da questa zona, l’ho trovata davvero troppo antropizzata, ma salvo sicuramente alcune cose. Salvo per esempio l’Uluwatu Temple, uno dei più importanti luoghi di culto dell’isola arroccato in cima ad una scogliera; da qui si può vedere uno dei tramonti più belli dell’isola (anche se circondati da migliaia di persone e di macachi). Salvo anche Bingin Beach, una bella spiaggia protetta da un’alta scogliera, perfetta per il surf ma anche per rilassarsi al sole e farsi una bella mangiata di pesce con i piedi sulla sabbia. Anche se fuori dalla penisola, inserisco in questo paragrafo anche il Pura Tanah Lot, il tempio più conosciuto e più fotografato di Bali. È un tempio hindu costruito su una grande roccia (ricostruita a quanto dicono) vicino al mare, raggiungibile a piedi solo con la bassa marea (ma vi possono entrare solo i balinesi). Purtroppo la zona è invasa dai negozi di souvenir, ma rimane comunque un bel posto da vedere. 

Uluwatu temple - Bali
Bingin Beach - Bali

10. Arcipelago delle Raja Ampat (Papua)

Insieme ai vulcani e ai templi di Java, l’altra cosa che mi è piaciuta di più del mio viaggio a Bali è stata Raja Ampat. Questo arcipelago costituito da più di 1500 isole si trova al largo di Sorong, a Papua, ed è un luogo che definire remoto è un eufemismo. Per raggiungerlo da Bali ci vuole almeno 1 giorno di viaggio (dall’Italia più di 2!). Le ore che si impiegano per raggiungerlo però sono ampiamente ripagate: le Raja Ampat sono davvero l’ultimo paradiso in terra! Le isole sono scarsissimamente abitate, sono ammantate dalla giungla e hanno delle spiagge incredibili di sabbia bianca, ma è quello che si trova nel mare la vera sorpresa. Alle Raja Ampat c’è la più grande biodiversità marina del mondo. Queste isole sono il paradiso dello snorkeling e delle immersioni: vi sembrerà di stare in un acquario! La vita su queste isole scorre lenta, si dorme sulle palafitte cullati dal suono del mare, il cellulare prende poco ed è impossibile non rilassarsi! So già che ci tornerò.  Trovate tutte le info in questo articolo che gli ho dedicato.

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Raja Ampat - Indonesia
Raja Ampat - Indonesia

11. Lombok e le Gili

I luoghi di cui vi parlerò adesso, che ho inserito tra le cose da vedere in Indonesia, non li ho visti di persona, ma ho raccolto informazioni e pareri da chi ci è andato e mi ripropongo di andarci prossimamente. L’Indonesia è veramente immensa e bisogna per forza selezionare! Oscurata dalla fama di Bali, Lombok è probabilmente quello che era Bali tanti anni fa, prima del turismo di massa. Ha spiagge bellissime, spot perfetti per il surf e il Gunung Rinjani (3726 mt), il secondo vulcano più alto dell’Indonesia. Da Lombok (ma anche da Bali) si possono poi raggiungere le isole Gili: Gili Trawangan (la più grande), Gili Meno e Gili Air. Da diversi anni, ahimè, queste isole stanno vedendo uno sviluppo turistico senza pari e c’è da giurare che fra pochi anni non saranno più il paradiso tropicale che si può vedere adesso.  

Lombok - Gili Trawangan

12. Komodo

Potendo avere più giorni a disposizione sarei voluta andare sicuramente nel Parco Nazionale di Komodo, sull’isola omonima, inserito anche lui tra i patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO. Oltre ad avere delle baie e delle spiagge da sogno, l’isola di Komodo ospita il famoso drago omonimo, un varano preistorico che può raggiungere i 3 metri di lunghezza e 150 kg di peso. Parliamo della lucertola più grande al mondo, che si può vedere sì, ma con le dovute precauzioni (sono onnivori e possono mangiare animali che raggiungono l’80% del loro peso!). Komodo di solito si visita partecipando ad una crociera, dormendo sulla barca, e scendendo poi a terra per le escursioni (pagando un biglietto non esattamente economico). Tenete però presente che le acque intorno a Komodo sono sempre parecchio agitate quindi, se soffrite il mare, potrebbe non essere un posto per voi.

Komodo
Drago di Komodo

13. Flores

Flores è un’isola stretta e lunga (quasi 700 km da parte a parte) che si trova in linea con Java, Bali e Lombok. È un’isola ancora abbastanza autentica e poco gettonata dai turisti, ma c’è da scommetere che, anche qui, non durerà a lungo. L’isola è molto varia come paesaggi ed offre un pò di tutto: spiagge esotiche, sorgenti termali, vulcani, villaggi, risaie e paesaggi magnifici. Da non perdere di sicuro c’è il vulcano Kelimutu (1639 mt), un vulcano estinto considerato sacro dalla popolazione. Come il Bromo e l’Ijen, anche qui di solito si sale prima dell’alba, per vedere il sorgere del sole dal bordo del cratere e ammirare i suoi 3 profondi laghi vulcanici color turchese. Secondo le credenze locali, i 3 laghi accoglierebbero le anime dei defunti: quelle dei giovani in uno, quelle degli anziani in un altro e quello delle anime malvagie nell’ultimo. La salita fino al punto panoramico si percorre in mezz’ora circa.

Kelimutu - Flores

14. Tana Toraja e Sulawesi

Del Sulawesi non mi ero interessata molto, fin quando non ho incontrato un ragazzo che c’era stato e mi ha incuriosito con i suoi racconti. Io ci ho solo fatto scalo per raggiungere Papua e nulla più, ma sapevo che era un’isola dai forti contrasti tra diversi gruppi etnici e religiosi (motivo per cui non è considerata un’isola molto sicura). La particolarità del Sulawesi è che qui sono riuscite a sopravvivere tutte una serie di culture e di tradizioni, grazie alla natura impenetrabile del suo territorio. La cultura tribale più conosciuta è quella dei Tana Toraja, nel Sud Sulawesi, legata soprattutto alle loro cerimonie funebri. Queste ultime sono davvero particolari (anche parecchio cruente eh) e si svolgono principalmente nei mesi estivi. Durante i funerali avvengono dei sacrifici animali (ho visto delle foto e dei video e non credo che reggerei a vederli dal vivo) e vengono coinvolte intere comunità. Anche il modo di seppellire i corpi nella roccia è davvero particolare. Ma il Sulawesi offre anche tanto altro, una barriera corallina fantastica, una natura incontaminata e delle architetture molto particolari. 

Tana Toraja- Sulawesi

15. Kalimantan (Borneo Indonesiano)

Chiudo quest’articolo sulle cose da vedere in Indonesia con la regione del Kalimantan, ovvero quell’immensa parte dell’isola del Borneo che appartiene all’Indonesia (la restante è malese). Il Kalimantan è famoso per la sua giungla che rappresenta il luogo migliore al mondo per avvistare gli orangutan, ma anche i gibboni e le buffe scimmie nasiche. Il parco più accessibile per vedere gli animali all’interno della foresta pluviale è il Parco Nazionale di Gunung Palung, nel Kalimantan meridionale. In Borneo si può inoltre percorrere uno degli itinerari escursionistici più lunghi e avventurosi del mondo: il Cross-Borneo Trek. Le difficoltà e i pericoli sono all’ordine del giorno qui, guadi, sanguisughe, rapide da attraversare. pendii scoscesi e chi più ne ha più ne metta, un trekking perfetto per chi si sente un pò Indiana Jones. 

scimpanzè Borneo
Kalimantan - Borneo

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Sono la fondatrice di questo blog. Sono anche una romana trapiantata a Milano tanti anni fa e viaggio praticamente da quando sono nata.
Come mi descriverei? Viaggiatrice compulsiva, travel blogger, food lover, gattara e curiosa di tutto (ma proprio TUTTO)

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