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Napoli insolita: 10 luoghi da non perdere

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17 Aprile 2020
  • Cosa vedere Napoli

Amo Napoli, ma questo ormai lo sapete, e trovo sempre il tempo di andarci almeno una volta all’anno (spesso anche due) in primavera o in inverno, le mie stagioni preferite per esplorarla. Napoli è una città davvero incredibile e scopro ogni volta un nuovo motivo per rinnovarle il mio amore, dei luoghi che non conoscevo, poco battuti dai turisti del week-end. Qui ne ho elencati 10, ma sono sicura che continuerò ad aggiornare quest’articolo nel corso degli anni con le scoperte che man mano farò. 

Napoli insolita: 10 luoghi che probabilmente non conoscete

1.la Street art di Jorit & gli altri

Da diversi anni Napoli si è distinta a livello nazionale e internazionale per i suoi murales e per la street art, che si trova ovunque, dal centro alla periferia. Tanti artisti amano questa città e hanno voluto lasciare un segno del loro passaggio nei suoi muri. Iniziando dal centro storico, uno dei murales più famosi è sicuramente quello di Jorit Agoch all’inizio di Forcella chiamato “Gennaro”, in onore del patrono della città (il murales si trova qui). Non lontano da lì, in Piazza dei Gerolomini 106  c’è il murales di Bansky “La madonna con la pistola”, uno dei 2 murales di Banksy in Italia (l’altro è a Venezia). 

Spostandosi verso i Quartieri Spagnoli (quartiere pieno di piccoli murales ovunque), quello più famoso è senz’altro il murales di Maradona realizzato per il secondo scudetto del Napoli, nel 1990 (si trova qui). Altri murales magnifici si trovano al Rione Sanità: il murales di Francisco Bosoletti dal titolo “RESIS-TI-AMO”, di fronte al murales “Luce” di Tono Cruz, e il murales dell’uomo in catene di Zilda dentro Palazzo Sanfelice. Spostandosi fuori dal centro, vale la pena vedere il murales di Blu sul muro dell’ex-OPG Je so ‘Pazzo (Un ex Ospedale Psichiatrico, ora Centro Sociale) nel quartiere Materdei e i bellissimi murales di Jorit nel quartiere industriale di San Giovanni , tutti in via Taverna del Ferro (quello enorme dedicato a Maradona, quello dello scugnizzo Niccolò, e, di fronte, i murales dedicati a Che Guevara). Sempre Jorit ha completato un enorme murales dedicato a Pier Paolo Pasolini a Scampia. Chiudiamo con i murales del Parco Merola a Ponticelli (chiamato proprio parco dei murales)  e i vari murales che ritraggono Massimo Troisi a San Giorgio a Cremano, sua città natale. 

2.Rione Sanità 

Il Rione Sanità, che si trova a sud di Capodimonte, è probabilmente il quartiere che rispecchia di più l’anima della città e dei suoi abitanti. È un quartiere difficile da catalogare, dove si trovano incredibili palazzi barocchi, mercati popolari e antiche catacombe, ed è proprio qui che nacque il grande Totò (in via Santa Maria Antesaecula al 109). Tra i palazzi barocchi da non perdere ci sono sicuramente il Palazzo dello Spagnuolo e il Palazzo Sanfelice. La scalinata che abbellisce il Palazzo dello Spagnuolo è veramente un capolavoro, una doppia rampa che all’epoca veniva utilizzata anche dai cavalli per portare in cima i cavalieri. Fu progettata da Sanfelice nel 1738 ed è diventata l’ambientazione anche di diversi film di De Sica ma anche della serie “Gomorra”. Sempre dello stesso architetto (e non meno bella), c’è la scalinata del palazzo che prende il suo nome. Questi palazzi non sono aperti al pubblico, ma i portoni spesso sono aperti e potrete intrufolarvi per vederli. Per non perdervi nulla di questo quartiere potete partecipare ad un free-tour di 2h del Rione Sanità (da prenotare a questo link) che include anche il cimitero delle Fontanelle (vedi paragrafo qui sotto). 

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3.Cimitero delle Fontanelle  

Il cimitero delle Fontanelle è un posto a dir poco affascinante, e considerato che si tratta di un luogo di sepoltura potrebbe fare un certo effetto. Devo ammettere di aver visto pochissimi luoghi così intrisi di spiritualità in giro per il mondo. Questo cimitero si trova in una grande grotta (anzi, più grotte collegate tra loro) dove vennero conservate le spoglie di circa 8000 persone vittime della peste del 1656 e poi di altrettante durante l’epidemia di colera del 1837. Una cinquantina di anni dopo, a fine ‘800, la grotta divenne un luogo di culto per l’adorazione dei morti; gli adepti “adottavano” un teschio e pregavano per l’anima del defunto (il culto chiamato delle “anime pezzentelle”). I teschi vennero sistemati in teche e gli adepti vi portavano (e vi portano ancora!) degli ex voto. Nel 1969 il cimitero venne chiuso, ma in anni recenti è stato riaperto e non è difficile vedere persone che pregano davanti ai teschi. È un luogo pieno di leggende incredibili e le guide vi appassioneranno con i loro racconti. Potete visitarlo anche da soli, ma con le guide avrete tutt’altro tipo di esperienza. Le visite sono organizzate dalla Cooperativa sociale “La Paranza” e potrete prenotarle a questo link. Il cimitero delle Fontanelle è incluso anche nel free-tour del Rione Sanità

4.Galleria Borbonica

Da un luogo di Napoli insolito come il cimitero delle Fontanelle, passiamo ora a un altro luogo a dir poco pazzesco: la Galleria Borbonica. Tutti (o quasi) conoscono Napoli Sotterranea, ma pochissimi sanno dell’esistenza di questa incredibile opera architettonica e ingegneristica che risale a metà dell’800. Ordinata da Ferdinando II di Borbone nel 1853, questa galleria doveva collegare Palazzo Reale con piazza Vittoria, vicino al mare e alle caserme. Doveva essere un percorso militare rapido e una via di fuga per i monarchi. Queste gallerie dovevano essere ampie (almeno 4 metri) con marciapiedi larghi e avere dei lampioni per l’illuminazione a gas. Durante la II Guerra Mondiale la Galleria ed altre ex cisterne limitrofe furono utilizzate come ricovero dei cittadini; vi alloggiarono tra i 5.000 ed i 10.000 napoletani le cui case erano state distrutte. Dopo la guerra e fino al 1970 la Galleria fu utilizzata come Deposito Giudiziale Comunale. Per visitarla avete a disposizione diversi tipi di percorsi: quello standard, la Via delle Memorie e 2 percorsi avventura. Su questo sito trovate tutte le info sugli orari e potrete prenotare la visita. Qualsiasi percorso sceglierete non potrete non restare estasiati da questo luogo.

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5.Pausylipon e il Parco Vergiliano

Avevo trovato un volantino sul parco archeologico di Pausylipon nel b&b dove alloggiavo diversi anni fa e mi aveva incuriosito, ma quello che ho visto andandolo a visitare è stato ancora più sorprendente! Sulle guide di Napoli non c’è traccia di questo posto e non capisco proprio come sia possibile!! Si può visitare solo con una visita guidata (qui trovate tutte le info per prenotare) ed è lontano dal centro, oltre Marechiaro (il taxi è il mezzo migliore per raggiungerlo), ma ne vale assolutamente la pena! Si entra della Grotta di Seiano in via Coroglio e, superata la grotta, si arriva al Parco Archeologico dove si può ammirare ciò che resta della lussuosa villa di Pollione che si estende dal promontorio che domina la splendida baia di Trentaremi fino a mare. C’è un teatro praticamente intatto e altre strutture che facevano parte della villa, ma soprattutto un belvedere da cui si può ammirare il mare, e gli Isolotti della Gaiola e dallo Scoglio di Virgilio. Tornando poi verso il centro fermatevi a visitare il Parco Vergeliano, dove si trova uno dei tunnel romani più lunghi del mondo (che collegava Napoli a Pozzuoli) e le tombe di due personaggi più che illustri: il poeta Virgilio (che morì a Brindisi, ma le cui spoglie vennero poi portate a Napoli) e nientepopodimeno che Giacomo Leopardi

6.Villa Doria D’Angri 

Villa Doria d’Angri è una delle più importanti ville neoclassiche italiane e si trova su uno sperone della collina di Posillipo. Fu costruita nel 1833 per volere del principe Marcantonio Doria d’Angri, l’ultimo esponente della famiglia, come dimora di svago e di prestigio. La proprietà si estendeva lungo il crinale della collina e arrivava alla spiaggia di Mergellina con terrazzamenti di vigneti ed alberi da frutto (ancora oggi include un parco di 18,000 mq!). Gli spazi interni sono decorati con motivi pompeiani, e tutti gli ambienti sono pieni di specchi, maioliche e stucchi; la struttura monumentale include anche una pregevole pagoda cinese ottagonale. La vista dai suoi terrazzi e dai suo giardini toglie letteralmente il fiato! Nel 1880 Villa Doria d’Angri ospitò per diversi mesi Richard Wagner ed è qui che completò il “Parsifal” e scrisse il libro autobiografico “La mia vita”. La villa fa parte dal 1998 dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, ed è visitabile liberamente il lunedi e venerdi alle ore 10, oppure nell’ambito del Maggio dei Monumenti di Napoli o nelle giornate del FAI. La villa si trova in Via Francesco Petrarca 80

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7.Farmacia degli Incurabili

Tra i luoghi di una Napoli insolita non potevo non citare la Farmacia degli Incurabili. Annessa all’ospedale rinascimentale di Santa Casa degli Incurabili, situato a pochi passi da Spaccanapoli, la Farmacia è un vero e proprio gioiello barocco. Alla sua realizzazione lavorarono i più grandi architetti barocchi di Napoli (gli stessi delle Reggia di Caserta) ed è una magnifica spezieria che racconta la storia della medicina e della farmacologia. All’interno della Farmacia degli Incurabili si possono osservare preziosi vasi e urne che contenevano le spezie e i medicamenti antichi, compresa la leggendaria teriaca, una mistura contenente tra l’altro oppio, carne e pelle di vipera che era considerata la panacea di tutti i mali. Lì accanto c’è anche il Museo delle Arti Sanitarie con un’inquietante collezione di antichi strumenti chirurgici e il bellissimo Orto Medico (chiamato Orto de’Semplici), un magnifico giardino di piante ed erbe officinali. La Farmacia degli Incurabili è visitabile il mercoledì, venerdì e sabato dalle 9.00 alle 17.00. Vengono organizzati dei tour guidati di circa un’ora e mezza, con i quali si visitano anche il Museo delle Arti Sanitarie e di Storia delle Medicina, l’Orto e il Chiostro di Santa Maria delle Grazie nel Complesso dell’Ospedale degli Incurabili. E’necessaria la prenotazione chiamando al numero 081440647, oppure scrivendo all’indirizzo mail: [email protected] contributo richiesto è di 10,00 euro a persona.

8.Il Petraio e la Pedamentina di San Martino

Essendo stata costruita su diverse colline, Napoli è piena di scale e scalinate e ce ne sono due a cui sono particolarmente affezionata e che assolutamente da fare: il cosiddetto Petraio e la Pedamentina di San Martino. Il Petraio collega Castel Sant’Elmo con Chiaia; parte da via Annibale Caccavello, proprio dietro la stazione della funicolare di Montesanto. In origine era un alveo alluvionale del Vomero e ci venne poi costruito intorno un borgo con palazzetti di Liberty napoletano realizzate nei primi anni del XX secolo (come villa Ascarelli, Villa Pansini e Villa Mellucci). Oltre alla bellezza delle case che si incontrano, scendendo avrete dei magnifici scorci sul golfo. La Pedamentina di San Martino scende impervia dal piazzale antistante la Certosa di San Martino e arriva, con 440 gradini, fino a Spaccanapoli. La scalinata fu costruita a partire dal XIV secolo e attraversa orti e altri spazi verdi appartenuti un tempo alla Certosa. Anche da qui gli scorsi sul mare sono magnifici. Percorrere queste scalinate, soprattutto verso il tramonto, mi mette sempre un sacco di pace. 

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9.L’Arte sotterranea

Con il termine Arte Sotterranea a Napoli si fa riferimento alle diverse fermate della metro (principalmente lungo la Linea 1) che sono state progettate e decorate da artisti di fama internazionale con Kounellis, Karim Rashid, William Kentridge, Bob Wilson e tanti altri. Tra le più spettacolari ci sono sicuramente la stazione Toledo (che con i suoi mosaici e le sue luci ricorda il mare e gli abissi), la stazione Materdei (con un’installazione di Fiat 500), la stazione Museo (con tante istantanee realizzate da famosi fotografi italiani) e la stazione Dante (con l’installazione fatta di scarpe e altri oggetti personali a cura di Kounellis). Da segnalare che la stazione di Toledo ha vinto più volte il titolo di “stazione della metro più bella d’Europa”..mica cazzi! Comprando un biglietto ordinario della metro per 1,5 euro avete quindi l’opportunità di visitare un museo d’arte contemporanea sotterraneo. 

10.Palazzo San Teodoro 

Se siete appassionati di palazzi storici come me, non potrete perdervi questo gioiellino tra i luoghi di Napoli insolita, ovvero Palazzo San Teodoro, una specie di reggia in miniatura affacciata sulla Riviera di Chiaia. Il mobilio e l’arredo conservano ancora la magnificenza delle maestranze artigiane che servivano i Borbone. La sala più impressionante è il grande Salone da Ballo con specchiere, stucchi e grandi affreschi. Notevole anche la Galleria con grandi vetrate, lampadari di bronzo dorato e cristallo, così come gli altri saloni i cui soffitti sono affrescati con soggetti ad ispirazione ellenistica ed ercolanense (tra cui il Salone degli Specchi e la sala da pranzo). La visita guidata al palazzo è un mix tra il reale e il virtuale; grazie a due app e una visiera il visitatore potrà immergersi in una realtà virtuale e viaggiare nel tempo e nella storia. Le visite si possono effettuare solo prenotando al numero verde 800 911 115 o tramite il sito. I proventi sono destinati al mantenimento e alla conservazione della casa-museo. La durata complessiva della visita guidata è di circa 50 minuti.

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Valentina Borghi
Sono la fondatrice di questo blog. Sono anche una romana trapiantata a Milano tanti anni fa e viaggio praticamente da quando sono nata.
Come mi descriverei? Viaggiatrice compulsiva, travel blogger, food lover, gattara e curiosa di tutto (ma proprio TUTTO)

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