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Sicilia on-the-road: 3 giorni tra Marsala, Mazara, Selinunte, Segesta e Gibellina

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29 Aprile 2016

Volevo tornare in Sicilia da tanto tempo ma ogni volta,per un motivo o per l’altro, finivo sempre altrove. Finalmente questa volta è andato tutto liscio ed ho deciso di approfittare di un volo a buon prezzo di Ryanair su Trapani per trascorrere il ponte del 25 Aprile nella zona (tra l’altro in questi giorni mi hanno detto che al 90% la Ryanair toglierà tutti i voli da/per Trapani l’anno prossimo quindi bisogna approfittarne!!). Ero già stata in Sicilia in primavera e la considero la stagione più bella per visitarla: tutti i campi sono fioriti, la vegetazione è rigogliosa e le temperature miti sono perfette per girarla a piedi senza prendere un’insolazione.

Tre giorni ovviamente sono pochi, ma si riescono comunque a vedere tante cose; le distanze sono brevi e i luoghi da non perdere non mancano.
Inizialmente sarei voluta arrivare fino ad Agrigento per vedere la Valle dei Templi, ma mi sono resa conto ben presto che avrei dovuto correre rinunciando ad altro. Ho quindi optato per un giro ad anello che ha compreso il tratto di costa fino a Sciacca (Mozia, Marsala, Mazara del Vallo e Selinunte), per tornare poi dall’interno visitando i borghi abbandonati di Poggioreale e Gibellina, e Segesta. Gibellina poi era un mio pallino da anni e non ci avrei rinunciato per alcun motivo!
Ma eccovi l’itinerario dettagliato con il racconto di questo bellissimo mini-viaggio in terra sicula.

Come spostarsi

 La prima cosa fondamentale da fare quando si arriva in Sicilia è affittare una macchina. Potrebbe essere sicuramente più emozionante girarla con i mezzi pubblici come si fa in molti paesi del mondo, ma, a meno che non abbiate diversi mesi a disposizione, ci dovrete rinunciare. I mezzi pubblici (così come le infrastrutture) sono decisamente pochi ed in pessimo stato. Per il noleggio auto ho seguito i consigli di un’amica blogger ed ho utilizzato questa piccola agenzia locale: http://www.autonoleggioruggirello.it/. Devo dire che mi sono trovata molto bene! Mi hanno dato una macchina nuovissima, con la copertura totale ad un prezzo super-competitivo (senza bloccarmi i classici 1000 euro sulla carta di credito peraltro!). Consiglio vivamente.

Dove mangiare

  • Mamma Caura (Mozia) : un bellissimo bar-ristorante con terrazza panoramica proprio davanti alle saline e ad un bel mulino. Perfetto per fare l’aperitivo al tramonto
  • Panificio Ragona (Marsala): un panificio piccolissimo nel centro storico di Marsala (non lontano dalla piazza principale) che fa le arancine buonissime. Ne ha più di 20 tipi e le cucina espresse, da impazzire!
  • Osteria San Lorenzo -SLO- (Marsala) : un bel ristorante moderno nel centro storico dove mangiare pesce freschissimo con un buon rapporto qualità-prezzo e bere ottimi vini (la carta dei vini è imbarazzante!). Prenotazione obbligatoria, è sempre stra-pieno!
  • Ciacco Gourmet (Marsala) : un piccolo bistrot molto carino in una piazzetta del centro storico
  • Mercato del pesce (Marsala): durante l’estate (da maggio a settembre) il mercato del pesce  la sera si trasforma in fulcro della movida.Molto carino per aperitivo, cena e dopocena.
  • La Lampara (Sciacca): ristorante sul porto dei pescatori. Antipasti molto buoni e pesce fresco. Peccato per il servizio..sono abbastanza disorganizzati e lenti.
  • Hosteria del Vicolo (Sciacca): purtroppo io non sono riuscita ad andarci (era tutto prenotato), ma amici fidati di Sciacca mi confermano che è il ristorante top per mangiare pesce fresco e spendere il giusto.
  • Euro Bar (Dattilo): nel piccolo (e insignificante aggiungerei) paese di Dattilo (che si trova lungo la strada tra Segesta e Trapani) c’è questo bar pasticceria dove si mangiano i cannoli più buoni della Sicilia. Lo riconoscerete dalla fila fuori. I cannoli sono più che a km zero e sono BUONISSIMI! Assolutamente da non perdere.

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Dove dormire

  • B&B La finestra sul Sale (Mozia): questo b&b si trova sopra sopra il ristorante Mamma Caura, proprio davanti alle saline ed al mulino. Se non volete perdervi la vista spettacolare delle saline all’alba o al tramonto è il posto che fa per voi.
  • B&B Il profumo del Sale (Marsala): questo b&b si trova nel centro storico di Marsala, proprio dietro la piazza principale. Ha 3 stanze molto carine e la colazione è ottima. Unica pecca..la proprietaria genovese un po’ logorroica. Vi darà tantissime (e utili peraltro) informazioni, ma il dono della sintesi non ce l’ha.  In ogni caso è assolutamente da consigliare.
  • B&B Sidi Bou Said (Sciacca): un piccolo b&b nel centro storico di Sciacca. La stanza era un po buia, ma grande; colazione ottima e proprietari super-gentili.
  • B&B Sicilia Antica (Trapani): questo b&b si trova a metà strada tra Trapani e Marsala e può essere un’ottima base per visitare la zona (ma anche per raggiungere l’aeroporto, soprattutto se avete il volo all’alba). La casa è nuovissima e si affaccia su un oliveto. Grande ospitalità e gentilezza.
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L’itinerario

Giorno 1 (Mozia e Marsala)

Dopo una dovuta sosta nel primo bar-pasticceria che si incontra sulla strada che va dall’aeroporto verso Mozia (non vi so dire il nome, ma è proprio il primo che si incrocia e merita assolutamente una sosta caffè-cannolo), siamo arrivate alle saline di Trapani. Per arrivarci si percorre una strada chiamata proprio Via del Sale che attraversa un paesaggio di mucchi di sale, saline e mulini abbandonati (qui si produce il sale più pregiato d’Italia). Ci siamo fermate all’altezza del Museo Saline Ettore e Infersa, davanti al molo per l’isola di San Pantaleo (Mozia). Da qui sì può raggiungere l’antico insediamento fenicio di Mozia e visitare la laguna dello Stagnone. Se non avete molto tempo (come noi), fermatevi almeno per un caffè al Ristorante Mamma Caura che ha una bellissima vista sulle saline e sul mulino (ma la vista migliore da qui si raggiunge al tramonto, quando il sole illumina tutte le saline di rosa). Proseguendo lungo la via del sale, dopo neanche 10 km siamo arrivate a Marsala, famosa per i suoi vini.
Marsala è una cittadina molto carina, con un centro storico lastricato ed elegante, una bella passeggiata lungo il mare che arriva a Capo Boeo (il punto più a ovest d’Italia), un Museo Archeologico che conserva i resti di una preziosissima nave da guerra cartaginese, e diverse cantine vinicole che è possibile visitare (le più famose sono le Cantine Florio e Donnafugata ma ce ne sono tante altre che trovate sul sito www.stradavinomarsala.it). Il centro storico è piccolo e si riesce a visitare tutto in un pomeriggio o poco più. Noi non siamo riuscite a visitare le cantine perchè il sabato pomeriggio erano chiuse, quindi è bene controllare prima orari e aperture se ci tenete a visitarle.
Per l’aperitivo, siamo tornate alle saline per vedere il tramonto dal Mamma Caura: come ho scritto anche prima, merita tantissimo! L’aperitivo è abbondante e buono, ma soprattutto il panorama vi lascerà senza fiato (hanno anche un b&b sopra il ristorante…se non volete perdervi neanche l’alba ).
Per la cena ci hanno consigliato l’Osteria San Lorenzo (SLO) e ci è piaciuto tantissimo! È un ristorante moderno, elegante in cui mangiare pesce freschissimo a prezzi super onesti (hanno anche una carta dei vini straordinaria!). Credo che non dimenticherò facilmente i gamberi rossi di Mazara che ho mangiato qui.
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Giorno 2 (Mazara del Vallo, Selinunte e Sciacca)

Dopo la ricca colazione del b&b (di dimagrire in Sicilia..non se ne parla ovviamente!) siamo partite per Mazara del Vallo. Devo ammettere che la mia prima impressione non è stata delle migliori, mi è sembrata una città (come molte altre città siciliane purtroppo) lasciata a se stessa, con tanti palazzi distrutti dall’incuria ed un piano regolatore definito solo dall’abusivismo edilizio. In realtà, addentrandosi poi nel centro della città, la “casbah” come viene chiamata, si scoprono tesori nascosti che non ti aspetteresti mai di vedere lì. Partendo dalla bellissima Piazza della Repubblica (con la cattedrale barocca ed il Seminario vescovile), addentratevi nei vicoli multietnici e perdetevi nel cuore della città. Le cose da non perdere a mio avviso qui sono: la chiesa di S.Francesco (barocca, stupenda!), il Collegio dei Gesuiti, i resti della chiesa di S.Ignazio ed il Museo del Satiro (che ospita l’incredibile statua di bronzo del Satiro danzante, ritrovata in mare alla fine degli anni ’90).
Da Mazara il nostro viaggio è proseguito verso Selinunte, uno dei siti archeologici più suggestivi della Sicilia (insieme alla Valle dei templi di Agrigento e a Segesta di cui vi parlerò dopo). L’area archeologica è molto estesa ed è divisa in due parti: i templi orientali (quelli più spettacolari) che si trovano accanto alla biglietteria, e l’Acropoli (che si può raggiungere a piedi in 45’ oppure in macchina). I resti di questa antica città greca sono impressionanti, e la vista sul mare è da pelle d’oca. I blocchi di marmo sono enormi, sembra un luogo che è stato abitato da giganti. Dicono che una delle viste migliori sia dal lido di Zabbara, la spiaggia che si stende ai piedi delle rovine. Purtroppo non vi si può più accedere dal sito, ma bisogna arrivare in auto a Marinella di Selinunte e, da qui, incamminarsi a piedi lungo la spiaggia. Potrebbe valerne la pena.
Da Selinunte, l’ultima tappa della giornata è stata Sciacca (dove abbiamo dormito) con il suo Castello Incantato. Quest’ultimo è un posto bizzarro, frutto della mente creativa (e pazzerella) di tale Filippo Bentivegna. Si tratta di un grande parco costituito da una specie di labirinto che racchiude migliaia di teste scolpite dall’artista. È un posto decisamente surreale da cui traspare la sofferenza mentale di quest’uomo che ha esorcizzato la malattia attraverso la scultura e la pittura.
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Giorno 3: Poggioreale, Gibellina e Segesta

La prima tappa dell’ultimo giorno è stata la città abbandonata di Poggioreale, disabitata dal 1968 dopo il terremoto del Belice che rase al suolo Gibellina e altre cittadine limitrofe. Quello che si visita oggi sono le rovine di questa cittadina, una sorta di Pompei dell’era moderna, dove tutto è stato lasciato così com’era nel momento della tragedia. È un luogo suggestivo ed estremamente fotogenico; si cammina tra le vie e le piazze circondate da palazzi crollati e invasi dalle piante. Da lì poi ci siamo spostate a Gibellina Vecchia, un posto che desideravo visitare da anni, dopo aver visto un docu-film di Paolini su Ustica girato proprio lì.

A differenza di Poggioreale, Gibellina venne completamente rasa al suolo dal terremoto del 1968. Per la sua ricostruzione (a 20 km di distanza dalla città orginale!) l’ex sindaco della città ebbe l’idea di “umanizzare” il territorio chiamando a Gibellina diversi artisti di fama mondiale come Consagra, Burri, Schifano, Cascella, Arnaldo Pomodoro e Paladino che rinnovarono il nuovo spazio urbano secondo una prospettiva innovativa. Burri però si rifiutò di inserire una sua opera nel nuovo contesto urbano e realizzò un “Grande Cretto” bianco nella vecchia Gibellina utilizzando le macerie, a memoria del sisma che la distrusse. Oggi sia il cretto che gli altri monumenti versano in stato di totale abbandono, Gibellina Nuova è una città fantasma come la vecchia, sono luoghi surreali che faccio fatica anche a descrivere. Il cretto però, pur essendo mal conservato (meno della metà è stato ridipinto nel bianco originale) è un luogo veramente suggestivo e non ha deluso le mie aspettative. 

Non vi nascondo che la visita di Gibellina Nuova mi ha scatenato una grande rabbia verso questo paese, l’Italia, che non riesce mai a preservare le incredibili bellezze che ha, dove non c’è rispetto per la storia e per nessuno.

L’ultima tappa della mini vacanza è stata Segesta, un altro sito archeologico greco di inestimabile valore. Il sito si trova accanto ad una profonda gola naturale in mezzo a montagne selvagge e isolate da cui si vede il mare in lontananza. Quello che resta oggi dell’antica Segesta sono un tempio dorico incompiuto molto ben conservato, ma soprattutto un teatro in cima ad un’altura che gode di una scenografia naturale spettacolare, anch’esso praticamente intatto. Tornando verso Trapani per l’ultima notte prima di tornare a Milano ci siamo fermate a mangiare un ultimo cannolo a Dattilo, un paese di per sè insignificante, se non fosse per il bar del paese che vende i cannoli a km zero più buoni di tutta Sicilia. Una tappa obbligata per chiunque direi!

Che dire, come molte altre regioni italiane, anche in Sicilia ci si potrebbe stare mesi e mesi a visitare e scoprire le sue innumerevoli bellezze, per non parlare del mare e della natura. Io poi ho veramente un debole per questa terra anche per la sua cucina, che è la mia preferita in assoluto. Credo che potrei nutrirmi di arancine e cannoli per tutta la vita.

 

Sicilia

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Un consiglio, non comprate la Lonely Planet! Quella sulla Sicilia è fatta veramente male.

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About

Autore
Valentina Borghi
Sono la fondatrice di questo blog. Sono anche una romana trapiantata a Milano tanti anni fa e viaggio praticamente da quando sono nata.
Come mi descriverei? Viaggiatrice compulsiva, travel blogger, food lover, gattara e curiosa di tutto (ma proprio TUTTO)

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