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Uzbekistan: la magia della Via della Seta

Scritto da  on 
31 Agosto 2017

L’Uzbekistan evoca da sempre la magia della Via della Seta, delle carovane che per millenni hanno attraversato l’Asia tra Istanbul a Xian per scambiarsi merci pregiate come la seta, il sale, le pietre preziose, la porcellana e tanto altro. In realtà non esisteva un’unica Via della Seta, bensì vari itinerari che si spostavano negli anni a seconda delle condizioni locali, ma Samarcanda e Bukhara (entrambe in Uzbekistan) sono sempre rimaste il cuore di questi traffici arricchendosi favolosamente. Mercanti, pellegrini, profughi e diplomatici viaggiavano lungo questa via scambiandosi sì prodotti ma soprattutto idee e tecnologie. Tutto questo ha lasciato nel paese un patrimonio artistico, architettonico e culturale di inestimabile valore: l’Uzbekistan lascia veramente a bocca aperta!

Mi ha ricordato moltissimo l’Iran (si riconosce la stessa “mano” di Tamerlano nella progettazione delle città, delle moschee e delle medresse) ma, a differenza di quest’ultimo, l’Uzbekistan è decisamente più laico e i tanti anni di occupazione russa sono evidenti. 

L’Uzbekistan attuale è governato in modo autoritario e lo si percepisce subito, non appena si varca la frontiera. Il modulo da sottoscrivere in ingresso recita qualcosa tipo” dichiaro che non sto immettendo nel paese libri, articoli o giornali che possano danneggiare l’immagine del paese…e mille altre cose”. In Uzbekistan di fatto vige uno stato di Polizia in perfetto stile KGB, non c’è libertà di stampa e di pensiero e c’è un controllo ossessivo e capillare sulla popolazione. Questo potrebbe portarvi ad immaginare un popolo triste e chiuso, in realtà è esattamente l’opposto. Gli uzbeki sono estremamente solari, sempre sorridenti e super accoglienti. Credo di non aver mai visto nella mia vita un paese più accogliente dell’Uzbekistan. Tutti sono molto curiosi verso i turisti, vengono a parlarti senza alcuna invadenza; nei bazaar ti invitano ad assaggiare cose, ti fanno domande per sapere da dove vieni e dove andrai, ci tengono ad essere fotografati (magari insieme a te) e sono sempre pronti ad aiutarti. Il turista è sacro da queste parti! In Uzbekistan mi sono sentita a casa come da nessun altra parte del mondo.


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Come ottenere il visto 

Il visto per l’Uzbekistan va richiesto all’Ambasciata dell’Uzbekistan a RomaPer richiederlo è necessario compilare e stampare il modulo che trovate sul sito oltre a 1 foto tessera, il passaporto e una fotocopia del passaporto. In alternativa potete incaricare un’agenzia di farlo al vostro posto (consegnando gli stessi documenti) con un sovrapprezzo di circa 30 euro; un’agenzia affidabile che ho usato diverse volte è la Yak Service, che ha sede sia a Roma che a Milano. Il costo del visto varia in funzione del numero di giorni per cui si richiede. Il mio visto per 10 giorni è costato 100 euro.

Novità 2018: il visto elettronico (e-visa)

Dal 15 luglio 2018 è possibile richiedere ed ottenere il visto uzbeko per via elettronica andando su questo sito e pagando con la VISA. Il visto adesso si può ottenere in soli 2 giorni lavorativi!!

Quando andare

Il periodo migliore per visitare l’Uzbekistan va da marzo/aprile a settembre/ottobre, soprattutto se decidete di visitare anche Khiva che si trova nel nord-ovest del paese (lì in inverno nevica e chiudono tutte le strutture ricettive). Luglio e agosto sono caldissimi! Io ci sono stata ad agosto e le massime arrivavano fino a 45 gradi. La buona notizia è che c’è una discreta escursione termica e la sera si sta sempre bene.   Mi hanno riferito che l’alta stagione in Uzbekistan coincide soprattutto con il mese di settembre, quando vi si recano tantissimi turisti soprattutto francesi, e con il Nevruz (21 marzo), la festività più importante di tutta l’Asia Centrale che segna l’inizio della primavera e del nuovo anno persiano. Ad agosto non ho avuto alcun problema a trovare posti per dormire senza aver prenotato. 


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Quanto costa

L’Uzbekistan è un paese molto economico per noi. Calcolate di spendere circa 35 euro al giorno incluso tutto (dormire, mangiare, spostarsi). Trovate maggiori info nell’articolo Come organizzare un viaggio in Asia Centrale.

La Moneta

In Uzbekistan non riuscirete mai a prelevare contante in moneta locale e dovrete partire direttamente dall’Italia con tutto il contante, meglio se in dollari (con cui potrete pagare direttamente hotel e transfer). Per cambiare usate il mercato nero perchè vi daranno il 50% in più (esiste addirittura un sito dove potete controllare il tasso “ufficiale” giornaliero del cambio al mercato nero! È questo: https://uzdollar.com/home). È sicuro e troverete persone disposte a cambiarvi i soldi ad ogni angolo di strada. 

L’itinerario

L’itinerario classico in Uzbekistan dovrebbe includere almeno Khiva, Bukhara e Samarcanda ed è fattibile in 7/8 giorni. Se avete più tempo può valere la pena spingersi fino a Nakus e al lago Aral (nel nord ovest del paese). Io non mi sono fermata nella capitale Tashkent e chiedendo ad altri viaggiatori incontrati durante il viaggio non ho sentito pareri molto entusiasmanti; credo si possa tranquillamente saltare.  

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Dove dormire

In Uzbekistan c’è un’ampia scelta di strutture ricettive di buon livello. Le più belle si trovano a Bukhara, dove i B&B sono ospitati in magnifiche case tradizionali ristrutturate. Moltissime strutture sono presenti su Booking.com e negli altri motori di ricerca e possono essere prenotate tranquillamente prima di partire, soprattutto se decidete di andare in alta stagione. 

In ogni hotel vi rilasceranno un foglio con i dati della vostra registrazione: conservateli tutti perchè vi verranno chiesti e ritirati alla frontiera quando uscirete dal paese.  

Io ho dormito in questi hotel:

  • Islambek Hotel (Khiva) 12 euro/notte con colazione. Un hotel molto carino dentro le mura di Khiva, ma il plus è sicuramente Murat il proprietario, persona di una gentilezza estrema in grado di venire incontro a qualsiasi esigenza. Può organizzare i transfer nelle altre città, le gite alle fortezze nel deserto..tutto quello che vi possa venire in mente di fare a prezzi super competitivi. Assolutamente consigliato!
  • Sokhrob Barzu Guest House (Bukhara) 13 euro/notte con colazione. Hotel in una casa tradizionale a pochi passi dalla piazza principale di Bukhara. Molto carino e curato. Buonissima la colazione.
  • B&B Emir (Samarcanda) 12 euro/notte con colazione. B&B carino arredato in stile tradizionale che si trova vicino al mausoleo di Gur-e-Amir. Per raggiungere il Registan a piedi da qui ci vogliono circa 20’. Io mi sono trovata bene, ma se volete stare più vicini al Registan e alle altre moschee potete valutare l’Hotel Legende nel cuore del vecchio quartiere ebraico di Samarcanda. Si trova in una casa bellissima e storica e il proprietario, Ural, è davvero gentile (io ci sono stata a cena e ho mangiato benissimo peraltro). 

Come vestirsi 

In Uzbekistan non ci sono restrizioni particolari sull’abbigliamento (come accade ad esempio in Iran). Anche se non vedrete donne uzbeke con gli shorts, le minigonne o le canotte, ai turisti è permesso tutto e nessuno vi dirà niente se li indosserete. Il mio consiglio è comunque quello di mantenere una certa discrezione per rispettare la cultura del posto. Preferite gli shorts sopra al ginocchio e le t-shirt. 


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Cosa vedere

Khiva e le fortezze nel deserto

Vi dico subito che Khiva, globalmente, è stata la mia preferita. È stata la prima tappa del mio viaggio, ed è stato amore a prima vista. Khiva è una delle città storiche meglio conservate del paese e tutto quello che c’è da vedere è racchiuso intorno alle mura di fango dell’Ichon-Qala (la città vecchia), dichiarata non a caso patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Il profilo delle torri merlate appare da lontano e varcando una delle 4 porte che si aprono lungo le mura equivale a fare un salto indietro di almeno 1000 anni. Tra i vicoli all’interno la vista viene subito catturata dai profili delle medresse (antiche scuole coraniche), delle moschee, dei mausolei e dei minareti piastrellati di azzurro. Io ci sono arrivata di sera ed è stata pura magia: pochissime persone in giro, le luci fioche delle trattoria e i monumenti illuminati dalla luce della luna, una meraviglia! E pensare che tra il XVIII e il XX secolo il suo mercato degli schiavi era il più grande dell’Asia Centrale, fino alla conquista dei russi nel 1920. 

Tutti i monumenti principali di Khiva si possono vedere in una giornata, ma sarei rimasta anche un giorno in più a godermi  la bellissima atmosfera da mille e una notte che regala questa città. 

Per visitarla iniziate dalla porta nord delle mura perchè qui potrete comprare il biglietto cumulativo (valido per 2 giorni) che vi consentirà di entrare in quasi tutti i monumenti principali al costo di 6100 Som  (ben 1,3 euro che includono anche il pass per poter fare le foto). Subito avanti vi apparirà il minareto di Kalta Minor, un tozzo minareto rivestito di piastrelle azzurre, la cui costruzione è stata interrotta. Nei piani doveva essere il minareto più grande del paese ma è rimasta questa struttura tozza abbastanza insolita sulla quale non si può salire. Sul lato opposto della strada si trova la Kuhna Ark, quella che è stata la fortezza e la residenza dei sovrani di Khiva; al suo interno si trovano l’harem, la Zecca, le scuderie, l’arsenale, le caserme, la moschea e la prigione. Visitatela di giorno ma tornateci al tramonto per salire sulla torre di guardia, proprio a ridosso delle mura della città, da cui si gode una vista magnifica (per salire si paga un biglietto a parte). Un’alternativa per vedere un bel tramonto è la terrazza dell’omonimo “Cafe Terrassa” che si trova subito fuori l’ingresso della Kuhna Ark (si mangia anche bene). Altre cose da non perdere sono: il bazaar (andateci la mattina!) che si trova accanto alla porta sud di Khiva, la medressa di Islom-Hoja con il minareto più alto dell’Uzbekistan (ci si può salire ma occhio che i gradini sono alti e si sale praticamente al buio, ma la vista dall’alto merita), il Palazzo Tosh-hovli (il palazzo più bello della città con 150 stanze e delle decorazioni molto belle), e il mausoleo di Pahlavon Mahmud (si paga a parte). 

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Spendete il 2° (o il 3°) giorno a Khiva andando a visitare le fortezze nel deserto che si trovano nei dintorni. A nord di Urgench si trovano infatti le rovine di molte città e fortezze dell’antica Corasmia e alcune risalgono a più di 2000 anni fa! Attualmente se ne possono visitare un ventina. Gli ostelli di Khiva e le agenzie propongono 2 diversi tour da fare in giornata: un tour a 3 fortezze (tra cui l’Ayaz-Qala che è considerata la più bella) e un tour a 8 fortezze. Il primo dura circa 7/8h e costa 30 dollari/auto (da dividere tra i partecipanti) e il secondo ne dura 10-12 e costa 40 doll/auto. Io ho fatto quello da 3 e sono rimasta molto contenta; il pezzo forte è appunto l’Ayaz-Qala, un complesso di 3 fortezze dalle pareti di fango che si ergono in mezzo al deserto. Il colpo d’occhio (sia da sotto che da sopra, una volta saliti) è davvero spettacolare. Le altre 2 fortezze visitate nella stessa giornata sono belle ma meno spettacolari.  


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Bukhara

Con circa 6 ore d’auto (al prezzo di 40 dollari/auto) da Khiva sono arrivata a Bukhara, una delle città più sacre dell’Asia Centrale e una delle più importanti dell’Uzbekistan. Bukhara ha un centro storico stupendo ancora abitato (a differenza di Khiva) e pieno di monumenti ed edifici antichi: magnifiche moschee e scuole coraniche, minareti, fortezze e abitazioni sontuose. È una cittadina molto viva e molto turistica, ma conserva ancora la stessa atmosfera elegante e regale dei tempi in cui era la capitale del regno omonimo, prima dell’arrivo dei russi nel 1920. I monumenti d’interesse si trovano tutti nel centro storico e sono visitabili a piedi; l’unico che si trova leggermente fuori dal centro, è il fotografatissimo Char Minar. Originariamente era il corpo di guardia di una medressa e le sue 4 torri decorative sono un qualcosa di assolutamente unico in tutta l’Asia Centrale. Il fulcro della città vecchia è invece il Lyabi-Hauz, una vasca d’acqua intorno alla quale ci sono ristoranti e chioschi dove si radunano le famiglie, i giovani e gli anziani a tutte le ore del giorno e della sera.

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Da lì spostatevi a visitare la Maghoki-Attar (la moschea più antica dell’Asia Centrale che ospita il museo dei tappeti), i bazaar coperti, la medressa di Ulubek e la dirimpettaia medressa di Abdul Aziz Khan, la meravigliosa moschea Kalon (andateci nel tardo pomeriggio..c’è una luce meravigliosa) con il suo altissimo minareto e la medressa di Mir-i-Arab (ancora attiva). Procedendo oltre dalla moschea Kalon giungerete poi davanti alla costruzione più antica e spettacolare di Bukhara, l’Ark (ovvero la fortezza). Si tratta di una città regale all’interno della città e fu abitata ininterrottamente dal V secolo fino al 1920, anno in cui venne bombardata dall’Armata russa. Dentro c’è rimasto poco e niente (è più bella da fuori), tranne la Moschea Juma, la corte per le udienze e l’incoronamento, e alcuni ex appartamenti reali che ospitano piccoli musei. Un altro monumento che vi consiglio di visitare è la Casa di Fayzulla Khojaev, la residenza di un ricco mercante di Bukhara, che ha dei bellissimi cortili e delle magnifiche decorazioni.

Per la sera, andate a cena in uno dei tanti ristoranti che si trovano intorno al Lyabi-Hauz; questa zona la sera è molto viva (tutto si spegne alle h23 eh!), potrete ascoltare musica dal vivo e vedere come i locals vivono la città. 


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Samarcanda

Samarcanda è la più gloriosa città dell’Uzbekistan e nessun altro nome richiama alla mente la Via della Seta più di lei. Era un punto focale di questa importantissima arteria di scambi commerciali perchè sorgeva proprio al crocevia delle strade che conducevano in Cina, India e Persia. Fondata, pensate, nel V secolo a.C., fu la capitale di Alessandro Magno e tra il VI e il XIII crebbe a dismisura. La città è passata poi da un impero all’altro ogni 200 anni circa, turchi, occidentali, arabi, persiani, ecc, prima che Gengis Khan la spazzasse via (come tutte le altre città dell’Asia che conquistò) nel 1220. Solo nel 1370 Tamerlano decise di rifondarla facendone la propria capitale e forgiando la città mitica che vediamo ancora oggi. 

Per me era un miraggio, l’ho sognata per anni guardando foto e documentari e quando mi sono trovata davanti al Registan mi sono uscite le lacrime. Il Registan era la “piazza” più importante dell’antica Samarcanda ed è uno dei luoghi più straordinari che possiate immaginare. Davanti a questo complesso formato da 3 immense medresse ( la medressa Ulugbek, la medressa Sher Dor e quella di Tilla-Vari) si svolgeva l’immenso bazaar della Samarcanda medievale, era il fulcro della vita commerciale della città e dell’Asia intera. Tornate a vederla in diversi orari della giornata per apprezzare al meglio i cambi di luce. Tutte le sere viene illuminata tra le h20 e le h22 e vi verrà la pelle d’oca a vederla così, silenziosa, maestosa e immensa. Pagando una mazzetta alle guardie si puó entrare anche all’alba, tra le 5 e le 6 e si riesce a salire anche sul minareto della Medressa Sher Dor.  


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Ogni 2 anni a fine agosto nella piazza si svolge un festival di musica classica orientale e per tutto agosto la piazza viene chiusa alle ore 16 per le prove; il festival c’è stato quest’anno (2017, che culo eh?!) e ci sarà di nuovo nel 2019. 

Un altro posto che ho amato moltissimo a Samarcanda è la moschea di Bibi-Khanym. Un tempo era una delle moschee più grandi del mondo islamico, ora è piena di crepe e sembra che possa venir giù da un momento all’altro, ma ha un fascino incredibile, soprattutto se la visitate nel tardo pomeriggio. Proseguendo oltre per almeno 1 km si arriva poi allo Shah-i-Zinda, il cimitero monumentale della città. Si tratta di un luogo molto suggestivo e frequentato, un viale con i mausolei tra i più spettacolari dell’Asia Centrale. Qui sono sepolti tanti membri della famiglia di Tamerlano e il mausoleo più bello è sicuramente quello di Shodi Mulk Oko (del 1372), dove riposano una sorella e una nipote di Tamerlano. Quest’ultimo invece è sepolto in un mausoleo che si trova a diversi chilometri di distanza, nel bel mausoleo di Gur-E-Amir, insieme a 2 figli e 2 nipoti. Vi sconsiglio invece di spingervi fino alla Tomba del Profeta Daniele perchè non ne vale assolutamente la pena. 

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A differenza di Khiva e di Bukhara, Samarcanda non ha un vero e proprio centro storico, i monumenti più importanti sono dislocati in più parti della città, anche a chilometri di distanza. Samarcanda oggi è una città moderna con chilometri di edifici in stile sovietico, parchi e ampi viali, ma la cosa che stranisce un po sono i muri che hanno eretto per non far vedere ai turisti le parti meno belle della città, quelle non monumentali, dove vive la gente normale, magari povera. Camminando intorno al Registan i viali sono perfetti, aiuole e giardini impeccabili, pavimenti che si possono quasi leccare. Si incontrano poche persone locali e non si vedono negozi, scuole, bazaar, ecc. Per vedere la Samarcanda vera bisogna impegnarsi e cercare i pochi ingressi che sono stati lasciati lungo queste alte mura. Un piccolo ingresso si trova quasi davanti alla moschea di Bibi-Khanym e porta al vecchio quartiere ebraico di Samarcanda. Io sono andata a farci un giro ed ha un’atmosfera completamente diversa, qui si vedono bambini che giocano sulla strada, piccole botteghe, cortili di case normali, anziani che giocano a scacchi, la vita quotidiana di un cittadino di Samarcanda insomma. Mi dicono che qui gli ebrei non ci vivono più, ma in questo quartiere è rimasta l’unica sinagoga della città. Qui c’è anche l’Hotel Legende, un hotel storico molto bello ospitato in una casa tradizionale di metà 800: andateci almeno per un caffè o una cena.

Nell’insieme la città ha meno fascino di Khiva o Bukhara ma i singoli monumenti sono davvero incredibili e il Registan da solo vale un viaggio in Asia.

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About

Autore
Valentina Borghi
Sono la fondatrice di questo blog. Sono anche una romana trapiantata a Milano tanti anni fa e viaggio praticamente da quando sono nata.
Come mi descriverei? Viaggiatrice compulsiva, travel blogger, food lover, gattara e curiosa di tutto (ma proprio TUTTO)

4 Commenti

on Uzbekistan: la magia della Via della Seta.
  1. Franca
    |

    Brava Valentina Borghi: una viaggiatrice che sa raccontare e affascinare.

  2. Felicia
    |

    Ciao Valentina! Complimenti per i tuoi racconti…e le tue meravigliose dritte sui viaggi!
    Un domanda…in Uzbekistan potrei andare anche da sola?

    • Valentina Borghi
      |

      Ciao Felicia, grazie di cuore.
      Si, in Uzbekistan puoi andare tranquillamente anche da sola, io l’ho trovato un paese molto sicuro.
      A presto, Valentina

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