BeBorghi | Volare con un drone rispettando le regole - patente, costi

Come far volare un drone rispettando le regole

Scritto da  on 
30 maggio 2018
Come forse avrete notato, ci siamo regalati un drone per poter fare immagini dall’altro e mostrarvi punti di vista impensabili qualche tempo fa. Perché non l’abbiamo fatto prima? È semplice, fino a qualche mese fa viaggiare con un drone che avesse una buona qualità di immagine e una buona portata voleva dire viaggiare con una valigia in più, voleva anche dire portarsi dietro questa valigia tutti i santi giorni per poter fare qualche minuto di volo qua e la. Da quando invece è uscito il DJI Mavic Pro ci siamo resi conto che viaggiare con un drone poteva voler dire aggiungere solo una borsetta grande come una macchina fotografica media, ed avere un autonomia di 30′ di volo con una qualità, velocità e stabilizzazione notevole!
Come la stragrande maggioranza degli utenti, la prima cosa che abbiamo fatto è stata: comprarlo! Da subito però ci siamo resi conto che non era proprio una cosa semplice e soprattutto innocua. Prima di volare bisogna avere un minimo di esperienza e qualche nozione, altrimenti il rischio di perderlo o avere un incidente è abbastanza alto, basta cercare su YouTube “Drone Fails” per rendersene conto. Dopo qualche primo volo di scoperta ci è venuta spontanea la prima grande domanda:

BeBorghi-pilota-drone-foto-aerea

Posso far volare un drone senza patentino (licenza di pilota APR)?

Si, potete far volare un drone senza patentino, se lo fate solo per scopo ricreativo o sportivo e il vostro drone non supera i 25kg. In ogni caso potete volare solo in zone dove non correte il rischio di danneggiare cose o persone in un raggio di 200 mt di larghezza e 70 mt di altezza e senza mai perderlo di vista, dimenticatevi quindi di volare su persone, strade o edifici. Ovviamente dovete anche restare al di fuori delle zone vietate o regolamentate ( come faccio a sapere dove si trovano queste zone?) !
Se invece dovete svolgerci un LAVORO come noi, o volete volare su zone urbane tutto cambia: Avrete bisogno di un patentino! Di conseguenza si sono susseguite tutta una serie di domande a cascata:

Di che tipo di patentino per droni avete bisogno?

Gli APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto, troverete molto spesso questa sigla, ma non dimenticate che racchiude anche altri tipi di aeromobili) sono stati suddivisi in categorie e classi: Il drone è nella categoria dei Multicotteri (quasi sempre abbreviata Mc). La sua classe invece dipende dal suo peso: Very Light (VL) per quelli tra i 0.3 kg e i 4 Kg, Light (L) per i droni tra i 4 Kg e i 25 Kh e gli Heavy se vanno oltre i 25 Kg. A questo punto spesso nascono due domande tipiche:
  1. Quindi se il mio drone pesa meno di 300 gr non ho bisogno di licenza? Esatto, tecnicamente non avete bisogno di licenza, ma avrete comunque bisogno di essere riconosciuti da ENAC in quanto piloti e far riconoscere anche il vostro drone.
  2. Quanto pesa un drone? Il nostro drone ad esempio è un DJI Mavic Pro e pesa intorno ai 730 gr, rientra quindi nella classe VL come molti dei droni in commercio. Il DJI Mavic Air ad esempio pesa 430 gr ed è quindi nella stessa classe, mentre il DJI Spark è l’unico che è esattamente 300 gr ed è al limite della classe. I fratelli maggiori restano quasi sempre nella stessa classe: Il DJI Phantom 4 Pro pesa 1.4 Kg e anche se vorrete pilotare un Inspire 2 siete entro i 4 kg ( pesa poco più di 3.4 Kg).

Di conseguenza nella maggior parte dei casi avrete bisogno della licenza per Multicotteri Very Light, spesso abbraviata in VL / Mc.

DJI Inspire drone di classe VL

Dove si prende una Licenza di Pilota VL / Mc ?

Per prendere la licenza dovrete seguire un corso in un centro di addestramento autorizzato ENAC, noi il nostro corso lo abbiamo fatto a Milano, alla scuola volo per Droni EyeDrone e ci siamo trovati benissimo! Luca il fondatore è nel campo dei droni da anni e vi può smontare e rimontare un Matrice 200 ad occhi chiusi. Sul sito potete trovare tutte le informazioni riguardo ai corsi, di media c’è un corso al mese. Le lezioni teoriche si fanno dietro viale Certosa (Via Garegnano 38) e le lezioni pratiche al campo volo a Settimo Milanese a soli 15′ dalla sede (scoprirete poi che è la prima area utile dove poter volare vicino Milano). Come potrete notare ci sono più tipologie di corsi: Il corso basico, da cui siete obbligati di partire se non avete altri brevetti, a cui eventualmente potete far seguire un corso di Abilitazione Operazioni Critiche a seguire per poter volare in aree urbane.

Quanto costa e quanto tempo ci vuole per fare un patentino per droni?

Noi per ora abbiamo fatto solo il corso Basico, che ha un costo di 1.000 € tutto incluso (teoria, pratica e esame pratico),  il Corso per le operazioni critiche anche costa 1000 € ma potrete farlo solo dopo quello basico. Se volete fare i due corsi in successione, Eyedrone ha l’offerta di Basico + Critico a 1700 €. La durata totale del corso è di minimo di 5/6 giorni ma può allungarsi se nei giorni successivi alla teoria non ci sono le condizioni meteo per poter fare le lezioni pratiche o l’esame pratico. Ai costi vanno aggiunti almeno 100-250 € per registrare il drone presso ENAC, ca. 270 € per l’assicurazione di responsabilità civile del drone, e tra i 70 € e 140 € per la visita medica.

In tutto noi abbiamo speso: 1.595 € per essere in regola per il primo anno. Per gli anni successivi avrete di nuovo l’assicurazione, la visita medica ogni 2 o 5 anni e eventuali corsi di upgrade se ne avrete voglia/bisogno.

In che cosa consiste il corso di pilota di droni?

Il corso è composto da due giorni (16 h) di lezione teorica su questi temi:
  • Principi generali di volo e componenti del Drone
  • Meteorologia
  • Normativa Aeronautica e Legislazione
  • Fonia Aeronautica
E di ca. 3 mezze giornate nei giorni a seguire (seondo le condizioni meteo) di Corso Pratico. Durante queste lezioni farete insieme all’istruttore le 30 missioni di una durata di min 10’ ciascuna, necessarie per poter accedere allo skill test finale.

Eyedrone scuola di volo per droni certificata ENACFoto: EyeDrone

Quali sono gli esami da sostenere per ottenere il brevetto di pilota di droni?

Visita medica

Prima di iniziare il corso dovrete innanzi tutto passare un esame medico da uno dei Medici Specialisti autorizzati da ENAC ottenendo quindi un certificato medico che sarà valido per 5 anni se avete meno di 40 anni, e di soli 2 anni se siete più grandicelli! La visita medica è molto simile a quella della patente, e in rari casi vi vedrete negata l’idoneità. Il costo può variare da medico a medico, noi abbiamo pagato 75€ ma nel nostro corso c’era chi aveva pagato più di 140€, magari chiedete questa informazione prima di prendere appuntamento.

Esame Teorico

Oltre a questo esame di routine, dopo aver fatto il corso teorico, dovrete sostenere un primo Esame teorico che è un semplice test a risposta multipla di  25 domande a risposta multipla in 50’ sui temi trattati durante le lezioni teoriche. Se avete seguito con attenzione le lezioni non avrete molte difficoltà a fare il minimo di errori necessari per passarlo. Se volete qui potete trovare degli esempi di domande e esercitarvi nei test

Esame pratico o Skill test

Una volta riuscito il test e fatte almeno le vostre 30 missioni da 10′ con l’istruttore potrete fare l’esame pratico. Questo esame dura ca. 10′ e si svolge presso il campo volo dove vi siete allenati, l’esaminatore vi chiederà di eseguire delle manovre di base con il drone sia in modalità ATTI che con l’ausilio del GPS, valutando la vostra capacità di eseguirle correttamente ed eventualmente di correggervi in caso di errore. Ecco le manovre tipiche che andrete ad eseguire:
  • Controlli a terra prima del decollo
  • Controlli in volo prima di iniziare le evoluzioni
  • Decollo e atterraggio senza GPS
  • Un quadrato o rettangolo di prua
  • Allontanamento in diagonale e rientro in diagonale sullo stesso punto
  • Cerchi di prua intorno ad un asse immaginario
  • Spirale montante o discendente
  • Un otto (due virate e due rettilinei incrociati)

Con il nostro Mavic Pro non c’è ufficialmente modo di disattivare il GPS volontariamente per esercitarvi, ma un mio compagno di corso (grazie Andrea!) ha trovato questo articolo che vi spiega come poter modificare il tasto che attiva la modalità sport alla modalità ATTI, ma attenzione è una procedura non ufficiale, e con un po’ di vento senza GPS vedrete che non è così difficile perdere il vostro drone!

Di quali documenti avete bisogno quando piloterete il vostro drone?

Una volta ottenuta la vostra licenza di Pilota il grosso è fatto, o quasi! E si, purtroppo non è finita qui, una volta che l’ENAC vi ha riconosciuto come piloti di droni, resta sempre da far riconoscere il vostro drone (anche se è un drone commerciale, già montato e senza modifiche) e completare la documentazione necessaria per essere in regola. Vediamo in dettagli quali documenti vi servono e come si ottengono:

LogBook Pilota APR

Consiste in un libretto numerato e datato, dove andrete a riportare tutti i voli che farete in quanto pilota. Ebbene si, anche se pilotate un drone, come un vero pilota dovrete riportare data, ora di decollo e di atterraggio, durata del volo, zona di volo, osservazioni (motivo del volo fondamentalmente) e la cosa più importante la vostra firma e in caso di esame o voli di corso, del vostro istruttore.
La nostra scuola EyeDrone ci ha fatto la gradevole sorpresa di offrircene uno incluso nel corso, anche perché già i voli di addestramento delle lezioni pratiche dovrete riportarli sul vostro “quaderno” e capirete subito come si riempie.

LogBook Drone

È il fratello gemello di quello del Pilota, ma si riferisce esclusivamente al drone. Se volate sempre con il vostro drone sarà identico, se invece volate con più droni ne avrete uno per drone e riporterete i voli effettuati solo con quel drone e le relative linee di interventi tecnici e manutenzione. Per i voli di addestramento ad esempio non avrete bisogno di compilarlo perché volerete con il drone della scuola e sarà quindi il vostro istruttore ad occuparsene.

Certificato Medico

Si ottiene presso un medico dell’aviazione certificato ENAC (trovate la lista qui). Ricordate che ha una validità di 5 o 2 anni a seconda della vostra età.

Tagliando d’assicurazione

Come tutti i veicoli, che possono arrecare danni a cose o persone (malgrado tutte le precauzioni), siete obbligati ad avere un assicurazione per il drone, e sono previsti dei massimali da rispettare, il mio consiglio è di rivolgervi ad una compagnia assicurativa specializzata nel settore. Noi lo abbiamo fatto con CABI, il costo è di 265 € all’anno per un Mavic Pro.

Oltre a questi documenti dovrete presentare ad ENAC una lista di manuali per far riconoscere il vostro drone: manuale di volo, manuale delle operazioni, manuale di manutenzione, documento di analisi del rischio, consuntiva prove dell’attività sperimentale, quaderno tecnico di bordo, modulo analisi dei rischi missione, checklist pre-volo. Tutti questi manuali teoricamente dovreste esser voi a scriverli, ma visto che nel nostro caso si tratta di un drone commerciale, la nostra scuola offriva il servizio di editarli per noi e di svolgere le pratiche necessarie con ENAC ad un costo di 150 € + e francamente ve lo consigliamo.

Quali sono le zone vietate o regolamentate?

Una volta che avete ottenuto il vostro brevetto, avete registrato il vostro drone, e fatte tutte le pratiche (assicurazione ecc..) potete finalmente volare!! Ma attenzione, il brevetto non vi autorizza a volare ovunque, potete volare solo in zone non proibite o regolamentate. Queste zone le trovate innanzi tutto sulle carte aeronautiche militari pubblicate da ENAV (per consultarle bisogna registrarsi gratuitamente e poi andare su pubblicazioni e in alto clikkare su AIRAC). Il documento si chiama AIP AIRAC AMDT e la data di pubblicazione a seguire, ovviamente scegliete la più recente! Quando aprirete il documento non vi spaventate, dopo le prime 200 pagine di codici pressoché incomprensibili, verso la pagina 223-225 trovate le mappe su larga scala di tutta Italia e a seguire i dettagli di zone più specifiche.

Se volete risparmiarvi questo giro nei meandri della burocrazia aerospaziale italiana, sappiate che le mappe sono riportate su applicazioni come Airmap (attenzione le applicazioni possono non essere aggiornate, e faranno sempre fede in casi di problemi le informazioni diffuse da ENAV). A grandi linee potete dividere lo spazio aereo in 3 grandi aree:

  1. le ATZ (zone di traffico degli aeroporti) – sono le zone più proibite, sono di forma variabile e circondano gli aeroporti. Entro i 15 Km da queste zone potete volare ma sempre restando sotto un altezza di 30 mt dal suolo.
  2. le CTR ( control traffic region) –  sono zone dove potete volare fino ad un altezza di 70 mt dal suolo e entro i 200 mt di raggio dal pilota. Le zone sono regolamentate in vari modi e per varie ragioni. Alcune zone possono partire da una determinata quota (e quindi non interessarvi affatto) o possono essere attive solo in determinati giorni o orari. Andatevi a leggere queste informazioni sul sito ENAC cercando con il nome della zona.
  3. fuori dalle CTR – in queste zone potete volare fino a 150 mt di altezza e fino a 500 mt di raggio.

Sia sulla mappa che nel documento AIP AIRAC AMDT trovate anche le zone regolamentate e tutti i dettali del caso. Su tutti gli spazi aerei potrebbero poi esserci delle segnalazioni occasionali, raramente riportate sulle applicazioni ad esempio, chiamate NOTAM (restrizione temporanea alla navigazione aerea), che segnalano eventi particolari che possono andare dal lancio di paracadutisti ai fuochi pirotecnici, sarebbe buona norma dare sempre un occhiata prima di lanciarvi in volo ovunque voi siate. Il documento ufficiale è però di difficile consultazione, provare per credere: Elenco dei NOTAM validi (sempre richiesta la registrazione gratuita ), noi vi consigliamo la versione più umana e consultabile su notaminfo.com!

Mappa aerea della zona di Milano

Questa ad esempio è la zona intorno a Milano, dove potete vedere ad esempio le zona ATZ di Linate, Malpensa e Orio (cerchi marroni di vario diametro), poi la zona regolamentata di Milano in rosso chiamata R 9, delle zone proibite circolari in viola sia dentro che fuori Milano, come la P182 che ad esempio è San Vittore (Divieto di sorvolo di edifici particolari dal suolo a 1500 piedi per un raggio di 1 Miglio Marino), o l’analoga zona P186 di Monza. Si vedono poi le zone CTR di Linate Bergamo e Malpensa (linea tratteggiata blu, di forme varie), dove appunto dovete stare sotto i 70 mt. Le zone dove non c’è nulla sono le uniche dove potete volare fino a 150 mt di altezza.

Come potete vedere in pratica, le zone con delle limitazioni sono tante e spesso intorno a cose interessanti da filmare. La buona notizia è che ora che siete però ufficialmente riconosciuti, potete però richiedere l’autorizzazione per fare dei voli in aree proibite o regolamentate, contattando le autorità locali competenti e chiedendo l’autorizzazione formale ad ENAC con questo modulo (purtroppo ogni richiesta ha un costo anche se non viene accettata).

E se devo volare all’estero?

È ovviamente una domanda che ci è venuta spontanea visto che il nostro scopo è portarcelo dietro il più possibile. La patente per fortuna è riconosciuta al livello europeo, per quel che invece riguarda la legislazione dovrete essere sempre in regola con le normative locali, che possono variare sia in termini di classi e limitazioni dei droni, sia in termini di dispositivi di sicurezza che il drone deve avere, sia per la definizione degli spazi aerei. L’unica costante (eh si ce n’è almeno una) sarà la lettura delle carte aeree visto che usano tutte gli stessi principi, codici e colori!

Database delle normative globali sui droni

Abbiamo trovato questi tre siti che cercano di raccogliere e organizzare le informazioni paese per paese: dronerules.eu che raccoglie soprattutto quelle europee, droneregulations.info che invece è globale e Drone Traveller che invece è un blog e può esservi utile per capire oltre le legislazioni, la loro applicazione concreta nella vita reale!

Voilà! Ora non ci resta che volare e farvi vedere che riusciamo a combinarci con questo bel drone! Se avete progetti che possono coinvolgerci in quanto blogger, fotografi o video maker. Contattateci per parlarne insieme!

About

Fotografo e fratello di Valentina
Sono innanzi tutto il fratello di Valentina, e da buon Borghi i viaggi non mi sono mai mancati. Fin da piccolo ho sviluppato interesse per il lato visivo delle cose, il che mi ha portato a diventare fotografo professionista.

6 Commenti

on Come far volare un drone rispettando le regole.
  1. Mirko CASTELLANI
    |

    Grazie, per questa guida a mio parere ben fatta e dettagliata… mostra esattamente tutto il percorso che ho dovuto intraprendere per diventare pilota VL/Mc base e CRO e far volare in regola (in parte) il mio Mavic Pro Platinum.
    …Alla fine ho scelto di acquistare un inoffensivo per poter lavorare in scenari altimenti non possibili. ( ANCHE CON IL CRO )
    Complimenti Stefano per il tuo lavoro.
    Mirko

    • |

      Grazie Mirko! Eh si l’opzione di avere anche un drone inoffenzivo è sicuramente una buona soluzione per arrivare quasi ovunque. Credo che anche io finirò per fare anche il patentino per scenari critici, ma per ora va bene così. Posso chiederti perché “in parte” in regola? Ti capita di volare in zone proibite o a volte cedi alle procedure lunghe e farraginose dell’ENAC? 😀
      In ogni caso buon volo e a presto!
      Stefano

  2. Laura
    |

    Ciao Stefano e Valentina, ho letto il vostro articolo e l’ho trovato molto interessante. Tuttavia, mi è sorto un dubbio. Qual è il limite tra un uso commerciale e da privati? Per esempio l”uso di un drone e pubblicazione sui social e blog non professionale di foto e video è da considerarsi uso commerciale? Grazie, Laura

    • |

      Ciao Laura! Contenti che ti sia piaciuto! I regolamenti hanno molti punti vaghi e che lasciano ad interpretazioni. All’estero è facile, quando registri il drone ti chiedono la partita iva al quale è associato. In Italia no. Credo che non sia molto difficile far passare un blog non pesantemente commerciale e senza incarichi di terze parti (partner, enti ecc) come un uso ludico, ma ricorda anche che gli spazi dove potrai volare saranno sempre lontani da cose e persone, aree extraurbane e lontano da un qualsiasi areoporto e in caso di bisogno non potrai neanche chiedere una banale autorizzazione. All’estero le regole possono essere diverse e si è sempre obbligati ad essere conformi alle regole locali, quindi va visto di caso in caso.

  3. |

    Ciao, complimenti per la cura del post.
    domanda: ogni anno, oltre all’assicurazione e le visite mediche (previste ogni 2 o 5 anni a seconda dell’età) sono previsti altri costi?
    tipo rinnovo o roba simile?

    • |

      Ciao Juri, grazie!
      No, ogni anno non ci sono rinnovi previsti, il rinnovo del patentino è ai 5 anni e presumo abbia un costo, e probabilmente uno skill test da fare. Però penso che nessuno ci sia ancora arrivato e temo che nei prossimi 5 anni le legislazioni cambieranno ulteriormente! 🙂

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