BeBorghi | Un viaggio in Kirghizistan: dal Pamir fino ad Almaty (Kazakistan)

Un viaggio in Kirghizistan: dal Pamir fino ad Almaty (Kazakistan)

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1 maggio 2018

Ed eccola qui, l’ultima tappa del mio incredibile viaggio lungo la Via della Seta che mi ha portato dall’Uzbekistan fino ad Almaty, in Kazakistan, attraverso il Tagikistan e il Kirghizistan.

Insieme al Kazakistan, il Kirghizistan è uno dei paesi più facili da visitare per noi, sia perché non richiede un visto d’ingresso, ma anche perché negli ultimi anni ha sviluppato una buona rete stradale e ottime infrastrutture turistiche. Il Kirghizistan è molto diverso dai paesi confinanti, è il paese dei cavalli (non ne ho mai visti così tanti in vita mia!), dei pastori semi-nomadi che si spostano con le loro yurte, ma soprattutto è il paese delle montagne, con diverse vette che superano abbondantemente i 7000 metri. Grazie alla bellezza dei suoi paesaggi montani, il Kirghizistan è diventato una delle mete più gettonate dagli amanti del trekking e dell’alpinismo e ogni estate un numero sempre crescente di turisti europei (francesi, polacchi e tedeschi in testa) si riversa sulle sponde del lago Issy Kol per raggiungere le vette de Tian Shan o a sud, nella Valle di Alay, per conquistare il Lenin Peak (7134 mt).

Entrando da sud, dal confine con il Pamir tagiko, si ha quasi l’impressione di entrare in Svizzera. Il paesaggio cambia radicalmente e, dalle vette brulle del Tagikistan, si passa alle montagne verdi attraversate da fiumi e torrenti, e si vedono pascolare decine di mandrie di cavalli e di mucche. La strada diventa improvvisamente asfaltata e appare per la prima volta la segnaletica stradale. Se non fosse per gli accampamenti di yurte si potrebbe davvero pensare di esser entrati nel Canton Ticino!

In realtà non tutto il paese è così “sviluppato”; una parte della Valle di Fargana e la zona centrale del paese (dove si trova il Song Kol ad esempio) è ancora servita da strade per lo più sterrate e, tolti alcuni villaggi, è abitata esclusivamente d’estate dai pastori semi-nomadi.

Nell’insieme il Kirghizistan mi è piaciuto molto; ci ho trascorso 9 giorni attraversandolo da sud a nord, e ho visto e vissuto paesaggi e situazioni molto diverse tra loro. Sono partita da Osh, la seconda città del paese, per poi vivere la bellezza del lago Song Kol insieme ai pastori nomadi, prima di raggiungere l’Issy Kol e passare dalla vita da spiaggia al trekking in alta quota nel giro di 1 giorno. Il Kirghizistan offre un po’ di tutto, è un paese economico e, come l’Uzbekistan e il Tagikistan, è abitato da un popolo accogliente e disponibile, che è sempre pronto a venire incontro alle esigenze del viaggiatore.

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Kirghizistan

Quando andare in Kirghizistan

Il periodo migliore per visitare il Kirghizistan è l’estate, da giugno a settembre, quando tutte le strade sono percorribili, si può fare il bagno nel lago Issy Kol e i sentieri da trekking sono tutti accessibili. Nelle città come Bishkek o Osh in estate può fare parecchio caldo, ma sul Song Kol il tempo può cambiare da un momento all’altro e quando tramonta il sole fa sempre molto freddo.

La moneta e il costo della vita

In Kirghizistan si usa il Som (1 euro = 80 Som circa) e, a differenza dell’Uzbekistan e del Tagikistan, non esiste il mercato nero per cui si cambia solo nelle banche o negli uffici di cambio (che si trovano facilmente in tutte le località turistiche e nelle città). Anche qui, come per i paesi confinanti, non si riesce mai a prelevare contante con le carte di credito quindi dovrete portarvi tutti i soldi che vi servono direttamente dall’Italia.

Il Kirghizistan è un paese decisamente economico per noi. Per dormire in una sistemazione privata, in una yurta o in un piccolo hotel si spendono circa 10 euro a testa/notte (colazione inclusa) e per mangiare di media intorno ai 5 euro. Anche spostarsi costa poco: con le marshrutkas, i taxi collettivi o l’autostop si spendono circa 2/3 euro per un percorso di 1h. La spesa più costosa, almeno nel mio caso, è stato l’affitto della jeep con il driver per 4 giorni per raggiungere il lago Song Kol da Osh e farmi lasciare a Kochkor (200 dollari a persona). Avendo più giorni a disposizione in realtà, anche questo spostamento si può fare con l’autostop e le marshrutkas.

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Come arrivare

L’aeroporto Manas International Airport di Bishkek è lo scalo principale del paese e ci volano diverse compagnie come la Turkish, Pegasus, Aeroflot e altre. Anche l’aeroporto di Osh ha voli internazionali via Instabul, Dubai, Cina, ecc.

Molti (come la sottoscritta) entrano nel paese anche via terra, dal Pamir Tagico, dal Kazakistan o dall’Uzbekistan. Dal Kazakistan o dal Tagikistan non ci sono problemi; la frontiera con l’Uzbekistan di Jalal-Abad può essere invece particolarmente rognosa e potreste impiegare molto tempo (su questo aspetto leggete il paragrafo “le Frontiere” nell’articolo Come organizzare un viaggio in Asia Centrale). Come per gli altri paesi dell’Asia Centrale, accertatevi sempre prima che la frontiera che intendete utilizzare sia aperta.

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Come spostarsi

Spostarsi in Kirghizistan è molto facile, così come lo è in Uzbekistan e in Kazakistan. Se poi conoscete qualche parola di russo siete a cavallo! I modi più utilizzati per spostarsi all’interno del paese sono:

Autostop: è l’opzione più economica ed è utilizzata normalmente un po da tutti. Vedrete persone che chiedono passaggi ovunque lungo le strade, è normale farlo, è normale pagare un tot al guidatore ed è super sicuro (anche per donne sole). Io l’ho utilizzato molto in Kirghizistan e mi sono trovata sempre molto bene, non ho mai aspettato più di mezz’ora prima di essere caricata ed ho viaggiato sempre comoda.

Marshrutka (Minibus privati): generalmente sono dei vecchi pulmini da 20 persone (in cui ne fanno entrare almeno il doppio) che seguono un percorso fisso e partono non appena si riempiono. Si trovano ovunque, in qualsiasi paese o villaggio. Costano poco, ma, se non li prendete al capolinea, rischiate di dover stare in piedi schiacciati da altri cristiani come voi, anche per ore.

Taxi collettivi: come per le Marshrutka si trovano ovunque e rappresentano il mezzo più rapido. In questo caso si tratta di auto e, ugualmente, vengono riempite più del normale (in un taxi collettivo siamo entrati in 11! Per fortuna la maggior parte erano bambini). Costano un po di più delle Marshrutka.

Auto private con autista: come vi dicevo prima, io l’ho utilizzata per attraversare raggiungere il  lago Song Kol da Osh. La strada era sterrata e in queste zone transitano pochissime macchine. Chiaramente hanno costi elevati, ma se non avete mesi di tempo a disposizione e volete raggiungere località remote direi che sono l’unica soluzione.

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La sicurezza

Come per gli altri paesi dell’Asia Centrale che ho attraversato, in Kirghizistan non mi sono mai sentita in pericolo. Ho letto di alcuni viaggiatori che sono stati derubati dalla polizia corrotta nella capitale Bishek , ma io non ci sono stata e non ho mai vissuto nulla del genere, neanche a Osh. In quest’ultima, mi è capitato che mi guardassero male perché non avevo il velo (Osh è una città molto radicalizzata), ma nulla di più. Il problema della polizia corrotta riguarda un po’ tutta l’Asia Centrale, ma nella mia esperienza diretta, ho visto più volte chiedere mazzette ai local (sia ai posti di blocco che alle frontiere), però mai ai turisti. A Karakol di sera le strade sono molto buie, ma non c’è neanche motivo per stare in giro dopo cena. In generale è un paese dove valgono le solite regole generali di buon senso, ma nulla di più.

L’itinerario

  1. Ingresso in Kirghizistan dal confine tagico sul Kyzyl-Art Pass (4282 mt) e arrivo a Osh (auto con autista)
  2. Osh
  3. Trasferimento a Kazerman (auto con autista)
  4. Arrivo al Song Kol e notte in tenda (auto con autista)
  5. Trasferimento a Kochkor e relax (auto con autista)
  6. Trasferimento a Tanga (Issy Kol) e pomeriggio in spiaggia (marshrutk+ autostop)
  7. Tanga (Fairy Tales Canyon) autostop
  8. Trasferimento a Karakol + visita città (autostop)
  9. Trekking nella zona di Jeti-Oghuz (taxi)
  10. Trasferimento ad Almaty passando da Char-Kaduk (+Charyn Canyon) taxi
  11. Almaty

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Cosa portare

Se decidete di visitare il Kirghizistan in estate vi troverete a passare dai 30 gradi di Osh o Bishkek agli zero (o meno) gradi del Song Kol e della montagne intorno a Karakol, quindi il mio consiglio è di vestirvi “a cipolla”, portando sia indumenti leggeri, che più pesanti. Sulle cose specifiche da mettere nello zaino potete far riferimento all’articolo Come preparare lo zaino da viaggio: il perfetto backpacker. Un’altra cosa da portare con voi è sicuramente una scorta di acqua per il Song Kol: lì non c’è acqua potabile quindi, o bevete thè h24 (come fanno i pastori), o vi portate l’acqua o le pasticche per depurarla.

Altra cosa, scaricatevi Google Traslator prima di partire; tranne pochi a Karakol, l’inglese qui non lo parla nessuno.

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Dove dormire

In tutto il Kirghizistan si è diffuso moltissimo il Turismo di Comunità e c’è una rete, sempre in aumento, di alloggi presso i privati dove è possibile dormire e mangiare con 10-15 dollari a notte. Ogni città, anche le piccole cittadine, ha di norma un ufficio del CBT (Community-Based Tourism) e si può andare lì per trovare una sistemazione o un tour. Le case normalmente sono carine e pulite e hanno diverse stanze con bagno privato o condiviso. Quando non ho dormito in alloggi del CBT, ho dormito in queste strutture:

  • Hotel Sunrise Osh (Osh). Standard occidentali in questo hotel vicino al fiume e al bazaar. L’unico posto di tutto il viaggio dove sono riuscita a pagare con la VISA! Una doppia costa 30 dollari a testa con colazione inclusa. Dopo il Pamir…ci voleva!!!
  • Tamga Bee House (Tamga). Una casa immersa nel verde con un proprietario molto buffo, un omone che potrebbe quasi incutere paura ma che si è rivelato molto gentile e accogliente. Coltivano tutto loro e tutto quello che si mangia qui è a km zero. Non parlano una parola di inglese ma con Google Traslator siamo riusciti a capirci benissimo. Costa circa 10€ a testa con colazione, più 5€ per la cena.
  • Hostel Neofit (Karakol). Ostello molto carino in zona più che centrale, in un tipico edificio in legno dai colori pastello. La stanza con bagno condiviso costa 700 Som a testa con ricca colazione inclusa (circa 8 euro).
  • Hostal Nomad (Almaty). Ostello moderno al 3° piano di un edificio. La stanza doppia è enorme e costa circa 23€ (senza la colazione). Nel week-end la sera si sente un po’ di rumore perché c’è una discoteca nel basement. Da qui si può andare praticamente ovunque a piedi.

 

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Dove mangiare

  • Izyum (Osh). Buon ristorante sul fiume, leggermente defilato dal centro. Volendo si può mangiare su delle piattaforme in legno immerse nel verde. Ristorante abbastanza elegante e decisamente occidentale, ma la cucina è molto buona.
  • Tsarskii Dvor (Osh) . Ristorante sul fiume davvero molto bello. Cucina però nella media.
  • Cafe Dastorkon (Karakol). Il ristorante più  buono e più quotato di Karakol e bastano meno di 10 euro a testa. Assolutamente consigliato!
  • Cafe Zarina (Karakol). Il bar/ristorante dei backpackers. Si ritrovano tutti qui e alla fine si mangia pure bene. Anche qui si spendono meno di 10 euro a testa. Si trova a pochi metri dall’Hostel Neofit.
  • Restaurant Daredzhani (Almaty). Buonissimo ristorante georgiano in centro ad Almaty. Ottimo tutto, vini inclusi, e bella atmosfera. I prezzi sono assolutamente europei (ma qui si può pagare con la carta di credito!).

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Cosa vedere in Kirghizistan

Osh

Osh è la seconda città più grande del paese e il punto d’ingresso al Kirghizistan per chiunque arrivi dall’Uzbekistan o dal Tagikisan. Non si può dire che sia una bella città, ma ha indubbiamente un suo fascino. È un groviglio incredibile di etnie, culture e religioni diverse; qui vivono tanti Uzbeki e la convivenza con i Tajiki è complicata (c’è stata una pesantissima guerra civile negli anni ’90 anche per questo), cosi come lo è la presenza di musulmani radicalizzati . Pensate che provengono da questa zona più del 50% dei terroristi dell’Isis colpevoli degli attentati suicidi in Europa! In giro per la città si vede di tutto, ragazzi vestiti all’occidentale, donne con il burka integrale, persone con i capelli scuri e gli occhi a mandorla e altre bionde con gli occhi azzurri, c’è un mix pazzesco qui e proprio in questo, secondo me, risiede il suo fascino. Tra le cose da vedere non c’è niente di veramente imperdibile, né il Suleiman Too (la roccia a 5 punte che domina la città) né il bazaar, ma se dovete sceglierne uno andate decisamente ad esplorare il bazaar che si snoda lungo il fiume. È uno dei più grandi di tutta l’Asia Centrale ed è molto bello perdersi tra le 1000 bancarelle osservando la gente compra e che vende. Nel mio caso Osh ha rappresentato la civiltà e il confort dopo il Pamir Tagiko e devo dire che ho apprezzato molto l’idea di dormire in un vero e proprio hotel e mangiare in ristoranti più che carini.

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il lago Song Kol

Da Osh sono partita alla volta del Song Kol (3016 mt). Sono circa 400 chilometri e, da un certo punto in poi, la strada diventa stretta e sterrata ma paesaggisticamente davvero molto bella. Volendo si potrebbe riuscire ad arrivare al Song Kol anche con un solo giorno di viaggio, ma è massacrante. Noi abbiamo fatto una sosta a Kazerman e siamo arrivati al Song Kol la mattina dopo. Quest’ultimo è il lago alpino più famoso (e più bello a detta di molti) del Kirkizistan. Il lago è “abitato” solo dai pastori tra giugno e settembre e durante questi mesi i prati intorno al lago si colorano meravigliosamente di yurte e mandrie di pecore, mucche e cavalli. Il paesaggio è mozzafiato! Una volta arrivati qui si possono fare delle passeggiate, oppure andare a cavallo. Per dormire, si alloggia e si mangia nell’accampamento di yurte con i nomadi (i campi di yurte sono molti e si trovano tutti intorno a lago); i bagni sono dei box di alluminio appoggiati sul terreno e c’è un piccolo lavandino all’aperto dove potersi lavare i denti. Le yurte generalmente possono essere riscaldate (c’è una stufa a legna all’interno) ma raramente lo sono quindi si dorme vestiti sommersi dalle coperte. Il clima qui è molto rigido e non è escluso che possa nevicare anche in estate.
Io ho avuto la fortuna di venirci durante il week-end, quando arrivano sul lago anche i turisti kirgizi, e sono stata invitata ad una festa di compleanno. Credo di non aver mai visto tanto cibo e tanta vodka in vita mia! Al quarto shot di vodka mi sono ritrovata a cantare e ballare vecchie canzoni di Celentano (che qui è ancora un idolo!)..fantastico.

Se non andate a cavallo vi consiglio di restare sul Song Kol solo 1 notte perché non c’è molto altro da fare; se il tempo poi non è bello rischiate di dover stare rinchiusi dentro la yurta.

Kirghizistan - Song Kol

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il lago Issy Kol

Dopo una sosta tecnica a Kochkor (che non è niente di speciale), ho poi raggiunto la sponda sud del lago Issy Kol (1600 mt). È il più grande lago alpino del mondo dopo il Titicaca, ed è considerato il mare dei kirgizi e dei kazaki. È talmente grande che non si vede neanche l’altra sponda! Il lago regala panorami molto diversi da zona a zona ed è circondato dalle vette innevate dell’Alatau. Per rilassarmi un paio di giorni ho scelto Tamga, un piccolissima località di villeggiatura sulla sponda sud dove ci sono piccole spiagge e poco più. L’acqua del lago è trasparentissima e, se non fosse gelata, verrebbe subito voglia di buttarsi! Da qui ho fatto anche una piccola escursione al Fairy Tales Canyon, un bellissimo canyon multicolore che si trova a circa 15 km da Tamga (arrivando in autostop, bisogna camminare per altri 2 km dalla strada principale). Non è esattamente il Bryce Canyon ma si difende bene!

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Karakol e i trekking sul Tian Shan

Da Tamga mi sono poi spostata a Karacol, una vivace cittadina famosa per essere la porta di accesso ai tanti trekking sulle vette altissime del Tian Shan. L’unico monumento che vi consiglierei di vedere è la Cattedrale della Santissima Trinità, un’imponente chiesa interamente di legno sormontata da torri con il tetto verde e cupole d’oro. Se volete fare trekking qui non avrete che l’imbarazzo della scelta! La cittadina è piena di agenzie che organizzano di tutto, dalle gite in giornata ai trekking di giorni e/o mesi. Io avevo solo un giorno e sono andata (in taxi) al campo delle yurte di Jeti-Oghuz (40-50′ da Karakol, contrattando, il taxi ci è venuto a riprendere alle 5 del pomeriggio). Dal campo si possono fare tantissime camminate a piedi o a cavallo. Io ne ho fatta una a piedi di circa 4 ore fino alla Valley of Flowers e mi è piaciuta moltissimo; se non fosse stato per le yurte, avrei pensato di essere sulle Dolomiti!

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Charyn Canyon (Kazakistan)

Da Karakol ho poi raggiunto Almaty, in Kazakistan, da dove avevo poi il volo di ritorno in Italia. In estate si può attraversare il confine a Char-Kuduk; questa frontiera è stata riaperta solo nel 2013 ed è aperta solo da giugno a settembre (nel resto dell’anno la zona è ricoperta di neve). Si può attraversare dalle 8 alle 18 e si impiegano circa 2 ore in taxi da Karacol (la strada è tutta sterrata). Una volta attraversato il confine, ci sono poi taxi sul lato kazako che, per 1000 Som (circa 12 euro) ti portano a Kengen, la cittadina più vicina. Da qui bisogna poi contrattare con altri tassisti per farsi portare ad Almaty e vi consiglio di pianificare anche una sosta al bellissimo Charyn Canyon (io ho pagato 60 dollari per 2 persone fino ad Almaty). Per raggiungerlo bisogna deviare un po’ dalla strada ma ne vale assolutamente la pena! È una specie di Gran Canyon su scala ridotta.

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Almaty, la città verde

Almaty è una classica città comunista, ma il grigio dei palazzi quasi non si nota grazie agli alberi e al verde pubblico. Almaty è di gran lunga una delle città più verdi e alberate che abbia mai visto! È una città in forte sviluppo, ci sono lavori ovunque, tanti grattacieli, negozi e ristoranti di lusso, bar e SUV di grande cilindrata. Si percepisce molto bene che qui i soldi non mancano! La città si staglia sulle vette innevate dello Zailiysky Altau e si può avere una bella vista d’insieme salendo con la funicolare sulla montagna del Kok- Tobe (1100 mt). Altre cose da vedere sono sicuramente il Museo Centrale di Stato, con tantissimi e importanti reperti archeologici della zona, la cattedrale di Zenkov nel Parco Panfilov e la moschea centrale.

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Autore
Valentina Borghi
Sono la fondatrice di questo blog. Sono anche una romana trapiantata a Milano tanti anni fa e viaggio praticamente da quando sono nata.
Come mi descriverei? Viaggiatrice compulsiva, travel blogger, food lover, gattara e curiosa di tutto (ma proprio TUTTO)

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