BeBorghi | Thailandia: le meraviglie delle Andamane- by BeBorghi

Le meraviglie delle Andamane (Thailandia): le isole Similan e Surin

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23 Aprile 2022
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Non vi nego che avevo diversi pregiudizi nei confronti della costa ovest della Thailandia, quella che si affaccia sul mare delle Andamane, soprattutto verso Phuket e dintorni. Ha sempre aleggiato nella mia testa l’idea che fossero zone infestate dalla piaga del turismo sessuale e neanche troppo belle. È per questo che, durante gli altri viaggi in Thailandia, mi ero “limitata” ad esplorare Bangkok, le antiche capitali del nord (Ayuttaya, Sukhothai e Chang Mai) e le isole della costa del Siam (Ko Samui, Ko Pha Ngan e Ko Tao) senza avvicinarmi mai alla costa ovest. Ordunque, con il mio ultimo viaggio ogni pregiudizio si è disintegrato. Come in tutte le cose, ci sono dei luoghi che ho amato di più e altri di meno, ma in generale questa parte della Thailandia mi è piaciuta moltissimo e ho scoperto un mare e una natura incredibili!  Dopo aver trascorso quasi una settimana nella magnifica Phi Phi Island (leggi l’articolo), ho deciso di esplorare le isole Andamane,  Railay Beach e la zona intorno a Khao Lak. Avevo solo una settimana e ho dovuto correre un po, ma sono riuscita a vedere molto. In questo articolo vi racconto cosa c’è da vedere tra le isole Andamane, Railay Beach e Khao Lak, ma trovate invece tutte le informazioni pratiche più generali per organizzare un viaggio in Thailandia in questo articolo:

Viaggio in Thailandia: consigli pratici per organizzarlo

Quando andare alle isole Andamane

Il mare delle Andamane e, più in generale, questa zona della Thailandia è toccata dai monsoni (che arrivano, normalmente, da maggio/giugno a settembre), ma il cambiamento climatico ha portato i suoi effetti anche qui e non è poi così netta la differenza tra la “stagione secca” (da ottobre ad aprile) e “stagione delle piogge”. Almeno sulla carta, il periodo migliore per visitare le isole Andamane e questa zona della Thailandia coincide con il nostro autunno/inverno, soprattutto se volete visitare le isole minori e gli arcipelaghi delle Similan e delle Surin i cui collegamenti dalla terraferma sono interrotti tra maggio e ottobre. 

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Cosa vedere nelle isole Andamane (e dintorni)

Railay Beach

Railay Beach era un mio pallino da diversi anni, uno di quei luoghi di cui continui a vedere foto e diventano quasi un’ossessione. Con il senno di poi devo dirvi che l’ossessione era più che giustificata! Questa spiaggia (in realtà le spiagge sono tre) si trova su un promontorio roccioso raggiungibile solo via mare da Krabi o da Phi Phi Island ed è costituita da enormi blocchi calcarei alternati a spiagge bianchissime. Ci sono le due spiagge gemelle di Railay East e Railay West (dove si trovano le strutture alberghiere e i ristoranti), ma soprattutto la bellissima spiaggia di Phra Nang, nascosta tra le grotte sulla punta del promontorio. Per raggiungerla si attraversa un sentiero in mezzo alla giungla in cui le scimmie la fanno da padrone; quando si arriva sulla spiaggia il colpo d’occhio è meraviglioso! Diversi faraglioni si stagliano nella baia e formano delle piccole lagune dall’acqua verde azzurra. Ad un’estremità non potrete non notare la grande Grotta della Principessa, un importante luogo sacro per i pescatori del posto che sono soliti portare nella grotta sculture lignee di forma fallica in segno di offerta allo spirito della principessa perchè garantisca loro una pesca abbondante. Le pareti rocciose che lambiscono la baia sono invece il paradiso dei climbers. Se avete un certo spirito di avventura, a metà del sentiero che porta a Phra Nang, potete arrampicarvi lungo un altro sentiero ripido e impervio che conduce ad una laguna nascosta nota come Laghetto sacro della Pincipessa, pare sia molto bello. 

Ho amato Railay dal primo minuto in cui ci ho messo piede, qui si respira ancora quell’aria rilassata e un po rasta tipica della Thailandia degli anni ’70-‘80 che sta lentamente sparendo altrove. Non c’è la confusione di Phuket o di Ton Sai a Phi Phi, ci sono diversi alberghi, qualche bar e ristorante, agenzie di diving e arrampicata e poco più. La vita scorre lenta qui, di giorno si va in spiaggia, al tramonto si beve una bella Singha ghiacciata a Railay West e la sera si ascolta un po di musica in qualche bar o si assiste ad un incontro di Muai Thai, la boxe thailandese (cosa che vi consiglio assolutamente di fare se non l’avete mai visto). 

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Da Railay mi sono poi spostata a Khao Lak, un villaggio che si trova a nord di Phuket. Il villaggio di per se è anche bruttino, un mucchio di alberghi, agenzie e ristoranti lungo la strada statale, ma rappresenta la base perfetta per esplorare le riserve naturali delle isole Similan e Surin e di Khao Sok. Non pensate di fermarvi qui per fare vita da spiaggia! 

Le isole Similan

La prima gita che ho deciso di fare è stata all’arcipelago delle isole Similan. Il parco marino è famoso tra gli appassionati di immersioni ed costituito da 9 isole, 3 delle quali inaccessibili ai turisti perchè dedicate alla conservazione delle tartarughe marine. Le agenzie di Khao Lak propongono diversi tour per esplorarle: ci sono tour dedicati allo snorkeling di 1-2 o 3 giorni (in cui si dorme in tenda o in bungalow molto spartani nell’isola N.4, oppure in barca) e tour dedicati alle immersioni di 1-2-3 o 4 giorni in cui si dorme in barca e non si scende mai sulla terraferma. Avendo i giorni contati ho optato per un’escursione + snorkeling di 1 giorno partendo da Khao Lak (potete prenotarla tramite questo sito). L’escursione è ben organizzata, ti vengono a prendere in hotel la mattina presto e ti portano all’imbarco dove ti daranno un braccialetto di riconoscimento (per non confondere il proprio gruppo con altri) e la maschera; le pinne e l’asciugamano si possono affittare al porto per pochi euro. Terminate queste formalità si sale su un grande motoscafo da 30 posti che corre più veloce della luce e raggiunge il primo spot di snorkeling in 1h e mezza circa. Ci si tuffa in un acquario! La barriera corallina purtroppo ha perso il colore in questa zona (per un meccanismo che non ho ben capito), ma la qualità e la quantità dei pesci tropicali è impressionante! Pesci pagliaccio, stelle marine, aguglie, polipi e chi più ne ha più ne metta. Nell’arco della giornata si fa il bagno in 4 diversi spot e si riesce a vedere di tutto (se siete fortunati anche le tartarughe!). 

ESCURSIONE (con snorkeling) alle isole Similan partendo da Khao Lak

snorkeling
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Il Parco Nazionale di Khao Sok

Il Parco Nazionale di Khao Sok si trova nell’entroterra verso nord, in un’immensa foresta pluviale non troppo lontano dal confine con la Birmania. La strada che si percorre per raggiungerlo è molto bella, si attraversa una lunga serie di tornanti immersi nella giungla dove può capitare di vedere addirittura degli elefanti selvatici. La riserva è veramente grande e si può scegliere tra diversi tipi di tour: io ho optato per l’esplorazione del grande lago Chiaw Lan e un trekking nella giungla. Dopo aver raggiunto il centro visitatori (in 2h circa da Khao Lak) siamo saliti su una long tail boat (una lancia) per andare a vedere i famosi pinnacoli calcarei che spuntano dall’acqua e raggiungono, in alcuni casi, i 900 metri di altezza. Oltre a queste magnifiche formazioni calcaree (che mi hanno ricordato molto Halong Bay in Vietnam) si vedono anche diverse cascate che scendono tra le rocce e la giungla. Il programma prevede poi una sosta nell’unico mini-villaggio presente nel parco (dove ci sono anche i bungalow per chi si ferma a dormire), ma c’è giusto il tempo di fare un bagno nelle acque trasparenti del lago e pranzare prima di ripartire per il trekking nella giungla. Quest’ultimo si è rivelato più impegnativo del previsto, soprattutto perchè non ti forniscono alcuna informazione quando compri il tour (del tipo che guaderai dei fiumi). Alla fine ti ritrovi a fare un percorso nella giungla e in mezzo al fango, con diversi attraversamenti di fiumi e ruscelli in cui l’acqua ti arriva, in alcuni casi, fino alle spalle. Per fortuna avevo portato con me la sacca stagna per mettere al sicuro la macchina fotografica! Fra andata e ritorno si cammina per circa 2h e si torna indietro pieni di fango e bagnati dalla testa ai piedi, ma felici per la grande bellezza della natura che si osserva: animali, cascate, fiumi, sorgenti e grotte magnifiche.

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Le isole Surin

Come ultima tappa di questo viaggio mi sono tenuta le isole Surin, l’arcipelago più lontano delle Andamane. Il parco è costituto da 5 isole che si trovano a pochi chilometri dal confine marino con la Birmania. Come per le isole Similan, anche in questo caso ho optato per un tour dedicato allo snorkeling di un giorno e il programma (e i tempi) della giornata è stato più o meno simile. Dopo circa 1h e mezza siamo arrivati davanti a North Surin, l’isola più grande, una magnifica isola tropicale costituita da enormi blocchi di granito che si protendono verso il mare e fanno da cornice a spiagge di sabbia bianchissima. L’acqua è di un azzurro chiaro quasi accecante e super trasparente; anche qui c’è un’incredibile vita marina e la barriera corallina non ha perso i suoi colori. Mi sono trovata davanti agli occhi un paradiso terrestre e mi ha ricordato molto le Seychelles, sia per la conformazione delle isole che per il mare. La seconda tappa è stata sulla terra ferma, al villaggio dei Moken gli zingari del mare, ed è stata una passeggiata inaspettatamente molto interessante. Questa comunità di zingari si è fermata nella baia di Ao Bon sull’isola di South Surin da moltissimi anni ormai e vive principalmente di pesca. Vivono su delle palafitte sulla spiaggia, hanno una scuola con un’insegnante e un medico che va a visitarli una volta al mese, ma la cosa più curiosa è la loro religione. I Moken non sono ne buddisti ne mussulmani (come la maggior parte della popolazione del sud della Thailandia), loro venerano gli antenati i cui totem che li rappresentano sono visibili in tutto il villaggio. Una curiosità: durante lo tsunami che distrusse il villaggio e buona parte della costa delle Andamane, non ci furono vittime tra i moken perchè riuscirono ad interpretare i segnali di pericolo dal mare e si salvarono tutti rifugiandosi in cima alla collina.  Da lì ci siamo spostati di nuovo sulla North Surin, questa volta a terra, per pranzare e rilassarci su una spiaggia paradisiaca. Nel pomeriggio la mia vacanza thailandese si è conclusa con altre due tappe di snorkeling e la consapevolezza che ci tornerò.

Richelieu Rock: il paradiso dei divers

Questo pinnacolo solitario che fuoriesce dall’acqua di circa 50 metri è lo spot più famoso di tutta la Thailandia (e uno dei più famosi al mondo) per le immersioni e fa sempre parte del Parco Marino delle Isole Surin. Fu scoperto nientepopodimeno che da Jacques Custeau con l’aiuto di alcuni pescatori locali. Il nome probabilmente deriva dal colore rosso intenso che caratterizza i coralli molli dell’area e ricorda il cappello del Cardinale Richelieu. Grazie alla sua geologia, il Richelieu Rock richiama una grande varietà di pesci e mammiferi marini: qui è possibile vedere di tutto, mante, squali balena, lionfish e chi più ne ha più ne metta. Un vero e propio paradiso per divers! Da Khao Lak organizzano immersioni in giornata (meteo permettendo); è un’immersione mediamente difficile a causa delle forti correnti provocate dalla marea. I centri diving seri richiedono un certo numero di immersioni e un brevetto di 2° livello per portarvi lì. 

Nota: le isole Surin sono meno turistiche e meno affollate delle Similan, e, a mio modesto parere, anche più belle. Se avete pochi giorni e dovete scegliere solo un arcipelago…go for Surin!

ESCURSIONE (con snorkeling) di 1 giorno alle isole Surin partendo da Khao Lak

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Ed eccovi il video di tutto il viaggio

Isole Andamane (e dintorni): come arrivare

Railey si può raggiungere da Phuket, da Krabi, da Phi Phi e da Ao Nang con il traghetto o con un taxi boat. Khao Lak si trova a circa 100 km a nord di Phuket ed è raggiungile con i bus e i minvan più o meno da ovunque. Sia per Railay che per Khao Lak gli aeroporti più vicini sono quelli internazionali di Phuket e di Krabi.

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Dove dormire

Railay Beach

Avatar Railay Resort: questo hotel si trova sulla spiaggia di Railay East. È un bel hotel non troppo grande con piscina interna allo stabile (le stanze del pian terreno vi hanno accesso diretto e costano come le altre). Le stanze sono grandi e ben accessoriate. È una struttura comoda sia per raggiungere Phra Nang che Railay West. Il molo dove si prendono le lance per Krabi è praticamente di fronte.

Khao Lak

Suwan Palm Resort: questa struttura si trova proprio sulla spiaggia di Khao Lak. È in un zona tranquilla, lontana dalla strada statale ma comoda per raggiungere il “centro” di Khao Lak con i ristoranti, le agenzie, ecc. Si fa colazione (molto abbondante) sulla spiaggia e, volendo, c’è anche una piscina interna allo stabile. In generale a Khao Lak cercate di alloggiare in hotel sulla spiaggia o comunque “lato mare”; gli hotel che si trovano vicino alla strada principale sono brutti e caotici.

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Cosa portare per le isole Andamane

  • Protezione solare 30-50: la Thailandia si trova all’altezza dell’equatore e il sole è molto forte. Vedrete presto che vi abbronzerete anche stando all’ombra con la protezione.
  • Antizanzare: fondamentale soprattutto la sera.
  • Sacca stagna: le vendono ovunque e costano molto meno che da noi. Sono molto utili sia per i trasferimenti con le lance ma sopratutto se arriva un acquazzone improvviso. È l’unico modo per proteggere il cellulare e la macchina fotografica dall’acqua.
  • Travelgum o braccialetto contro il mal di mare: se soffrite il mare (come la sottoscritta) vi salverà la vita durante le gite in barca e nei trasferimenti  (soprattutto in condizioni di maltempo). Ho scoperto che può aiutare anche il balsamo di tigre messo sotto al naso e sulle tempie.

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Sono la fondatrice di questo blog. Sono anche una romana trapiantata a Milano tanti anni fa e viaggio praticamente da quando sono nata.
Come mi descriverei? Viaggiatrice compulsiva, travel blogger, food lover, gattara e curiosa di tutto (ma proprio TUTTO)

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