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Viaggio in Tibet: da Lhasa al campo base dell’Everest

Scritto da  on 
26 Maggio 2015

Il viaggio in Tibet è stato, probabilmente, il viaggio che mi ha toccato di più punto dal di vista emotivo. Il Tibet è paese ancora abbastanza autentico ma lo sarà ancora per poco, dato che la Cina sta lentamente annientando la cultura tibetana intervenendo sul territorio, sull’educazione, su tutto ahimè! È un paese straordinario, con monasteri incredibili, paesaggi naturali incontaminati e il popolo più cordiale e pacifico che abbia mai incontrato. E’ un viaggio particolarmente complicato da organizzare, bisogna iniziare almeno 2/3 mesi prima della partenza, e non si può avere la matematica certezza di entrare finchè non si è lì, alla frontiera, perchè la Cina cerca di limitare il più possibile l’ingresso degli stranieri e ogni tanto decide di chiudere le frontiere a suo piacimento. Di contro c’è da dire che tutto questo lavoro organizzativo viene assolutamente ripagato quando poi siete lì, sull’altopiano più elevato della terra, sul tetto del mondo.

Negli altipiani asiatici ho visto il cielo più blu della mia vita e la vista della vetta dell’Everest, da sola, vale il viaggio. Non credo che lo dimenticherò mai. Quando sono ripartita dal Tibet ho pianto come un maiale e non mi era mai successo. Il popolo tibetano è praticamente segregato all’interno del paese ed è difficilissimo uscire per loro; pensate che il loro passaporto è nelle mani del governo centrale cinese che decide se e come dare i permessi per uscire (e pare che non li dia mai). Questa cosa è di un’ingiustizia estrema, mentre noi siamo “liberi” di viaggiare ed arrivare fino all’Everest, loro sono chiusi lì, nel paese più alto al mondo, senza poter mai vedere cosa c’è fuori. Non vi nascondo che sono stata assalita da una tristezza cosmica. Non so come si possa vivere con questa consapevolezza.

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Dove e per quanti giorni andare: l’itinerario

Il Tibet è un paese molto grande e bisogna per forza selezionare una parte, bisognerebbe avere dei mesi (e tanti soldi) per girarlo tutto. Noi avevamo 10 giorni e abbiamo optato per il giro “classico”, un tour ad anello che parte da Lhasa e arriva al Campo base dell’Everest passando per Gyantse, Shigatse e Tingri . Questo è l’itinerario nel dettaglio:

  1. Arrivo a Lhasa
  2. Lhasa
  3. Lhasa
  4. Lhasa – Gyangtse (passando per lo Yamdrok Yumtso Lake ed il ghiacciaio)
  5. Visita di Gyangtse e trasferimento a Shigatse
  6. Visita di Shigatse e trasferimento a  Tingri (passando per il Sakya Monastery)
  7. Dingri – Everest Base Camp
  8. Everest Base Camp-Dingri – Shigatse
  9. Shigatse –Lhasa
  10. Volo di rientro in Cina

Quando andare in Tibet

Per ovvie ragioni climatiche il periodo migliore per andare in Tibet è l’estate,da giugno a settembre. A differenza del Nepal (che soffre dei monsoni), qui i monsoni non arrivano perchè sono bloccati dalla catena hymalaiana. In estate piove pochissimo (in Tibet, in generale, le precipitazioni sono sempre basse), il cielo è incredibilmente azzurro, e le temperature sono molto piacevoli. Di giorno si sta in t-shirt (ci sono più di 20°) e la sera con la felpa; l’unica eccezione è il campo base dell’Everest, per stare lì ci vuole il piumino e la sera può fare molto freddo. Nel caso in cui vogliate fare una spedizione sull’Everest invece dovete andare ad aprile/maggio. Ricordatevi che il sole è veramente forte! La protezione solare e gli occhiali da sole sono fondamentali.

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Il visto per il Tibet: tempi e costi

In Tibet non ci si può spostare liberamente, bisogna necessariamente appoggiarsi ad un’agenzia (cinese o tibetana) e organizzare un tour con tappe ben definite per poter ottenere il visto e i permessi. Questi ultimi vanno mostrati già in aeroporto, quando si vola dalla Cina al Tibet (una tappa in Cina è obbligatoria, non si può volare direttamente in Tibet). Io mi sono appoggiata ad un’agenzia tibetana, la Tibetan Trip e mi sono trovata molto bene. Hanno dei tour di gruppo ma possono anche organizzare dei tour privati personalizzati (come abbiamo fatto noi). Si fa tutto via mail in inglese e, a un certo punto della procedura, bisogna fargli un bonifico internazionale per coprire il costo dei permessi.  Quando poi hanno tutta la documentazione pronta ve la spediscono in hotel, in Cina, dove alloggerete prima di entrare in Tibet; noi, ad esempio, abbiamo fatto uno stop-over a Pechino. Una volta arrivati in Tibet poi ci si sposta in pulmino con un autista e una guida locale; solo a Lhasa è consentito girare liberamente. Ovviamente è l’agenzia che si occupa di procurarvi la guida, l’autista e tutti gli alloggi (vi manderanno prima delle opzioni tra le quali potete scegliere). Calcolate che tra i  diversi permessi (il cui numero cambia a seconda dell’itinerario che si decide di fare) e le spese d’agenzia, si spendono circa 130/150 euro al giorno (tutto incluso: alloggio, tour e pasti). Come vi anticipavo sopra, vi consiglio di contattare un’agenzia almeno 3 mesi prima della partenza.

Oltre ai permessi per il Tibet dovrete richiedere anche il visto per la Cina: ricordatevi sempre di non indicare mai il Tibet nella richiesta altrimenti ve lo negheranno! Inventatevi un itinerario di viaggio in Cina e presentate delle prenotazioni a supporto (basta prenotare qualche hotel con Booking.com o siti simili e poi disdirle una volta che avete il visto in mano).

Entrare dal Nepal: si può entrare in Tibet anche dal Nepal, c’è la Friendship Highway che collega Lhasa a Kathmandu. In questo caso, dovrete richiedere i permessi direttamente a Kathmandu (e non sarà cosa facile, vista la triste situazione del Nepal in questo momento)

L’altitudine

Il viaggio in Tibet può essere fisicamente provante; ci sono grandi differenze individuali nell’adattamento all’altitudine. Calcolate che si parte dai 3650 mt di Lhasa, fino ad arrivare ai 5400 mt del campo base dell’Everest, sempre che non decidiate di arrivare alla vetta degli 8848 mt! Personalmente non ho avuto particolari problemi o malesseri (fatta eccezione per l’ovvia tachicardia sui 5400 mt..il cuore deve pompare più forte poveretto), ma i miei compagni di viaggio sì (forti mal di testa notturni, malessere generale, nausea e perdita dell’appetito). Esistono dei “farmaci” tibetani (a base di erbe principalmente) che funzionano  bene per fortuna: chiedetelo alla guida e ve li darà. Bevete sempre molta acqua perchè facilita l’acclimatamento.

Non si può fare

In Tibet non si può mai nominare l’ultimo Dalai Lama (quello vivente), e non vedrete mai alcun immagine che lo ritrae in tutto il paese. Evitate anche di fare domande sul Dalai Lama alla guida perchè, anche se sarete soli e nessuno potrà sentirvi, lo metterete in grade difficoltà.

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Cosa vedere in Tibet : i luoghi più belli

Lhasa (3650 mt)

Lhasa è una delle città più religiose e autentiche che io abbia mai visitato in tutti i miei viaggi. Merita almeno 2/3 giorni (per visitare anche alcuni monasteri nei dintorni) ed è bene fermarcisi all’inizio del viaggio per acclimatarsi all’altitudine. Il Potala (il palazzo del Dalai Lama e del governo tibetano) incarnava il mio immaginario del Tibet prima di arrivarci e non ha deluso le aspettative; è imponente, fantastico, un palazzo incantato pieno di magnifiche sale, cortili, e terrazze. E’ visibile da tutta la città e da lì sù si gode una vista magnifica su tutta Lhasa.

Ma il fulcro della città e della vita cittadina è il Barkhor, il circolo di strade che circondano l’edificio sacro più venerato del Tibet, il Jokhang Temple. Un’infinità di pellegrini, per tutto il giorno (ma soprattutto al tramonto), percorre questo circuito facendo roteare il chokhor (o ruota di preghiera): è uno spettacolo incredibile! Unitevi a loro e non ve ne pentirete. Da non perdere ci sono anche il monastero di Drepung e il monastero di Sera, dove potrete entrare in contatto con i monaci più da vicino.

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Yamdrok Yumtso Lake e i paesaggi dell’altipiano himalayano

Viaggiando in Tibet si vedono paesaggi mozzafiato, laghi a 5000 mt e più di altezza, ghiacciai, montagne..non passa un minuto in cui ci si trovi davanti ad uno spettacolo della natura. Bellissimi lo Yamdrok Yumtso Lake (o lago sacro), e il punto panoramico che precede l’arrivo al Campo Base dell’Everest da cui si possono vedere (nuvole permettendo) 3 delle 5 vette più alte del pianeta.

Gyangtse

Gironzolare al tramonto per questa cittadina mi ha emozionato particolarmente. Mi è sembrato di essere intrappolata in un altro secolo, in una dimensione simile al Signore degli Anelli. Da vedere c’è un magnifico castello con vista (il Dzong) ed il bellissimo monastero Pelkor Chode. Don’t miss!!

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Sua maestà il Monte Everest (8848 mt)

Se da bambina mi avessero detto che sarei andata sull’Everest, forse non ci avrei creduto; per me è stato un sogno diventato realtà. Vedere la vetta dell’Everest apparire dopo 100 km di faticosissima strada sterrata è stata un’emozione fortissima e faccio fatica anche a descrivervela. Semplicemente in quel momento mi sono sentita la regina del mondo! Mi sono sentita la persona più fortunata della terra ad essere lì e poter vedere la vetta in tutto il suo splendore, senza nuvole. È stato molto bello anche dormire nelle tende al Campo Base (5350 mt), sotto al cielo più pulito e più buio che esista. Se non patite troppo l’altitudine vi consiglio assolutamente di farlo.

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About

Autore
Valentina Borghi
Sono la fondatrice di questo blog. Sono anche una romana trapiantata a Milano tanti anni fa e viaggio praticamente da quando sono nata.
Come mi descriverei? Viaggiatrice compulsiva, travel blogger, food lover, gattara e curiosa di tutto (ma proprio TUTTO)

4 Commenti

on Viaggio in Tibet: da Lhasa al campo base dell’Everest.
  1. Lorenzo
    |

    ciao, mi è piaciuta molto la tua descrizione e emozione nel raccontare questa avventura. Io farò dal 11 al 23 agosto un viaggio molto simile passando pero dal Nepal (3 giorni) per poi arrivare in Tibet, il percorso sarà molto simile ma al contrario, nel senso che passeremo via terra da Timure fino ad arrivare a Tingri quindi la prima cosa che vedremo sarà il campo base dell’Everest e poi passeremo da Shigatse, Gyantse e Lhasa.
    La mia preoccupazione principale è latitudine, mi viene l’ansia solo al pensiero, hai dei consigli particolari? perché mi hanno detto che si soffre maggiormente di notte e che di giorno non si sente niente. grazie

    • Valentina Borghi
      |

      Ciao Lorenzo, io sono fortunata e non ho mai avuto problemi con l’altitudine, nè in Tibet, nè in Asia Centrale o sulle Ande.
      In generale comunque aiuta molto il fatto di salire piano, acclimatandosi man mano (non passare da 0 a 5000 in 1 giorno per intenderci); anche le medicine funzionano benissimo. In Tibet ne vendono alcune che vanno benissimo, ti consiglio di prenderle.
      Qualcuno ha forti mal di testa notturni, è vero, ma le medicine funzionano. Bisogna bere sempre molta acqua e non mangiare troppo pesante.
      A presto, Valentina

  2. Santiago
    |

    Ciao Valentina,
    io e la mia ragazza stavamo pensando di fare un itineratio molto simile al tuo di durata di 10 gg.
    Te hai organizzato tutto in autonomia o ti sei appoggiata a qualche agenzia per determinati spostamenti/attività (es. Campo Everest, ecc.)?
    Hai qualche suggerimento
    Grazie mille in anticipo!
    Santiago

    • Valentina Borghi
      |

      Ciao Santiago, in Tibet non si può circolare liberamente (se non a Lhasa) quindi devi per forza appoggiarti ad un’agenzia. Nell’articolo trovi tutte le info, inclusi i contatti dell’agenzia che ho usato io. A presto, Valentina

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