BeBorghi | In Bolivia: il mio tour di 4 giorni al Salar de Uyuni- by BeBorghi

Bolivia: tour di 3 o 4 giorni al Salar de Uyuni

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6 Ottobre 2016
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Il Salar de Uyuni in Bolivia è uno dei luoghi più fotografati del Sud America e rappresenta la Bolivia intera nell’immaginario di molti. 

D’altronde non esiste niente di simile da nessun altra parte, qui parliamo della più grande distesa salina al mondo (12.106 kmq),  artefice di un paesaggio angosciante e suggestivo allo stesso tempo. Nonostante attiri molti turisti da parecchi anni, questa parte della Bolivia rimane una zona veramente remota e selvaggia, senza strade e con pochissimi e isolati insediamenti umani sparsi qua e la intorno alle miniere e alle coltivazioni di quinoa. Dal 1973 buona parte di questo territorio è divenuta parte integrante della Reserva National de Fauna Andina Eduardo Avaroa, un immenso parco naturale (7150 kmq) il cui obiettivo è la protezione della vigogna (un camelide andino simile al lama da cui si produce la lana più preziosa del mondo) e della pianta di Yareta che sono entrambe a rischio di estinzione. Grazie all’istituzione della riserva e alla difficoltà da parte dei turisti di esplorare questa regione in maniera autonoma, tutta l’area è stata preservata dalle classiche aberrazioni che conseguono il turismo di massa. 

Infatti, nonostante sia possibile, nessuno si avventura da queste parti da solo; il 99% dei turisti si appoggia a dei tour in 4×4 organizzati (vi basti pensare che non ci sono telefoni in tutto il circuito e ogni comunicazione avviene via radio!).

Il tour standard parte dalla cittadina di Uyuni (in Bolivia) o da San Pedro de Atacama e dura 4 giorni. Trovandomi in Cile e dovendo poi proseguire verso Salta, io sono partita (e tornata) da San Pedro, ma molti decidono di “sfruttare” il tour per proseguire il viaggio verso il resto della Bolivia e il Perù.

Che dirvi, è stata un’esperienza di viaggio unica! La qualità e la quantità di paesaggi così diversi e così incredibili che ho visto in quei 4 giorni non l’ho mai vista in nessun altro viaggio. È un susseguirsi continuo di lagune, vulcani, gejser, canyon e formazioni rocciose che non credevo possibili. Non fai in tempo a stupirti e meravigliarti per la bellezza di un paesaggio che, dopo poco, te ne trovi davanti agli occhi un altro, completamente diverso da quello di prima, e ti senti ancora una volta la persona più fortunata sulla terra. Eh sì che io ero anche preparata! In un certo senso sapevo che avrei visto dei paesaggi pazzeschi, ma non immaginavo che mi sarei messa quasi a piangere ogni mezz’ora.

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Quale agenzia scegliere per il tour al Salar de Uyuni e come prenotare

Come vi ho anticipavo nell’articolo su San Pedro de Atacama, a San Pedro de Atacama ci sono più di 100 agenzie turistiche. Le guide (tipo Lonely, ma anche le altre) fanno un discreto terrorismo sulla scelta dell’agenzia, soprattutto per quanto riguarda il tour in Bolivia perchè diverse persone sono morte facendo questo circuito  (la maggior parte a causa di incidenti provocati dall’ebrezza del guidatore – le jeep caricano sul tetto le taniche di benzina per tutti e 4 i giorni di tour, quindi se la jeep si ribalta…). A quanto pare il rischio di scegliere un’agenzia poco affidabile esiste, agenzie che utilizzano veicoli vecchi, autisti poco sicuri (che magari alzano il gomito), e chi più ne ha e più ne metta.

Proprio per questo sono andata a leggermi diverse recensioni sul web prima di scegliere questa agenzia (che è anche certificata per il Turismo Sostenibile) e si chiama Denomades . Tramite il loro sito si possono comprare tutte le escursioni on-line pagando con PayPal o con carta di credito. Devo ammettere che non mi hanno delusa: tutti i tour che ho fatto con loro sono stati all’altezza, con buoni mezzi e brave guide. Ve la consiglio! In particolare, il tour del Salar di 4 giorni-3 notti partendo da San Pedro lo trovate a questo link. Questo è il prezzo di un tour condiviso, ma potete prenotare anche un tour privato.  

Nel caso in cui aveste intenzione di proseguire il viaggio direttamente da Uyuni dovete prenotare invece il tour di 3 giorni e 2 notti

L’assicurazione sanitaria è necessaria

 

In Bolivia la nostra copertura sanitaria non vale. Il mio consiglio è quello di fare sempre una classica assicurazione medico-bagaglio che vi possa coprire durante il viaggio. Io mi trovo molto bene con Heymondo, un sito che confronta le polizze di diverse compagnie e propone la polizza più conveniente per quel determinato viaggio. Per farlo dovrete inserire i dati relativi al vostro viaggio (paese, durata, ecc) e vi manderanno una mail con le proposta migliore che potrete poi acquistare direttamente on-line (essendo miei lettori avrete diritto anche uno sconto del 10%!!!).

Quanto costa il tour nel Salar de Uyuni

I prezzi sono standard; per il tour di 4 giorni con partenza e ritorno a San Pedro si spendono circa tra i 160 e i 180 euro (bassa e alta stagione). In questa cifra sono inclusi: trasporto in 4×4, tutti i pasti, le 3 notti in ostello e le bevande durante i pasti. A questo dovete poi aggiungere altri 30-40 euro (da cambiare in pesos boliviani prima di partire) per l’ingresso alla riserva, l’ingresso all’isola Incahuasi, le tasse alla frontiera, l’acqua extra, l’ingresso ai bagni durante il tour e quello che deciderete di comprarvi durante il viaggio.

Quando andare nel Salar de Uyuni

Per vedere il Salar de Uyuni si può andare sempre. Durante la nostra estate il Salar è completamente asciutto. Se ci andate invece a febbraio la distesa di sale del Salar è coperta da un sottile strato di acqua e diventa come uno specchio. Inutile dire che è meraviglioso sia in versione asciutta che in versione secca! Calcolate solo che il tour che propongono quando c’è l’acqua è più ridotto a causa delle piogge  e ci si può addentrare meno al suo interno (non si può raggiungere l’Isla Incahuasi ad esempio). 

Rispetto alle temperature, durante la nostra estate (giugno-settembre) le temperature sono decisamente rigide: si va dai -15/-20° di notte ai 10° gradi sopra lo zero di giorno e dovrete portarvi un abbigliamento tecnico. Durante il nostro inverno (novembre-gennaio) si va da -5/0° di notte a quasi 30° di giorno. In questo caso dovrete vestirvi a cipolla perchè passerete dal piumino a shorts e canotta. 

Cosa portare nel Salar de Uyuni

Considerando che tutto il tour si svolge ad un’altitudine compresa tra i 3500 e i 5500 metri è fondamentale portarsi almeno 4 litri d’acqua (bere tanto aiuta l’acclimatamento), le foglie o le caramelle di coca da masticare, indumenti tecnici molto caldi (inclusi cappello, calzamaglia e guanti), qualche snack, occhiali da sole e protezione solare (il riverbero del sole a quelle altitudini è fortissimo), senza dimenticare il saccoapelo (se non avete il vostro affittatene uno dall’agenzia). 

Se vuoi organizzare il tour dall’Italia

Come vi dicevo, io ho organizzato gran parte del mio viaggio in autonomia o affidandomi a dei local. Se volete invece viaggiare senza paura di imprevisti  e organizzare il vostro Tour in Bolivia, magari già comodamente da casa, vi consiglio l’agenzia viaggi online Tuttaltromondo. Vere esperte del settore e specializzate proprio nel Centro e Sud America: con Maria Grazia e Angela si parte sereni.

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L’itinerario: da San Pedro de Atacama al Salar de Uyuni 

Giorno 1 (Laguna Blanca, Laguna Verde, geiser e Laguna Colorada)

Il primo giorno si parte in pulmino da San Pedro verso le 8 del mattino e ci si dirige subito verso la frontiera boliviana di Hito Cajon che si trova a meno di 1h di viaggio. Dopo aver eseguito tutte le procedure doganali si fa colazione e si trasborda sulle jeep su cui si viaggerà durante tutto il tour. Sia la colazione che tutti gli altri pasti vengono preparati dall’autista che sarà anche cuoco e meccanico. La frontiera boliviana si trova ad un altitudine superiore ai 5000 mt e bisogna stare in coda all’aperto quindi copritevi tantissimo, è uno sei punti più freddi di tutto il tour! 

Finalmente si parte! Dalla frontiera si scende lungo le pendici del vulcano Licancabur (5960 mt) alla volta della Laguna Blanca (4500 mt) il cui litorale è orlato da brillanti depositi bianchi di borace, un minerale particolarmente prezioso che viene estratto e venduto al Cile. Una vista paradisiaca! Da qui si prosegue verso la Laguna Verde (4400 mt), una bellissima laguna verde-azzurra il cui colore è dovuto all’enorme concentrazione di piombo, zolfo, arsenico e carbonato di calcio. Questa laguna è battuta sempre dai venti gelidi che ne agitano le acque formando una spuma brillante che impedisce all’acqua di ghiacciarsi anche in pieno inverno quando le temperature scendono di decine di gradi sotto lo zero. 

La strada (sterrata e abbastanza dissestata lungo tutto il circuito) continua fino ad arrivare ad un deserto di sassi chiamato Salvador Dalì perchè disseminato di massi enormi che sembrano essere stati accuratamente sistemati dal grande pittore spagnolo; in effetti il paesaggio è decisamente surreale. Il colpo d’occhio di queste pietre striate di rosso e giallo ha dell’incredibile. Dal deserto si arriva ad una laguna con una sorgente di acqua calda naturale in cui ci si può immergere. L’acqua è a 30° e hanno creato una specie di piscina dove ci si può bagnare godendo dei benefici di queste acque ricche di minerali (ottime per chi soffre di artrite a quanto pare). In questo punto ci sono degli spogliatoi (a pagamento), i bagni e un ristorante. 

Si procede e il paesaggio cambia ancora in maniera drastica quando si raggiunge una grande zona di gejser chiamata Sol de Mañana (4850 mt). Qui si cammina accanto a delle pozze di fango grigio-verde che ribollono, delle fumarole infernali che puzzano tremendamente di zolfo (per fortuna le abbiamo visitate prima del pranzo!). L’ultima tappa della giornata è dedicata alla stupenda Laguna Colorada (4278 mt), un lago color amaranto in cui l’acqua non supera il metro. La colorazione rossa è data dalle alghe e dal plancton mentre il bordo del lago è orlato di brillanti depositi bianchi di sodio, magnesio, borace e gesso. Come se non bastasse lo spettacolo dell’acqua e il paesaggio dei vulcani che si stagliano sullo sfondo, questo lago è popolato da migliaia di fenicotteri rosa! Non ci sono parole per descrivere le emozioni che ho provato, veramente. La forza della natura da queste parti va al di là dell’immaginazione. 

Da qui abbiamo raggiunto il villaggio di Villa Mar per cenare e dormire all’hostal Huayllajara. Gli ostelli sono estremamente spartani e senza riscaldamento; si dorme tutti insieme in un’unica stanza e a malapena ci si lava i denti (c’è solo acqua ghiacciata). Si dorme con tutto addosso, più il saccoapelo, più un paio di coperte.  

NOTA. Ma secondo voi, la giornata idilliaca poteva veramente finire così? La risposta è no. Appagati da tutto ciò che avevamo visto, mentre stavamo raggiungendo il villaggio di Villa Mar abbiamo forato. E che problema c’è direte voi? Ci sarà la ruota di scorta. Infatti c’era ma il cerchione non andava bene, era una ruota di scorta per un’altra jeep. Tutto questo è accaduto al tramonto e, dopo 10 minuti che eravamo fermi la temperatura ha iniziato a scendere in picchiata. Non vi nascondo che la faccia preoccupata dell’autista ha iniziato a far preoccupare anche me e i miei compagni di viaggio (due coppie di ragazzi brasiliani). Per fortuna si sono fermate altre jeep e, con 2 h di lavoro a più mani sono riusciti a farci ripartire. Da questo momento del tour in poi ho realizzato che questi problemi sono all’ordine del giorno. Per fortuna gli autisti delle varie jeep si aiutano molto l’uno con l’altro perchè sanno che può capitare a chiunque e avranno bisogno dello stesso trattamento.  

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Giorno 2 (Laguna Misteriosa, Canyon dell’anaconda, St. Augustin)

La sveglia suona alle 7 e uscire dal quella montagna di coperte con l’aria gelida fuori non è facile. Ma si fa colazione e si riparte. I paesaggi del secondo giorno sono meno spettacolari rispetto al primo, ma si vedono scenari ancora diversi, sempre nuovi.

Durante la prima metà della giornata si visitano diverse conformazioni rocciose formate dalla lava pietrificata che hanno assunto forme decisamente particolari: c’è la coppa del mondo, l’albero, il cammello dormiente e l’Italia Perduta. Quest’ultima si chiama così perchè si racconta che due ciclisti italiani siano arrivati in questo luogo e siano spariti, di loro non si è ritrovato più nulla se non le biciclette. Finita questa zona si costeggia una laguna molto bella (senza nome forse) piena di lama e fenicotteri rosa per arrivare poi alla Laguna Misteriosa. Questo posto mi è piaciuto moltissimo! Dal punto in cui si fermano le jeep c’è da fare una specie di mini-trekking per raggiungere uno sperone panoramico da cui si vede questa magnifica laguna nascosta. 

L’itinerario procede attraverso una zona desertica solcata da canyons, il più spettacolare dei quali è il canyon dell’Anaconda. Si pranza all’aperto e si riparte su una strada super panoramica che costeggia il Canyador Sora fino a raggiungere il sonnolento villaggio di St.Augustin dove si assaggia la birra locale e ci si sgranchiscono le gambe. 

Si arriva infine all’albergo di sale dove si passerà la notte. Ci sono diversi alberghi di sale nei pressi del villaggio di Chuvica sul margine orientale del salar de Uyuni e sono pressochè tutti uguali. Sono posti unici e confortevoli dove quasi tutto è fatto di blocchi di sale; non c’è riscaldamento ma, pagando 10 pesos, si può fare finalmente una doccia calda! Devo ammettere che qui ho sofferto molto meno il freddo rispetto alla prima notte.

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Giorno 3 (alba sul Salar, isola Incahuasi, cimitero dei treni)

La sveglia suona alle 5 e alle 5:30 si parte, fa freddissimo, ci sono -20°. Fuori è completamente buio e bisogna arrivare in tempo per vedere l’alba sul salar dall’isola Incahuasi. Da qui in poi la strada non esiste più, la strada è la stessa distesa di sale del salar, non ci sono piste ed è molto facile perdere l’orientamento anche con la luce. Dopo circa 1h-1 h e mezza si arriva all’isola Incahuasi, che è l’isola più grande del salar. Inizia ad esserci luce e tutti corrono lungo il sentiero per raggiungere la parte più alta prima del sorgere del sole. L’isola è ricoperta da enormi cactus Thichoreus che si accendono come cerini man mano che vengono colpiti dal sole nascente. L’alba sul salar è un sogno e rimarrà tra i ricordi più forti di tutto il viaggio, è una delle albe più belle che io abbia mai visto nella vita. Il paesaggio è surreale, ci sono solo cactus e un mare bianco di cui non si vede la fine. Il freddo è veramente pungente qui, pur avendo i guanti a malapena riuscivo a scattare, tremavo. Man mano che esce il sole poi il salar si presenta in tutto il suo splendore con un candore accecante e il contrasto con il cielo blu è abbagliante. Si fa fatica a tenere gli occhi aperti anche sotto gli occhiali da sole. È veramente incredibile come il sale si depositi sul terreno sotto forma di perfetti esagoni, sembrano disegnati. Oltre ad essere un centro di estrazione di sale ovviamente, il salar (sotto la superficie) è ricco di litio e si stima che il 50% dei giacimenti mondiali di litio si trovi proprio qui! I produttori di automobili di tutto il mondo tengono gli occhi puntati su questa risorsa (il litio è fondamentale per i veicoli ibridi ed elettrici) ma fino ad oggi il presidente boliviano continua ad evitare coinvolgimenti esteri nella gestione di questo prezioso minerale (e speriamo che continui così!). 

Dopo la colazione c’è il tempo per scattare un milione di foto e procedere fino al Salt Hotel, un vecchio albergo di sale ora convertito a museo/negozio di souvenir.    

Usciti dal salar si fa poi tappa nel villaggio di Colchani per comprare qualcosa nel mercatino (è molto conveniente!) e pranzare prima di raggiungere il famoso cimitero dei treni. In questa landa deserta c’è una vasta collezione di locomotive a vapore storiche abbandonate e vagoni che risalgono al XIX secolo, quando in città c’era una fabbrica di locomotive. Ci si può arrampicare sui relitti in questo scenario post-apocalittico simil Mad Max. 

Con il cimitero dei treni il circuito ahimè finisce e si arriva a Uyuni. C’è chi si ferma qui per proseguire verso il resto della Bolivia o il Perù e chi, come me, sale su una nuova jeep per ritornare indietro.

Si riparte da Uyuni verso le 16:30 per raggiungere di nuovo l’ostello del primo giorno a Villa Mar e passare la notte lì (nota di colore: durante questa tappa siamo riusciti a bucare ben due volte arrivando in ostello alle 22). 

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Giorno 4 

Si parte alle 6:30 per raggiungere la frontiera con il Cile. Dopo le formalità doganali (abbastanza lunghe, con i cani antidroga, la perquisizione dei bagagli, ecc) si arriva di nuovo a San Pedro verso l’ora di pranzo con il sorriso stampato sulla faccia e il cuore  pieno. 

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Valentina Borghi
Sono la fondatrice di questo blog. Sono anche una romana trapiantata a Milano tanti anni fa e viaggio praticamente da quando sono nata.
Come mi descriverei? Viaggiatrice compulsiva, travel blogger, food lover, gattara e curiosa di tutto (ma proprio TUTTO)

13 Commenti

on Bolivia: tour di 3 o 4 giorni al Salar de Uyuni.
  1. Avatar
    anna laura
    |

    devo farti i miei piu vivi complimenti per la descrizione accurata e precisa dei tuoi viaggi che possono essere utilissimi come traccia per i nostri viaggi! sono anch’io una viaggiatrice compulsiva come te, anche se molto piu’ vecchiotta ahime!!!grazie mille Ciao Anna Laura

  2. Avatar
    Emanuele
    |

    Che bell’articolo, utilissimo. In che mese sei andata?

    • Valentina Borghi
      |

      Ciao Emanuele, grazie 🙂 Ci sono stata ad agosto e ci tornerò tra 2 mesi esatti, non vedo l’ora!!!!!

  3. Avatar
    Cinzia
    |

    Ciao, grazie per questo articolo molto utile. Io andrò a fine ottobre, spero sia più caldo..
    Come è stato con l’adattamento allo sbalzo di altitudine? Qualcuno ha avuto dei problemi? Per le notti, dici che un sacco lenzuolo non basterebbe? grazie!!

  4. Avatar
    Cinzia Del Giovane
    |

    Ciao, grazie per questo articolo molto utile. Io andrò a fine ottobre, spero sia più caldo..
    Come è stato con l’adattamento allo sbalzo di altitudine? Qualcuno ha avuto dei problemi? Per le notti, dici che un sacco lenzuolo non basterebbe? grazie

    • Valentina Borghi
      |

      Ciao Cinzia,
      Si, a fine ottobre è sicuramente più caldo e il sacco lenzuolo dovrebbe bastare. Per l’altitudine..devi fare il giusto acclimatamento a San Pedro o a Uyuni.

  5. Avatar
    Manuela
    |

    Grazie di questa bellissima descrizione del tuo viaggio. Io mi sto organizzando per partire tra metà dicembre 2020 e metà Gennaio 2021. Farà freddissimo? Il viaggio ideale sarebbe tra Atacama e Bolivia…Grazie!

    • Valentina Borghi
      |

      Ciao Manuela, grazie a te! No, se vai durante il nostro inverno non fa affatto freddo! O meglio, fa freddo all’alba e la notte, ma di giorno di muore di caldo. Ti devi vestire “a cipolla” perchè passi dal piumino agli short e la canotta nell’arco di poche ore. Adesso comunque integro il paragrafo su “Quando andare” con queste info. Grazie per la segnalazione 😉

  6. Avatar
    Antonello Mantarro
    |

    Ciao, complimenti per l’articolo (anzi, gli articoli 😉 ), riesci già a farmi essere lì prima di andarci davvero 😉
    Con la mia ragazza la prossima estate vorremmo fare un tour che parte da Atacama sino ad Uyuni (così come raccontato da te in questo articolo), poi volo sino a La Paz e successivamente risalire in Perù (Titicaca, Cuzco, Machu Picchu).
    Ritieni essere a rischio, visto l’attuale situazione socio-politica boliviana, il tour in Bolivia e di conseguenza rimodulare il tutto?
    Grazie!

    • Valentina Borghi
      |

      Ciao Antonello, non so com’è la situazione attuale in Bolivia, comunque la zona di Uyuni è sempre stata sicura anche nei periodi più caldi della protesta quindi non vedo problemi. Se dovete solo arrivare a La Paz e poi salire in Perù, secondo me andate stra-tranquilli. A presto, Valentina

  7. Avatar
    Pietro Lindia
    |

    Ciao Valentina, grazie per questa descrizione. Noi saremo ad Uyuni a Giugno e vorremmo prendere parte ad un tour simile al tuo, ritornando però sempre ad Uyuni. Conosci qualche agenzia da raccomandare? In più, per il vestiario è necessario qualcosa di caldo come una tuta da sci, oppure anche più leggero? Perchè tu descrivi situazioni da -20 e sinceramente spaventano 😀

    • Valentina Borghi
      |

      Ciao Pietro, secondo me se guardi il sito di Denomades (che ho linkato nell’articolo) trovi anche i tour che partono da Uyuni. Per il vestiario..fa freddo ma la tuta da sci non serve. L’importante è vestirsi a cipolla mettendosi maglie termiche sotto. È vero che ci sono -20° all’alba ma poi man mano le temperature salgono; l’escursione termica è molto forte perchè è deserto 😉

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