BeBorghi | Islanda: cosa vedere in 10 giorni - itinerario lungo la Ring Road N.1

Islanda: cosa vedere in 10 giorni

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6 Febbraio 2020
  • Islanda Godafoss

Un viaggio in questa terra dai contrasti estremi al limite del Circolo Polare Artico è un viaggio nella natura più pura e incontaminata. Pur sapendo che era un paese davvero ricco di cose incredibili da vedere, non pensavo che fosse così, non pensavo che ogni giorno avrei visto tantissimi luoghi completamente diversi l’uno dall’altro, cascate, ghiacciai, laghi, canyon, spiagge, geyser, vulcani..tutte le forme possibili in cui la natura si può esprimere. La cosa che mi ha colpito di più è sicuramente l’acqua. In Islanda c’è acqua ovunque, un’infinità di cascate, di fiumi, di ghiacciai..ovunque si guardi si trova acqua. Un’altra cosa a cui non ero preparata è l’imprevedibilità del tempo, il meteo cambia ogni 5’ e si passa dal sole al diluvio, dalla grandine poi di nuovo al sereno in poche ore. Diciamo che le previsioni del tempo lasciano il tempo che trovano!

Ma arriviamo al sodo..scegliere cosa vedere in Islanda è un’impresa ardua e, anche se farete come me (che ho corso tutti i giorni per vedere il più possibile), riuscirete a vedere solo una piccola parte di quello che offre. Mettetevi già l’anima in pace. L’itinerario che ho seguito io è l’itinerario classico lungo la Ring Road N.1, la strada circolare che percorre tutta l’isola. È un itinerario di 10 giorni, che è il numero minimo per poter fare il giro completo. Questo itinerario si può fare indicativamente da aprile fino a novembre; nei mesi invernali è altamente sconsigliato perchè nella parte nord dell’isola le strade potrebbero essere chiuse per neve/ghiaccio. Se intendete andarci in inverno vi consiglio di seguire un itinerario più breve, di 7 giorni, che si concentra sulla parte sud-ovest e sud dell’Islanda (trovate questo itinerario in fondo all’articolo). 

Per quanto riguarda invece l’organizzazione del viaggio, trovate tutte le info in questi 2 articoli:

Viaggio in Islanda - Itinerario

Cosa vedere in Islanda in 10 giorni: itinerario lungo la Ring Road N.1

Giorno 1: Reykjavik

Reykjavik è la capitale più settentrionale del mondo, poco più a nord del 64° parallelo. Fino alla fine dell’800 era poco più che un villaggio di pescatori quindi è una città moderna, piccola, ma con un certo carattere. È una città vivace e piena di vita e sono rimasta molto colpita nel vedere sempre un sacco di giovani per strada, anche di sera tardi, noncuranti del meteo e delle temperature. Gli islandesi amano divertirsi e sono molto gentili con tutti. Pensando a quanto è a nord..lo sono moooolto di più dei norvegesi, dei finlandesi e degli svedesi! Tra le cose da vedere a Reykjavik (raggiungibili tutte a piedi) ci sono:

  • Harpa. Questa struttura moderna davanti al mare ospita una sala concerti e il centro congressi di Reykjavik. Se riuscite, andate fino al 5° piano con gli ascensori per apprezzare di più la struttura architettonica.
  • Solfar. sul lungomare, non lontano dall’Harpa c’è il Solfar, una grande scultura in metallo che rappresenta una nave vichinga stilizzata: è carina e perfetta per fare una foto con la baia e il monte Esja sullo sfondo.
  • Cattedrale Hallgrimskirkja. La sua forma si ispira alle colonne di basalto tipiche dell’Islanda ed è diventata il simbolo della città. Per 1000 ISK si può salire in cima al campanile e avere una bella vista su tutta la città.
  • Passeggiata nella “città vecchia”. Passeggiate intorno a Laugavegur che è pieno di negozietti carini, locali, bar e ristoranti. La sera i giovani si ritrovano qui. 
  • Raohus (Municipio) e laghetto Tjornin. Dentro al municipio c’è un plastico enorme che rappresenta tutta l’Islanda (e vi renderete conto di quanta superficie è coperta dal ghiaccio); subito davanti c’è un bel laghetto con i cigni.

Dove dormire a Reykjavik

Luna Apartments – bellissimi appartamenti di varia metratura proprio nel centro del città.

Islanda - Reykjavik
Islanda - Reykjavik

Giorno 2: Circolo d’Oro e transfer sull’isola di Vestmannaeyjar

Si lascia Reykjavik per raggiungere quello che viene chiamato il “Circuito d’oro”, un’invenzione linguistica per i turisti, perchè questa zona è la più visitata del paese. Io ho dedicato la mattina e il primo pomeriggio alla visita di Geyser e Gullfoss per poi andare al porto di Landeyjahofn a prendere il traghetto per l’isola di Vestmannaeyjar (1h di navigazione – qui trovate gli orari dei traghetti). Tra le cose da non perdere nel Circolo d’Oro ci sono:

Geysir

L’Islanda è la più grande isola vulcanica al mondo ed è caratterizzata da un’intensa attività geotermica (oltre che vulcanica) che la rende quasi autonoma dal punto di vista energetico. Una delle manifestazioni più spettacolari di questa attività sono proprio i geyser, che prendono il nome da questa località islandese, che rappresenta l’area geotermica più estesa al mondo. Qui si possono vedere diversi geyser in attività che “esplodono” ogni 5-10’ minuti e i cui getti d’acqua possono raggiungere anche i 30 mt (prima degli anni ‘50 pare raggiungessero i 30-60 mt!). Io non li avevo mai visti prima e devo dire che sono particolarmente impressionanti!! Naturalmente il tutto è accompagnato una una bella puzza di zolfo..

La cascata di Gullfoss

A pochi chilometri da Geysir si trova Gulfoss (cascate d’oro), soprannominata la “regina di tutte le cascate islandesi” per le dimensioni e la teatralità. Le cascate sono alte 32 mt e hanno una portata d’acqua eccezionale. La particolarità è che le acque si gettano in un canyon (le gole di Gulfoss) dove finiscono praticamente per esplodere. Ci sono diversi punti panoramici raggiungibili con un sentiero. 

Dove dormire a Vestmannaeyjar

Hótel Vestmannaeyjar : l’hotel più bello dell’isola, con Spa e bar/ristorante interni ottimi

Islanda - gullfoss
Islanda - gullfoss

Giorno 3: isola di Vestmannaeyjar, Seljandsfoss, Skogafoss e DC-3 Plane Wreck

Questa giornata è decisamente intensa, camminerete molto, ma vedrete dei posti davvero incredibili! Se pensate che sia troppo da fare in un solo giorno..valutate di saltare eventualmente il DC-3 Plane Wreck.

Isola di Vestmannaeyjar

Parlo di isola ma bisognerebbe parlare di isolE, dell’arcipelago delle Vestmannaeyjar, situato a circa 10 km dalla costa. È costituito da 15 isole e molti isolotti; le 2 isole più grandi sono Heimaey (l’unica abitata) e Surtsey (Patrimonio UNESCO, aperta solo ai ricercatori). Heimaey è una vera chicca, e ce se ne accorge subito quando si entra nel porto, che si trova in fondo a una specie di fiordo con falesie a picco sul mare. Tra le cose da vedere da fare c’è la salita al vulcano Eldfell (circa 1h- ha eruttato nel 1973 aumentando la superficie dell’isola del 20%!) da cui si gode una vista pazzesca su tutta l’isola, Storhofoi e le scogliere della costa ovest, le colonie di pulcinelle di mare sull’Heimaklettur vicino al porto (solo da maggio a metà agosto circa) e il campo da golf dentro al cratere sulla costa nord-ovest dell’isola. I paesaggi qui sono davvero pazzeschi! Riuscite a vedere tutto nella mattinata, per poi ritornare sulla terra ferma prima di pranzo.

La cascata di Seljandsfoss

Dal porto porto di Landeyjahofn in 15’ si raggiunge la cascata di Seljandsfoss, dove l’acqua precipita con un salto di 40 mt da uno sperone roccioso. Questa è l’unica (almeno credo..) cascata dove si può passare dietro all’acqua (non senza bagnarsi vi avviso!). È veramente scenografica! Se seguite il sentiero che costeggia la montagna potrete raggiungere anche la piccola cascata Gljufrabui, passando da una spaccatura della montagna e camminando dentro l’acqua. Vi dico che ne vale la pena! 

La cascata di Skogafoss

Con altri 30’ di strada si arriva alla cascata di Skogafoss, un’altra cascata magnifica, spesso incorniciata dall’arcobaleno. La si vede dal basso, ma vale la pena anche salire la scalinata che c’è sulla destra per poterla vedere dall’alto. In cima alla scalinata, tra l’altro, parte uno dei trekking più famosi d’Islanda, che porta fino alla cima al vulcano che ha eruttato nel 2011 bloccando i voli di mezza Europa (il vulcano Eyjafjöll). Per arrivare fino in cima ci vogliono circa 5-6 ore (camminando con un buon passo), più 3-4 ore per scendere. Vicino a Skogafoss (bisogna fare una deviazione prima di arrivare alla cascata) c’è la piscina naturale di Seljavallalaug (gratuita), una vasca di 25 mt completamente immersa nella natura. 

DC-3 Plane Wreck: il relitto

Parliamo di uno degli spot più fotografati d’Islanda, la famosa carcassa del Douglas Super DC-3 della US Navy che fu costretto ad un atterraggio di emergenza sulla sperduta spiaggia di Sólheimasandur il 24 novembre del 1973. Si salvarono tutti ma l’aereo venne abbandonato lì. Per raggiungerlo bisogna camminare circa 3,5 km (sola andata) seguendo uno sterrato completamente in piano. In estate è invaso dai turisti a tutte le ore del giorno e della notte quindi..boh…sinceramente non ve lo consiglierei. In bassa stagione è bello e fotogenico soprattutto all’alba, al tramonto e di notte (con la speranza di vedere l’aurora). Tra andare e tornare comunque calcolate almeno 2h-2h 30’ si fanno tante foto ed è bello raggiungere anche la spiaggia). 

Dove dormire a Vik

Black Beach Suites appartamenti molto belli con vista sulla costa e sul mare

Islanda- isola vestmannaeyjar
Islanda - seljaalandsfoss
Islanda - Skogafoss
Islanda - Plane Wreck

Giorno 4: Dyrholaey, Reynisfjara (Black Beach), Svartifoss, Jokulsarlon

Anche questa giornata è decisamente impegnativa, ma ne vale assolutamente la pena! 

Le scogliere di Dyrholaey

La prima tappa della giornata è la penisola di Dyrholaey con delle imponenti scogliere dove trovano riparo tanti uccelli marini (tra giugno e agosto qui è possibile vedere i puffin, le gabbianelle di mare). Ci sono due punti di osservazione, uno al faro e uno più in basso: andate in entrambi perchè la vista sulla costa e sulla Black Beach è davvero magnifica. 

Reynisfjara (Black Beach): la spiaggia nera

L’avrete vista dall’alto ma da vicino è ancora più bella! Reynisfjara è la spiaggia nera più famosa d’Islanda e ci sono delle bellissime formazioni basaltiche. Le onde del mare qui sono molto violente quindi fate davvero attenzione! Ci sono tanti cartelli ma, nonostante questo, ci sono stati anche diversi morti..gente che andava a farsi le foto vicino alla riva che è stata risucchiata letteralmente dal mare.  

Skaftafell: la cascata e il ghiacciaio

Procedendo verso est, dopo 160 km circa si arriva nel Parco Naturale di Skaftafell, ai piedi del più grande ghiacciaio islandese (il Vatnajokull, occupa una superficie immensa, 8400 metri quadrati con uno spessore che arriva a 1 chilometro!). Ricordatevi di pagare il parcheggio alle macchinette perchè ci sono le telecamere in uscita e vi beccate la multa altrimenti! Qui si possono fare diversi percorsi, di diversa lunghezza e difficoltà. Il “must” è il sentiero circolare che arriva al view point di Svartifoss e prosegue fino ad arrivare alla base della cascata di Svartifoss, famosa per le sue bellissime rocce basaltiche a canna d’organo. Per fare tutto il giro impiegherete circa 2h. Usciti dal parcheggio di Skaftafell, dopo circa 2 km sulla sinistra c’è una pista sterrata (lunga altri 2 km) che arriva praticamente ai piedi del ghiacciaio. Andateci perchè è spettacolare e sarete a pochi metri dalla lingua di ghiaccio e dagli iceberg. Il nome di questo ghiacciaio è Svinafellsjokull

Jokulsarlon e Diamond Beach

Chiudiamo la giornata in bellezza con uno dei posti che ho amato di più, la Jokulsarlon, una laguna profonda 200 mt che si è formata per l’azione di una delle lingue di ghiacciaio Vatnajokull. La laguna si è formata intorno agli anni ‘30 quando ha iniziato a regredire il ghiacciaio (che tristezza..) alimentata anche dall’acqua del mare. L’orario migliore per visitarla è il tardo pomeriggio/tramonto. Il paesaggio è polare, con iceberg immensi che si muovono nella laguna abitata dalle foche. Per apprezzarla al meglio vi consiglio di partecipare ad una crociera con un mezzo anfibio che dura 1h (in alta stagione è meglio prenotarla prima- costa 40 euro a persona ma li vale tutti). Finita la crociera, andate a vedere Diamond Beach, dove ci sono gli iceberg usciti dalla laguna che si spezzano con le onde e finiscono sulla spiaggia nera…semplicemente stupenda!!

Dove dormire a Hofn

 Fosshótel Vatnajökull – hotel molto bello subito fuori Hofn, con bella vista sulle montagne

Islanda dyrholaey
Islanda - black beach
Islanda_skaftafell
Islanda ghiacciaio
Islanda Jokulsarlon

Giorno 5: Egilsstadir e Seydisfjordur 

I circa 200 km che separano Hofn da Egilsstadir sono molto panoramici e si possono fare tante soste anche per fotografare. Una volta arrivati a Egilsstadir si può raggiungere Seydisfjordur, la “città degli artisti” per via delle sue case colorate. Seydisfjordur è un piccolo porto di pescatori e si trova in fondo a un profondo fiordo: è qui che arrivano e partono i traghetti per le isole Faroe ed è qui che si trova la strada colorata più instagrammata d’Islanda. Tornando verso Egilsstadir ci si può fermare a vedere anche la piccola cascata di Gufufoss (la trovate sulla sinistra). Dopo gli ultimi 2 giorni decisamente impegnativi, il mio consiglio è di dedicare poi il pomeriggio (o almeno qualche ora) al relax nelle nuovissime vasche galleggianti dei Vok Baths inaugurate giusto nel 2019.

Dove dormire a Egilsstadir

Gistihúsið – Lake Hotel Egilsstadir – una bella cascina ristrutturata accanto al lago, ottimo ristorante

islanda
Islanda seydisfjordur

Giorno 6: Dettifoss e Asbyrgi

Se non volete perdere il ritmo dei primi giorni, alla visita di Dettifoss e Asbyrgi potete aggiungere anche lo Stuðlagil Canyon, facendo una piccola deviazione a circa 1h da Egilsstadir. Questo canyon è famoso perchè in diversi punti ci sono dei blocchi di granito perfettamente esagonali. Ci dovrebbero essere dei view point da entrambi i lati del canyon, ma per vedere bene queste rocce bisogna fare un trekking. Io sono andata sul lato destro del canyon e, dal view point, si vede un pò, ma non troppo, quindi nel caso decidiate di andare..prendete la strada che corre sul lato sinistro del canyon. 

La cascata di Dettifoss

Per raggiungere Dettifoss bisogna deviare dalla Ring Road e prendere la strada N.864 (sterrata..può essere particolarmente brutta in alcuni punti). Se non vi fermate allo Stuðlagil Canyon, da Egilsstadir si impiegano circa 2h e mezza per arrivarci. Dettifoss è la più potente cascata d’Europa con una portata d’acqua media è di 200 metri cubi al secondo. Intorno alla cascata e al canyon su cui si butta il paesaggio è lunare, un deserto di pietra che sa di scenario post-apocalittico. Dal parcheggio si raggiungono poi a piedi vari view point. Proseguendo verso Asbyrgi, dopo poco c’è un piccola deviazione che vale la pena fare per raggiungere il view point di Hafragilfoss da cui si gode  una vista magnifica sul canyon.

Il canyon di Asbyrgi

Lo stesso canyon di Dettifoss prosegue poi verso il mare il canyon e , ad Asbyrgi, assume la forma di un ferro di cavallo all’interno del quale tutto è, al contrario, molto verde. Questa parte del canyon è chiamata il “rifugio degli dei” e da qui partono una ventina di sentieri. Se non avete molto tempo, arrivate con l’auto fino al parcheggio interno e prendete il sentiero più corto (si chiama A1) per raggiungere il lago. 

La piscina geotermica Geosea

Chiudete la giornata nella nuovissima piscina geotermica GeoSea a Husavik. Questa piscina infinity si trova davanti al mare ed ha una bellissima vista sul fiordo di Husavik. Il costo è di circa 30 euro (2020).

Dove dormire a Husavik

Guesthouse Brekka – appartamenti basic ma carini pochi km fuori Husavik

Islanda - Dettifoss
Islanda Asbyrgi
Islanda Geosea

Giorno 7: Husavik, Myvatn e Godafoss

Anche questa giornata sarà molto intensa e vi toccherà stare attenti all’orologio per non perdervi nulla (in realtà le cose da vedere sarebbero il doppio ma bisogna pur accontentarsi..). 

Whale Watching a Husavik

Se non avete mai visto una balena io mi lascerei scappare quest’occasione. Husavik è considerata la capitale del whale watching in Europa e vedere una balenottera o una megattera qui è abbastanza frequente. Da aprile-maggio fino a ottobre-novembre ci sono diverse compagnie che organizzano questa attività diverse volte al giorno su dei pescherecci riadattati o su dei battelli veloci. L’attività dura 4h e costa intorno ai 75 euro a persona. Io sono andata con la North Sailing e mi sono trovata bene  (come per il mezzo anfibio di Jokulsarlon, se andate in alta stagione prenotate prima!). Loro forniscono tutta l’attrezzatura (o meglio dire imbragatura) contro acqua e freddo e, a fine navigazione, offrono caffè o cioccolata calda e pasticcini. Ovviamente non è matematico vedere le  balene, ma è veramente raro tornare a terra senza averne vista neanche una. Io sono stata molto fortunata e ne ho viste diverse, anche da molto vicino. Dimenticavo, può capitare che il mare sia molto mosso quindi: 1) fate una colazione moooolto leggera; 2) prendetevi una pasticca se soffrite il mare come la sottoscritta. 

Myvatn: crateri, solfatare, grotte e piscine naturali

In 45’ di guida, da Husavik si raggiunge Myvatn, una zona che a me ha fatto letteralmente impazzire!! Tutte le cose da vedere si trovano intorno al grande lago di Myvatn. Quelle che vi consiglio assolutamente di non perdere sono: 1) Hverir, un sito geotermico pieno di solfatare e pozze di fango in ebollizione..un paesaggio a dir poco dantesco! 2) il cratere Hverfell, la cui bocca si raggiunge a piedi con 20-30’ di salita, molto bello e con bella vista; 3) la grotta Gjotagja con acqua termale calda dove hanno girato una scena famosa di Game of Thrones. Se avete più tempo potete valutare di fare anche un paio d’h di relax ai Myvatn Nature Bath a Myvatn, molto simile alla Blue Lagoon.

La cascata di Godafoss

La giornata si chiude in bellezza con la cascata più bella d’Islanda (almeno per me): Godafoss..la cascata degli dei. Non è molto alta, ma si trova in una specie di anfiteatro naturale ed è formata da un’infinità di piccole cascate. Sarà che ci sono andata a fine giornata e non era molto affollata, ma vederla è stata poesia pura!

Dove dormire ad Akureyri

 Hotel Kjarnalundur – hotel grande e confortevole un pò fuori dalla città, immerso nel bosco.

whale watching Husavik
Islanda Myvatn
Islanda Myvatn
Islanda Myvatn
Islanda Godafoss

Giorno 8: Glaumbaer e penisola di Vatnsnes

Questa giornata è un filino più rilassata, ma potete naturalmente aggiungere posti ed esperienze, come ad esempio, una passeggiata a cavallo tra Glaumbaer e la penisola di Vatnsnes. Nel caso vi interessasse, vi consiglio di contattare Iceland Horse Tour . La passeggiata dura 1h e costa 35 euro circa (chi l’ha fatta è rimasto molto contento!).

Glaumbaer (case di torba)

A Glaumbaer c’è un complesso di edifici di torba costruito tra il XVIII e il XIX secolo ed è una delle fattorie più famose d’Islanda. Se vi interessa sapere come vivevano all’epoca potete visitare il piccolo museo che c’è, altrimenti gustarvi un’ottima torta fatta in casa nella caffetteria lì accanto (che è in un edificio di fine ‘800 davvero molto bello). 

Penisola di Vatnsnes

La penisola di Vatnsnes è il posto dove c’è la maggiore concentrazione di foche di tutta l’Islanda (e direi anche di cavalli selvatici!). Le foche avvistano facilmente perchè nuotano a ridosso della spiaggia e degli scogli. La strada che permette di girare tutta la penisola è la statale N.711 ed è TUTTA sterrata! Prima di decidere di farla, controllate lo stato della strada da questo sito. Quando l’ho percorsa io alcuni pezzi erano davvero hard core anche per il 4×4, per non parlare del fatto che siamo stati bloccati da un branco di cavalli che ci hanno preso a dentate e zoccolate il cofano ahahah..che bei momenti! La prima tappa è il lato est: Hvitserkur, l’enorme (e scenico) scoglio a forma di rinoceronte a cui si può arrivare con breve passeggiata sulla spiaggia nera in bassa marea (attenzione al percorso per scendere in spiaggia: è piuttosto ripido, ma brevissimo). Da qua si può passeggiare lungo la costa per avvistare foche. Continuando ci sono poi altri punti di avvistamento delle foche. Nel lato ovest ci sono: Illugastadir e Svalbard. La penisola è davvero selvaggia e i paesaggi vi ripagheranno delle ore che impiegherete a percorrerla. 

Dove dormire a Hvammstangi

Huts in Víðidalur – piccoli cottage in legno (con bagno esterno) immersi nel bosco

Islanda - case di torba
Islanda_vatnsnes
islanda cavalli

Giorno 9: penisola di Snæfellsnes e ritorno a Reykjavik

Sulla via del ritorno a Reykjavik, vale assolutamente la pena fare diverse tappe lungo la penisola di Snæfellsnes. Da Hvammstangi si impiegano quasi 3h per raggiungere il primo posto, ovvero la cascata Kirkjufellsfoss e il monte Kirkjufell (uno dei migliori spot fotografici d’Islanda, spesso ripreso in Game of Thrones) e tutta una serie di zone laviche, fari e scogliere. Da lì poi si prosegue lungo una strada bellissima e super-panoramica fino ad arrivare alla famosa Chiesa Nera (Buoakirkja Black Church). Qui si può fare una passeggiata nei dintorni della chiesa, fino a raggiungere il mare. A questo punto il viaggio sta per finire e non vi resta che tornare tristemente a Reykjavik per visitarla (se non l’avete vista all’andata). Se volete chiudere in bellezza e non volete badare a spese, potete eventualmente valutare di andare alla Blue Lagoon, che si trova non molto lontano da Reykjavik. 

Islanda Kirkjufell
Islanda black church
Islanda Blue Lagoon

Giorno 10: ritorno a casa

Itinerario invernale di 7 giorni per l’Aurora Boreale

Come ho scritto anche sopra, il giro completo dell’Islanda non è fattibile in pieno inverno (perlomeno se non avete mezzi ed attrezzature particolari). Gli itinerari invernali di solito si concentrano sulla zona sud, più o meno con un programma simile a questo:

  1. Arrivo a Reykjavik
  2. Circolo d’Oro (Geyser, Gulfoss, ecc) e hot spring
  3. Vik, Dyrholaey, Reynisfjara (Black Beach)
  4. Jokulsarlon e le grotte di ghiaccio
  5. Seljandsfoss, Skogafoss e DC-3 Plane Wreck
  6. penisola di Snæfellsnes
  7. Ritorno a Reykjavik
islanda - aurora boreale

About

Autore
Valentina Borghi
Sono la fondatrice di questo blog. Sono anche una romana trapiantata a Milano tanti anni fa e viaggio praticamente da quando sono nata.
Come mi descriverei? Viaggiatrice compulsiva, travel blogger, food lover, gattara e curiosa di tutto (ma proprio TUTTO)

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