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Kerala (India del Sud): 10 bellissime esperienze da fare

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11 aprile 2018

Sono appena tornata dal Kerala Blog Express e non vedevo l’ora di condividere quest’incredibile esperienza con voi! Ma facciamo un passo indietro, diversi mesi fa ho fatto domanda per partecipare a questo blog tour nel sud dell’India organizzato dall’Ente del Turismo del Kerala (per chi non lo sapesse, un blog tour è un viaggio in cui i blogger sono invitati per promuovere il territorio attraverso articoli, post, foto e video). Era la V edizione del Kerala Blog Express e, a fronte di centinaia di candidature, sono stati poi selezionati 30 travel blogger internazionali (solo uno per ogni paese) e..indovinate un po’?? Con mia grande sorpresa sono stata scelta per rappresentare l’Italia e sono partita alla volta del Kerala!

Ero già stata in questa regione dell’India del Sud quasi 10 anni fa ma avevo avuto pochissimo tempo di girarla e il blog tour si è rivelato quindi un’ottima occasione per recuperare (tanto più che quel poco che avevo visto del Kerala mi era piaciuto moltissimo!).

Se mi avete seguita sui social durante il viaggio avrete già capito che è stata un’esperienza davvero magica! Lo slogan del Kerala Blog Express era “Trip of a lifetime”(viaggio della vita) ed è stato davvero così. Ho avuto il privilegio di vedere dei posti magnifici e vivere la cultura e le tradizioni del paese in compagnia di 29 perfetti sconosciuti che sono poi diventati degli amici per la vita. Questa è una delle grandi magie del viaggiare: si divide il cammino con delle persone che non si conoscono e in poco tempo si instaurano dei legami che rimarranno per sempre. Ma non voglio ammorbarvi con i miei sentimentalismi quindi, è tempo di raccontarvi tutto quello che non potete assolutamente perdervi se fate un viaggio in Kerala.

KeralaPerché scegliere il Kerala

La parola Kerala deriva dall’unione di 2 parole: kera che signifca palma da cocco e alam, che significa terra, ovvero la terra delle palme da cocco. Queste piante in effetti si trovano ovunque e bordano tutto il suo litorale. Il Kerala è una regione profondamente diversa dal resto dell’India; qui sono approdati tantissimi esploratori stranieri (Vasco de Gama in primis) attratti dal commercio delle spezie e ovunque ci sono tracce del suo passato coloniale: chiese cristiane di rito siriano, moschee, case in stile olandese e portoghese, edifici dell’epoca dei raj e perfino una sinagoga cinquecentesca a Kochi. La tolleranza ha una lunga tradizione e qui , senza alcun disordine, è stata accolta ogni tipo di confessione, che ha poi assunto nel tempo una tinta locale. Il Kerala è una delle regioni più ricche dell’India, è quella con il tasso più alto di alfabetizzazione (93%), quella in cui la povertà è poco visibile (ma questo non significa che non ci sia!) e la cultura mantiene dei caratteri originali che non si trovano altrove. In poche parole, è la regione perfetta per approcciare l’India in maniera soft!

Oltre a questo naturalmente ci sono paesaggi unici: le backwaters ad esempio le troverete solo qui e da sole valgono un viaggio in India.

Quando andare in Kerala

Fatta eccezione per i rilievi più elevati, l’India del Sud ha un clima caldo tutto l’anno e presenta sostanzialmente due stagioni: una secca e una delle piogge (o del monsone). In Kerala ci sono 2 stagioni dei monsoni: il monsone di sud-ovest a maggio/giugno che è il più forte e violento, e il monsone di nord-est a ottobre/novembre che è più leggero. In generale quindi il periodo che va da ottobre a marzo è il migliore per viaggiare in questa regione perché il clima è secco e mite. In estate non piove molto ma il caldo è davvero insopportabile (calcolate che già a marzo/aprile si toccano i 40° con un’umidità decisamente elevata).

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Kerala

Viaggio in Kerala: 10 esperienze da non perdere

1.Navigare sulle backwaters

Le backwatersacque interne – del Kerala rappresentano una tappa obbligata per chiunque visiti il paese. Navigare lungo il labirinto di canali che si snoda per ben 900 km tra il litorale e l’entroterra è probabilmente l’esperienza che vi rimarrà più impressa dell’intero viaggio. Le imbarcazioni attraversano laghi poco profondi orlati di palme e disseminati di reti da pesca cinesi (le relazioni commerciali con la Cina hanno una tradizione plurisecolare!) e percorrono stretti ed ombreggiati canali dove vengono caricate con fibra di cocco, copra (la polpa del cocco disidratata) e anacardi. Lungo il tragitto si incontrano piccoli villaggi con moschee, chiese, templi, scuole, ospedali e minuscoli agglomerati di case che formano un’immensa città diffusa. Il mio consiglio è quello di trascorrere una giornata intera su una house boat –casa galleggiante- vedendo scorrere davanti lentamente questi paesaggi meravigliosi, assaporando la cucina autentica del Kerala, facendo amicizia con gli abitanti dei villaggi e dormendo sull’acqua sotto il cielo stellato. Le house boat sono meravigliose e ci sono centinaia di compagnie per tutte le fasce di prezzo; affittare le più belle può essere un abbastanza costoso (anche 150/200 euro a testa) ma l’esperienza vale ogni singola rupia che avrete speso. Per me è stata la tappa più bella del viaggio e non credo che potrò mai dimenticare il senso di pace che ho vissuto navigando su quelle acque, né tantomeno i colori dell’alba e del tramonto.

INFO: è possibile fare l’esperienza delle backwaters partendo da tanti punti diversi del Kerala ma i più famosi sono sicuramente Allapunzha e Kollam. Noi siamo partiti da Allapunzha su una house boat di lusso della compagnia Spice Routes e, neanche a dirlo, ci siamo trovati benissimo.

Kerala

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2.Fare un massaggio ayurvedico

La medicina ayurvedica è una delle più antiche al mondo e si dice sia nata proprio in Kerala; i suoi principi furono documentati per la prima volta circa 2000 anni fa, ma si ritiene che l’ayurveda fosse praticato già da parecchi secoli. Secondo l’ayurveda il mondo ha un suo equilibrio intrinseco e la malattia non è altro che un allontanamento da quest’ordine, una perdita di equilibrio. Un concetto fondamentale nell’ayurveda è che tutti gli esseri umani possiedono tre dosha (umori): vata (ventoo aria), pitta (fuoco) e kapha (acqua/terra) e le malattie sono il risultato di uno squilibrio fra questi 3 dosha. I trattamenti ayurvedici hanno come scopo il ripristino di questo equilibrio e quindi della buona salute. I metodi principali per ottenerlo sono due: la panchkarama (purificazione interna) e il massaggio. Ogni dosha viene identificato con determinati cibi e l’alimentazione rappresenta una componente essenziale di questo tipo di pratica. Trovate i massaggi ayurvedici in tutti i resort del Kerala e sottoporsi occasionalmente a questo trattamento ha un bel effetto rilassante, ma per avere benefici a lungo termine occorrono di solito almeno 2 settimane (e il tutto viene associato ad una dieta).Perchè non approfittare di un viaggio in Kerala per fare un periodo di sano detox? Tra l’altro la medicina ayurvedica è ben integrata nel sistema sanitario nazionale indiano e trovate ospedali ayurvedici in tutto il paese.

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3.Visitare le piantagioni thè a Munnar

Dopo le backwaters, tra i posti da visitare in Kerala ci sono sicuramente le piantagioni di thè che si trovano intorno a Munnar, sulle montagne del Ghati. Munnar è il principale centro commerciale del thè ed è adagiata su un paesaggio montano di rara bellezza (queste piantagioni sono tra le più elevate al mondo). Questa ex stazione climatica (ai tempi della dominazione inglese i signorotti venivano qui per rifugiarsi dal caldo) è un luogo perfetto per rilassarsi qualche giorno e godere di panorami assolutamente magnifici. Tantissime le agenzie che organizzano l’escursione in 4×4 tra le piantagioni (impossibili da raggiungere con un’auto normale) e la visita a una fabbrica del thè (il 90% della produzione è di proprietà della Tata, la famiglia del più famoso uomo d’affari indiano). I campi sembrano disegnati a mano nella loro perfezione ed è bellissimo vedere le fierezza negli occhi delle donne che raccolgono il thè vestite con gli abiti tradizionali. Pensate che ogni donna raccoglie tra i 100 e i 120 kg di thè al giorno per un compenso che si aggira intorno ai 10 dollari..sob.

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4.Rilassarsi in spiaggia

Tutto il litorale del Kerala è bordato da spiagge di sabbia fina protette dall’ombra delle palme. Le località più famose si trovano nel sud del Kerala (su tutte Kovalam e Varkala), ma a nord ce ne sono di altrettanto belle e meno turistiche. Il nord sta iniziando adesso a svilupparsi come meta turistica ed è una zona della regione ancora decisamente autentica. Per noi che siamo abituati ai colori del Mediterraneo l’Oceano Indiano non rientra tra i mari più belli in cui si possa fare il bagno, ma le spiagge sono da cartolina, molto lunghe e spesso semi-deserte. In generale vi conviene andare nelle spiagge degli hotel o dei resort perché nelle spiagge frequentate dai locali non potrete mettervi in costume per rispetto alla cultura del posto (le donne indiane si fanno il bagno vestite) e vi sentirete sempre gli occhi addosso. L’acqua dell’Oceano Indiano poi è decisamente calda rispetto ai nostri mari e anche i più freddolosi potranno farsi il bagno senza patemi.

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5.Esplorare il Wayanad Wildlife Sanctuary

Una delle cose che mi è piaciuta molto del Kerala è la sua incredibile varietà di paesaggi ed è una sua peculiarità rispetto ad altre regioni famose dell’India (tipo il Rajasthan ad esempio). Oltre alle zona di Munnar, c’è un’altra zona estremamente verde nel Kerala e si trova più a nord, vicino Wayanad. Il Wayanad Wildlife Sanctuary è una remota riserva di foresta pluviale che confina con le regioni della Karnataka e del Tamil Nadu. Qui troverete un incantevole mosaico di risaie, piantagioni di thè e di caffè, delle foreste e dei bellissimi resort immersi nella jungla che vi faranno sentire dei moderni Indiana Jones. Partendo dalla piccola cittadina di Wayanad si possono fare diverse escursioni in jeep che includono anche varie attività sportive come il trekking, il rafting sulle canne di bambù, l’arrampicata e diverse altre. Se amate gli animali in questa zona potrete avvistare elefanti, scoiattoli di montagna, scimmie, bisonti e altri animali.

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6.Partecipare ad un festival e vedere uno spettacolo di danze tradizionali (Kathakali e Theyyam)

Le feste e le tradizioni del Kerala sono tra le più famose dell’India, non solo per il modo in cui vengono celebrate, ma anche per il loro numero. In qualsiasi sera dell’anno, ma soprattutto tra gennaio ed aprile, ci sono letteralmente centinaia di feste religiose, con rituali e musica sempre diversi tra loro, e non è raro imbattersi in una sfilata di elefanti addobbati a festa. I festival si svolgono sempre nei templi o nelle risaie circostanti e potrete assistervi liberamente, senza alcun timore. Un disocorso a sé va fatto poi per il Kathakali, una delle 4 grandi danze classiche indiane che è nata proprio in Kerala. I soggetti sono la trasposizione scenica di poemi epici; il Kathakali comprende oltre 100 scene e costumi diversi e di solito si svolge per notti intere all’interno dei templi, ma potrete assistere a delle rappresentazioni anche in altri luoghi. Il trucco richiede ore di preparativi e l’apprendistato degli attori richiede circa 15 anni. In Kerala c’è poi anche l Theyyam, un’antichissima forma d’arte rituale ed è una sorta di offerta agli dei con lo scopo di tenere lontani la povertà e la malattia.

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Kerala7.Passeggiare senza meta a Fort Kochi

Kochi per me è la città più bella e interessante del Kerala. È costituita da Ernakulam, sulla terra ferma, e da diverse isole tra cui Fort Kochi, che è la parte più antica. Qui vive una comunità ebraica radicata da tempo immemore, qui potrete vedere la più antica chiesa dell’India (St. Francis Church, che conservava anche le spoglie di Vasco de Gama prima che venissero spostate a Lisbona ), ma anche vie tortuose con moschee e chiese portoghesi costruite 500 anni fa, reti da pesca cinesi introdotte dai mercanti mongoli di Kublai Khan, una sinagoga del ‘500 e infine un palazzo costruito dai portoghesi e regalato al raja di Kochi. Un mix incredibile di stili, di popoli e di storie che la rendono assolutamente unica. Concedetevi una crociera al tramonto tra le isole perché è davvero molto suggestiva. Ogni 2 anni a Kochi si svolge inoltre la Biennale d’Arte (la prossima sarà a dicembre 2018) e non è raro trovare opere di street artist internazionali sui muri delle case di Fort Kochi: motivo in più per trascorrevi qualche giorno.

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8.Assistere ad un incontro di Kalaripayattu

Il Kalaripayattu è un’arte marziale originaria proprio del Kerala ed è praticata in parte anche nel Tamil Nadu. È la più antica arte marziale orientale conosciuta! Incorpora calci, prese, sequenze coreografiche e armi come tecniche di guarigione ed esistono diverse varianti regionali che vengono classificate come Stile Settentrionale, Meridionale e Centrale. L’allenamento Kalaripayattu ha come scopo la coordinazione ultima tra mente e corpo e include la specializzazione nelle pratiche medicinali indigene e alcuni riti religiosi.

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Ph. @ Kerala Tourism

9.Mangiare la Sadya e le altre prelibatezze locali

Grazie alle sue spezie il Kerala è stato uno degli stati più frequentati dai mercanti portoghesi, inglesi e arabi e proprio dall’incontro di queste influenze straniere con le materie prime della regione (tanto pesce!) è nata una delle cucine più rinomate del paese. L’usanza più tipica del Kerala è il Sadya in cui diverse pietanze (fino a 40!) vengono servite su una grande foglia di banano e il tutto si mangia poi con le mani, aiutandosi con il naan o il chapati (diverse forme di pane) e con il riso. Le maggior parte delle specialità tipiche del Kerala sono a base di pesce (occhio alla spine perché loro non le tolgono!), in gnere fritto nell’olio di cocco o fatto bollire nel latte di cocco con le spezie. Altri ingredienti usati per il curry sono lo zenzero, gli anacardi e il mango.

Come tutta la cucina indiana, anche quella tipica del Kerala può essere molto piccante quindi, se non siete abituati al peperoncino, chiedete sempre prima di ritrovarvi a fare il mangiafuoco!

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10.Partecipare ad attività di turismo responsabile

Sono stata piacevolmente sorpresa nel vedere che il turismo responsabile e sostenibile in India sta aumentando sempre si più. Esistono tantissime agenzie e tantissime strutture ricettive che lavorano mettendo in primo piano la comunità locale per favorire un’interazione sana tra l’industria del turismo, le comunità locali e i viaggiatori che non alteri l’ambiente e l’equilibrio sociale. Grazie a queste attività si possono vivere delle esperienze autentiche, si può vedere come vivono realmente le persone nei villaggi e come si svolge la loro vita quotidiana. Durante il Kerela Blog Express ho avuto l’opportunità di partecipare ad alcune attività di Turismo responsabile tramite la compagnia Kabani a Kozhikode ed è stato davvero interessante trascorrere un intero pomeriggio in uno dei villaggi sulle backwaters svolgendo varie attività insieme alle persone che ci vivono come pescare, raccogliere le noci di cocco, coltivare il riso, costruire le corde e tante altre. Ritengo che queste esperienze siano davvero utili perché ci impongono delle riflessioni che spesso non abbiamo tempo o voglia di fare. In questo caso specifico, mi sono resa conto, ancora una volta, di come si possa vivere felici facendo una vita semplice, fatta di piccole cose. Meditiamo gente, meditiamo.

Per racchiudere tutte le esperienze sopra citate, potete rivolgervi a Conscious Journeys, un tour operator che propone viaggi di turismo consapevole in Asia e che con con questo viaggio nell’India del Sud vi mostrerà tutta l’autenticità del paese.

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Voglio ringraziare ancora una volta i miei incredibili compagni di viaggio: Juliana Franca di EuAndopelomundo,  Adriana Herrera di Viaja el Mundo, Carlos Bernanrdo di O Meu Escritório é lá Fora, Scott Tisson di Intrepid Escape, Gloria Apara Paillas di Nomadic Chica,  Teresa Gomez di Brogan Abroad , Maria Stoyanova di Travelling Buzz, Patrick Muntzinger di German Backpacker – Travel Blog, Tasha Amy di Backpackers Wanderlust e tutti gli altri.

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Autore
Valentina Borghi
Sono la fondatrice di questo blog. Sono anche una romana trapiantata a Milano tanti anni fa e viaggio praticamente da quando sono nata.
Come mi descriverei? Viaggiatrice compulsiva, travel blogger, food lover, gattara e curiosa di tutto (ma proprio TUTTO)

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